Il Qatar starebbe preparando un'OPA su Marks & Spencer

Il fondo sovrano del Qatar cerca dei partner per lanciare un'Offerta Pubblica d'Acquisto di 8 miliardi di sterline (9,2 miliardi di euro) nei confronti del distributore britannico Marks & Spencer, ha riferito questa domenica il”Sunday Times” citando fonti provenienti dalle alte sfere della City.
www.marksandspencer.com/

Le ipotesi e le voci sul futuro di Marks & Spencer tornano quindi a riemergere mentre il gruppo, molto noto per i suoi negozi nel Regno Unito e parte dell'indice FTSE 100 delle blue chip della Borsa di Londra (il London Stock Exchange), stenta a rimettere in sesto la sua attività e a far risalire il valore delle sue azioni in Borsa.

Secondo il “Sunday Times”, la Qatar Investment Authority (QIA) avrebbe preso contatto con numerosi fondi e società di private equity, fra le quali figura la CVC Capital Partners, proprietaria di Formula One, per proporre loro di partecipare a un consorzio costituito espressamente per acquisire M&S.

QIA, che possiede già il 26% della catena di supermercati J Sainsbury, non ha commentato la notizia, come pure CVC. Un portavoce di M&S ha dichiarato che il brand non intende commentare "voci e speculazioni".

Fondato 128 anni fa, Marks & Spencer ha intrapreso un costoso piano di sviluppo, ma sta facendo fatica ad aumentare le vendite. Nel maggio scorso, l'AD Marc Bolland, nominato nel 2010, ha dovuto rivedere i suoi obiettivi triennali verso il basso.

Malgrado la decisione presa in luglio di nominare un nuovo management per far risalire le vendite dell'abbigliamento e di altri prodotti non alimentari, la divisione chiamata "General Merchandise" ha visto ugualmente diminuire la propria attività durante il periodo cruciale del Natale.

Marks & Spencer evidenziava una capitalizzazione borsistica di 6,01 miliardi di sterline venerdì scorso. Un'OPA a 8 miliardi significherebbe un premio di oltre il 30% per gli azionisti.

Nel 2004, M&S aveva resitito a un approccio ostile di Philip Green, proprietario del gruppo Arcadia (Topshop, Bhs...), che era pronto a mettere sul piatto 9,1 miliardi di sterline.

Malgrado le sue persistenti difficoltà, il gruppo sta senza dubbio meglio oggi di allora e i potenziali acquirenti hanno altri ostacoli da superare.

Con la crisi finanziaria, il finanziamento sarà più difficile da preparare che ai tempi di Philip Green, che aveva impiegato solo poche settimane per raccogliere la somma.

A fine settembre 2012, M&S aveva un indebitamento netto di 1,86 miliardi di sterline, senza contare un deficit di 290 milioni di sterline per le pensioni.

Le mura dei negozi posseduti dal gruppo hanno certamente un certo valore (la loro ultima valutazione nel 2004, era di 3,6 miliardi di sterline), ma sono state utilizzate come contributo per finanziare il piano pensionistico dei dipendenti del gruppo.

Infine, M&S ha nel suo capitale un esercito di piccoli azionisti i quali, dopo aver voltato le spalle a Sir Philip Green nove anni fa, potrebbero benissimo fare lo stesso con i qatarioti. I singoli azionisti individuali posseggono un quarto del capitale del distributore britannico.

Versione italiana di Gianluca Bolelli; fonte: Reuters

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