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Pubblicato il
14 dic 2021
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IEG: sostenibilità, branding e formazione chiavi per lo sviluppo del settore orafo-gioielliero

Pubblicato il
14 dic 2021

Il Made in Italy del gioiello ha discusso le linee guida per il futuro del settore al primo Summit del Gioiello Italiano, organizzato il 14 dicembre ad Arezzo dal player fieristico riminese Italian Exhibition Group con il Comune di Arezzo, la Camera di Commercio di Arezzo-Siena e Arezzo Fiere e Congressi. Ne è emerso che il comparto italiano dell’oreficeria-gioielleria rafforzerà il suo posizionamento di valore sul mercato globale parlando la lingua della sostenibilità, puntando sul branding e sostenendo la formazione.

Un momento del summit - IEG


Ad aprire i lavori, nell’auditorium del centro fieristico aretino, a due anni di distanza dall’ultimo evento orafo fisico in presenza, il messaggio scritto dell’Onorevole Vannia Gava, Sottosegretario di Stato alla Transizione Ecologica, che ha testimoniato “il sostegno del governo per la struttura imprenditoriale del comparto orafo italiano che rappresenta una vera e propria ricchezza: sono ben 7.482 le imprese del settore attive che danno lavoro a 31.172 addetti, generando un fatturato di quasi 8 miliardi di euro”.
 
Ad entrare nel vivo l’intervento del direttore generale di ICE, Roberto Luongo, che ha descritto una ripresa dell’export manifatturiero nazionale resiliente agli urti della pandemia, testimoniando la prova di forza del settore orafo-gioielliero sui mercati internazionali con particolare riferimento a Stati Uniti, Svizzera, Francia, Emirati Arabi Uniti e Hong Kong. Il Made in Italy del gioiello, ha spiegato Luongo, è cresciuto in maniera robusta, segnando un +71,3% rispetto al 2020 e un +7,2% sul 2019, con valore nei primi 9 mesi dell’anno pari a 5,5 miliardi di euro, per un contributo all’export italiano complessivo tra il 2020 e il 2021 di +0.44 punti percentuali. Secondo il DG di ICE, qualità, originalità e unicità della manifattura sono le chiavi del successo di un comparto che lo scorso novembre ha lanciato la campagna Nation Branding, con l’obiettivo di minimizzare gli effetti negativi dell’attività di imitazione e contraffazione dei prodotti italiani.

Presenti alla conferenza anche importanti player internazionali come Bulgari, Vhernier e Unoaerre, i quali hanno dichiarato di puntare a un ruolo di primo piano anche in ambito sociale, ambientale ed etico.
 
Per Maria Cristina Squarcialupi di Unoaerre, in un momento di grande fermento e di ripresa, che ha riportato le aziende ai valori del pre-pandemia, un passo in avanti ulteriore può arrivare dalla cura di valori condivisi con tutti gli attori della catena del valore. Secondo lei inoltre, il ruolo delle aziende durante la transizione sarà strategico nel riprogettare un sistema economico in cui la produzione italiana ha una marcia in più, essendo caratterizzata da una filiera interconnessa che va dal recupero e dalla fabbricazione delle materie prime alla loro trasformazione in prodotto finito, fino alla realizzazione di tutte le componenti alla finitura dell’oggetto. Squarcialupi ha anche sottolineato come il costo della sostenibilità vada sostenuto non solo da aziende e consumatori, ma anche da una politica lungimirante.
 
Eleonora Rizzuto di LVMH/Bulgari ha spiegato come l'approccio al lusso sia destinato a cambiare: il cliente darà sempre più attenzione alla trasparenza delle informazioni, sarà più curioso e desideroso di risposte su tutto ciò che riguarda la gestione responsabile delle attività.

Un'immagine della campagna mediatica del progetto Vivi Oro


Isabella Traglio di Vhernier ha poi raccontato come il suo brand abbia fatto del Made in Italy, della qualità e del controllo puntuale di tutta la filiera i cardini della propria differenziazione rispetto ai competitor globali, puntando alla riconoscibilità del proprio valore.
 
In seguito, la presidente di Federorafi Confindustria, Claudia Piaserico, e la vicepresidente con delega alla formazione, Alessia Crivelli, hanno presentato il progetto “La Nuova Rete Metropolitana della Formazione” ponendo l’accento sull’esigenza di creare nuove professionalità, operative e manageriali, attraverso piani formativi specialistici creati grazie alla collaborazione tra istituti tecnici professionali, università e fondazioni accademiche, nonché tramite specifiche campagne mediatiche.
 
Difendere l’unicità della produzione, raccontando l’oro ai giovani attraverso storie ed emozioni è in questo senso la mission del progetto “Vivi Oro”, presentato della Consulta Orafa di Arezzo insieme alla Camera di Commercio di Arezzo-Siena con l’influencer Laura Inghirami, fondatrice di Donna Jewel, che consta innanzitutto di una campagna di comunicazione più fresca e pensata per giovani e social media.
 
Vivi Oro ha portato alla nascita del primo brand collettivo italiano, che vuole unire tutti i protagonisti della community del gioiello con l’obiettivo di portare nelle gioiellerie la garanzia di autenticità e di elevato livello qualitativo dei preziosi, nonché promuovere e valorizzare l'oreficeria Made in Italy.

Alla conferenza sono intervenuti anche alcuni key opinion leaders attivi in settori attigui a quello orafo, come la moda, apripista nell’adozione di modelli sostenibili nei processi produttivi. Così, Beppe Angiolini di Sugar ha portato l’esempio del suo affermato negozio multibrand e si è concentrato sulle complessità e gli investimenti necessari a sostenere la forza di un marchio, mentre Omar Antonio Cescut di Lem Industries ha evidenziato come un’azienda tecnologica e produttiva possa supportare le PMI italiane che non hanno la struttura necessaria per adottare processi di nuova generazione.
 
Fabrizio Passarini dell’Università di Bologna, anche membro del Comitato Scientifico della principale manifestazione B2B dedicata all’economia circolare Ecomondo, organizzata da IEG, ha evidenziato le opportunità per le Piccole e Medie Imprese manifatturiere dei principali distretti italiani del gioiello (Arezzo, Vicenza, Valenza) fornite dal PNRR e dai progetti europei legati al tema della transizione ecologica. Infine, Sergio Grifoni di Banca di Cambiano 1884, sponsor della fiera, ha tracciato lo stato di salute del settore dal punto di vista finanziario e il supporto del sistema bancario al comparto dell’oreficeria.

Vivi Oro


In conclusione, Corrado Peraboni, AD di IEG, e Marco Carniello, Global Exhibition Director Jewellery & Fashion della società riminese, hanno presentato le prossime tappe fieristiche di Italian Exhibition Group: Vicenzaoro January (21-26 gennaio 2022, in Fiera di Vicenza), Jewellery Gem & Technology Dubai (22-24 febbraio 2022, al Dubai World Trade Center), Oroarezzo (7-10 maggio 2022, presso Arezzo Fiere e Congressi).
 
Italian Exhibition Group S.p.A., società con azioni quotate sul listino borsistico Euronext di Milano, è ormai uno dei principali operatori europei del settore fieristico-congressuale, grazie alle sue strutture di Rimini e Vicenza e a varie joint-venture con organizzatori globali o locali, come ad esempio negli Stati Uniti, negli Emirati Arabi Uniti, in Cina, in Messico o in India.

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