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Pubblicato il
9 mar 2020
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ICOL Group fa debuttare la sua filiale italiana e due soluzioni industriali

Pubblicato il
9 mar 2020

È nata a Milano la filiale italiana del gruppo ICOL, grazie alla partnership tra ICOL Group ed ELSE Corp, società di vendita virtuale e produzione dal cloud. La relazione tra ICOL Group, società con quartier generale a Barcellona, e la start-up milanese rappresenta un passo fondamentale verso la realizzazione di una soluzione robotizzata integrata per la produzione di calzature e pelletteria.

Andrey Golub, General Manager di ICOL Italia - G.B. - FashionNetwork.com


ICOL è un gruppo internazionale di aziende fondato nel 2017, che opera attraverso 7 centri impegnati in ricerca e sviluppo e semplice attività commerciale, in cui oggi lavorano oltre 200 ingegneri. I centri sono localizzati in 7 città di 5 nazioni: Polotsk, Vitebsk e Minsk in Bielorussia, Kiev in Ucraina, Mosca in Russia, Milano in Italia (con un team di 4 persone, per il momento) e Barcellona in Spagna, dove si trova la sede commerciale principale. A Milano si svolge attività commerciale, ma affiancata a un dipartimento ricerca e sviluppo, tutte le altre sono sedi dedite alla R&D.
 
“La missione del Gruppo ICOL è quella di creare un approccio innovativo ad alta tecnologia per l'automazione industriale, tramite una piattaforma e comunità B2B per la gestione della filiera della moda, intesa a unire in un ambiente digitale tutti i partecipanti del settore, dai produttori ai rivenditori, per aiutarli nelle loro attività quotidiane di ricerca, pianificazione e organizzazione dei canali di buying, produzione e distribuzione, chiamata ICOL.Digital, e in più una soluzione di robotizzazione integrata e completamente automatizzata, basata sull'intelligenza artificiale, per la produzione di calzature e pelletteria, che consenta ai clienti di integrare facilmente robotica, logistica e processi, chiamata ICOL.Factory”, precisa a FashionNetwork.com Andrey Golub, Direttore Generale Italia di ICOL, incontrato al salone Simac Tanning Tech di Milano.

Software, ricerca e sviluppo sono garantiti da ICOL ed ELSE (Exclusive Luxury Shopping Experience) nella loro partnership, mentre i robot sono di fabbricazione giapponese. Più precisamente, ELSE Corp (cofondata dallo stesso Golub) è diventato il partner strategico, commerciale e tecnologico di ICOL Group grazie ai suoi prodotti e servizi innovativi come 3D Virtual Sampling, ora base del progetto "PDM & Digital Twins" di ICOL. “La collaborazione darà vita al lancio di una nuova famiglia di soluzioni per l'industria calzaturiera: un ecosistema B2B digitale ed un framework nativo Smart RoboFactory per dar vita alle calzature 4.0”, assicura Golub.
 
Il link tra i due partner è avvenuto grazie al brand e retailer Belwest, al momento unico cliente del gruppo ICOL e fabbricante da cui è partito tutto il progetto. Il fondatore e CEO di ICOL Group è infatti Dmitry Gontsov, ex direttore generale per 10 anni di Belwest, di cui è ancora comproprietario. Belwest è una storica azienda calzaturiera presente in origine in Unione Sovietica e oggi distribuita in 400 negozi in Bielorussia e Russia. Fondata nel 1988 a Vitebsk, nell’odierna bielorussia, dalla società tedesca occidentale Salamander, oggi Belwest ha azionisti russi e bielorussi e produce circa 2 milioni di paia di scarpe all’anno.
 
“Partiamo in Italia nella ricerca e sviluppo sull’intelligenza artificiale, ma siamo pronti a fornire e vendere le nostre tecnologie, e ancora di più a sviluppare collaborazioni, con altri player italiani del settore”, tiene a sottolineare Andrey Golub. “Belwest sarà per ICOL Italia e ICOL Group la fabbrica sperimentale, lo show case per visite e dimostrazioni per i brand interessati”.

La fabbrica 4.0 di ICOL


“Nel centro R&D di Milano studieremo soluzioni dedicate per il mercato italiano sull’intelligenza artificiale, in particolare nell’analisi delle pelli, proprio come nei macchinari innovativi che abbiamo presentato al Simac, i quali riducono a zero gli scarti del taglio della pelle per borse o calzature”, continua Golub.

L’azienda ha infatti sviluppato uno scanner che digitalizza ogni pezzo di pelle presente in magazzino prima ancora di tagliarlo, creando un archivio digitale che efficienta il procedimento produttivo dei macchinari e analizza difetti, colori, diversità di qualità nei pezzi, facendo una simulazione matematica di quanto si può realizzare con ognuno di essi. Grazie a questo “passaporto digitale”, chi deve tagliare la pelle sa in che modo farlo per ridurre gli sprechi di materia prima.
 
Ma questa tecnologia super flessibile non toglie il lavoro agli esseri umani? “Al contrario”, ci risponde Golub, “può portare il lavoro effettuato da questi robot (che oggi viene realizzato manualmente in nazioni come il Vietnam, la Cina, l’Indonesia) in Italia o in altre nazioni d’Europa". Il motivo? Produrre nel mondo occidentale è diventato antieconomico e gli operatori non sono mentalizzati per lavorare ai ritmi ai quali sono abituati gli asiatici.

"Macchinari di questo tipo possono dare lavoro, per esempio, a 15-20 ingegneri”, puntualizza. “Con la nostra idea, si potrà tornare a realizzare anche in Europa prodotti di fascia media, come quelle paia di scarpe il cui costo di produzione è di 15-20-40 euro. Proprio quelle su cui è focalizzato Belwest”. Una piattaforma che potrà essere utile anche ai marchi del lusso, in quei settori della produzione in cui necessitano d’automazione, conclude il DG di ICOL Italia.

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