Il CFDA esplora la NYFW: Men's: “I tempi sono favorevoli al cambiamento”

L'industria della moda ha trascorso gran parte del 2016 focalizzandosi sulle settimane della moda, in particolare su come coinvolgere di più e meglio il grande pubblico e su come ottenere un migliore ritorno degli investimenti. Alcuni stilisti e brand hanno optato per mostrare e far sfilare le collezioni quando arrivano nei negozi, mentre altri mostreranno gli outfit che saranno immediatamente disponibili.

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Il Council of Fashion Designers of America (CFDA) ha collaborato con il Boston Consulting Group per vedere quali cambiamenti possono essere effettuati nelle fashion weeks, ed è giunto alla conclusione che “i tempi sono favorevoli per cambiare”.

Per capire meglio le sfilate delle settimane della moda, il CFDA ha pubblicato i risultati dell'indagine “NYFW: Men’s Influencer Report” creata da Launchmetrics (ufficialmente Fashion GPS). Il rapporto illustra gli schemi tipici e le similitudini che si possono trovare all'interno del mutevole panorama delle fashion week.

Secondo l'”Influencer Report”, il 60% dei partecipanti alle sfilate sono giornalisti della carta stampata e giornalisti Web, seguiti da dettaglianti (il 14%), stilisti (il 6%) e blogger e fotografi con il 5% ciascuno. Degli ospiti statunitensi, il 76% vive a New York City, mentre il 56% degli ospiti non degli States proviene dall'Europa occidentale, seguiti dai giapponesi con il 18%.

Nel mondo dei social media, l'hashtag #NYFW ha generato la maggior parte del traffico dati, con oltre 20.000 messaggi, circa 55.000 commenti e quasi 2,8 milioni di like.

Il CFDA e Launchmetrics hanno scoperto che i media online continueranno a crescere d'importanza, ma che la stampa tradizionale continuerà ad essere considerata come un'autorità dal grande pubblico. Instagram è al primo posto come canale principale per la distribuzione di immagini e i marchi hanno la possibilità di dare impulso e amplificare la propria immagine incrementando l'indice di redditività del capitale investito (il ROI-ritorno sugli investimenti) attraverso questo canale. In aggiunta, il prossimo passo per il marketing sarà di essere capace di fornire precise funzionalità di targeting.

Una sfilata di Public School - © PixelFormula

Sette anni fa, Eric Wilson ha scritto per il “New York Times” di come i blogger hanno iniziato a sedersi in prima fila alle sfilate e di come “abbiano democratizzato la moda stessa”. Facendo un avanti veloce fino al 2016 vediamo che gli stessi giornalisti e redattori che si sono sentiti in un certo senso usurpati e messi in ombra dai blogger si sono adeguati alle nuove regole del gioco. Quello che è molto interessante è il fatto che i blogger rappresentano solo il 5% dei partecipanti alle sfilate, mentre i giornalisti rimangono ancora i più presenti.

Le vecchie tradizioni sembrano essere mantenute; infatti, lo studio del Boston Consulting Group ha riscontrato che la maggioranza delle persone non è favorevole all'apertura delle sfilate al grande pubblico e ritiene che non tutti i vestiti debbano essere immediatamente disponibili dopo lo show. Ancora, il CFDA ha affermato che “incoraggerà gli stilisti a provare dei nuovi concept”, aggiungendo a quest'idea che il cambiamento è una cosa buona.

Obi Anyanwu (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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