Il "baccanale" di Gucci Cruise sfila nei Musei Capitolini

Tra le statue marmoree dei Musei Capitolini, escono al buio efebici modelli con i capelli in lunghi e la scritta 'Roma' tatuata attorno alla bocca a mo' di bavaglio. Agli ospiti vengono date delle torce per illuminarli mentre sfilano. Indossano completi piede de poule con gonna e portano anche l'ultima iconica borsa a tracolla o il secchiello rieditato. Escono mantelle a quadri indossate da ragazze con cuffiette di paillettes e grandi occhiali da sole, loden classici, toghe rosse bordate da paillettes d'oro, pantaloni di velluto a coste verde pistacchio un pochino a zampa e pepli delicati. Cappotti spigati classici e abiti talari bordati di pelliccia, citazione del "pretino" delle Sorelle Fontana indossato da Ava Gardner in La contessa scalza, del '54.

Gucci Cruise 2020 Roma

Insomma la sfilata della collezione Cruise 2020 di Gucci, tra busti di filosofi e statue di imperatori in quello che viene considerato il primo museo al mondo, è principalmente un "omaggio a Roma, al suo essere antica ed eterna e alla romanità" come ammette lo stesso Alessandro Michele, direttore creativo della maison fiorentina che appartiene al gruppo Kering, alla fine della sfilata. "Volevo tornare nei luoghi dell'infanzia portandoci la mia moda. Facendola entrare in posti come questo dov'è molto difficile mettere in scena uno show della moda. Da piccolo venivo a visitare i Musei Capitolini con mio padre. Non mi piacevano i luna park. Sono sempre stato attratto e ossessionato dall'antico e Roma rimane per questo la mia fonte d'ispirazione. Capto le vibrazioni anche dalle colonne che trovi pure al supermercato. Ma ho portato in scena un 'baccanale' sotto la metro di Londra come inno alla libertà, a quella d'esprimersi e a quella da ritrovare, perché oggi l'abbiamo persa: ci sono rimasti pochi luoghi di libertà mi sembra. La moda non è solo vestiti per me è un atto di libertà. Chi fa il mio lavoro ha delle antenne e bisogna poter dire delle cose, lanciare messaggi".

Gucci - Dan Lecca

Su un abito è stato ricamato un utero che sembra quasi un fiore. "Anche il tema della donna e della scelta d'interrompere la gravidanza in libertà lo sento molto”, precisa lo stilista. “Bisogna rispettare le donne. L'utero così complesso mi sembrava un bel fiore. Roma è un luogo difficile da definire è un grande utero, un giardino. Noi scompariremo ma lei sarà sempre qui". "Roma è un posto luccicante, ma anche sporco. C'era il cinema, le dive, le donne di potere. Ho messo in scena tutto questo e gli anni Settanta, anni meravigliosi che ci hanno dato la libertà". Perché ha scelto di sfilare al buio? "Qui mi sento come un archeologo e poi con le torce illumini solo quello che vuoi vedere".

Applausi dalla sindaca Virginia Raggi in prima fila, da Matteo Renzi, da Elton John con suo marito. Poi tutti al party a Palazzo Brancaccio.

Alessandro Michele, 46 anni, direttore creativo di una delle griffe più amate e seguite sui social, uno che raddoppia i fatturati, menzionato dal Time tra le cento persone più influenti al mondo, è voluto tornare nella sua città, Roma, dov'è nato e da dove ha mosso i primi passi nella moda, studiando all'Accademia di Costume e Moda e poi facendo pratica da Fendi. Roma, dove, diciamola tutta, nonostante l'anima fiorentina del marchio che dirige, è rimasta la sede dell'ufficio stile, sul Lungotevere. Il cuore di Gucci batte dunque per la Città Eterna. Lo s'intuiva già vedendo la capitale protagonista delle sue campagne con le giraffe al pascolo nel Parco degli Acquedotti nel 2017 e la Roman Rhapsody del 2018.

Gucci

Nel corso dei prossimi due anni, Gucci contribuirà al progetto di recupero della Rupe Tarpea, la parete rocciosa posta sul lato meridionale del Campidoglio, dalla quale secondo la tradizione fino al I secolo d.C. venivano gettati nel sottostante Foro Romano i traditori della patria condannati a morte.

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