IKKS: gli ex creditori diventano proprietari della società

Il gruppo francese di abbigliamento IKKS riparte all’attacco, dopo che si è concretizzato il progetto (già trapelato lo scorso ottobre) del suo acquisto da parte dei propri creditori. In concreto, il piano consisteva in un accordo tra i proprietari del marchio (LBO France Roger Zannier, Silverfern Group e il team manageriale) e i possessori di obbligazioni. Il debito obbligazionario ammontava a 320 milioni.

IKKS ha cambiato proprietà - IKKS

Per ridurre questo indebitamento e mettere in piedi una ristrutturazione finanziaria, dalla metà del 2018 è stato costituito un comitato ad hoc. Quindi, il 3 giugno è stato annunciato ufficialmente che il gruppo è ora posseduto al 100% dagli ex detentori del prestito obbligazionario da 320 milioni di euro. I principi chiave dell'accordo sarebbero stati perfezionati il 21 dicembre, con il 90% di voti favorevoli alla ristrutturazione. Il gruppo specifica che questi principi sono stati convalidati dal Tribunale Commerciale di Parigi il 14 maggio 2019, dopo una salvaguardia finanziaria accelerata.
 
“Il sostegno dei creditori, e soprattutto quello del comitato ad hoc, offre un nuovo futuro al gruppo”, ha spiegato Pierre-André Cauche in un comunicato. Grazie a un debito ridimensionato, ora IKKS dispone di una nuova capacità di investire, prioritariamente nei suoi marchi, e di accelerare la propria crescita”.
 
I nuovi proprietari sono guidati dai gruppi americani Avenue Capital, Carval Investors e Marathon Asset Management. Avenue Capital, fondato nel 1995 da Marc Lasry e Sonia Gardner, è un fondo di investimento che gestisce asset patrimoniali in America, Europa e Asia per un valore di 10,1 miliardi di dollari.
 
Invece il fondo Carval è stato creato nel 1987 come filiale di Cargill. Attualmente indipendente, l'azienda negozia prestiti in tutto il mondo per oltre 20 miliardi di dollari. Entrambi i gruppi sono specializzati nell'investire in aziende con crediti in sofferenza. Infine, Marathon Asset Management, fondato nel 1998, si presenta come un esperto in gestione patrimoniale, con oltre 15 miliardi di valore patrimoniale degli asset che ha accumulato nel suo portafoglio.
 
Concretamente, quali misure annuncia il gruppo? Una riduzione sostanziale del debito, ma anche un’iniezione di liquidità per consentire ai marchi IKKS, I.Code e OneStep di avviare una nuova fase del loro business. Così, 180 milioni di euro sui 320 milioni di euro del debito obbligazionario originario sono stati convertiti in capitale. E i nuovi proprietari del gruppo IKKS abbinano al loro approccio un contributo di 70 milioni di euro per “rifinanziare tutti i suoi finanziamenti a breve termine e, per il resto, di consolidare il flusso di cassa”, come precisa un comunicato.

IKKS ha visto crescere in maniera importante le vendite del segmento Woman - Ikks

I team di Pierre-André Cauche dovrebbero così disporre dei mezzi necessari per gestire il capitale di IKKS. In effetti, il gruppo transalpino si è piuttosto ben difeso in termini di fatturato, registrando una stabilità nel 2018 rispetto al 2017, a 349 milioni di euro. Inoltre IKKS sottolinea l’aumento dell’1,2% delle sue vendite retail, che pesano quasi per i due terzi sul suo giro d’affari. Il gruppo mette anche in evidenza i progressi registrati nel segmento “Women”, che è progredito del 7,5%. L’Ebitda si è fissato a 34 milioni di euro.
 
Anche nei primi 4 mesi del 2019, il gruppo annuncia delle crescite: “+4,3% comparabile con, nell’ordine, una linea Women a +8,4%, I.Code a +7%, Men a +5,9%, tutti i marchi per adulti sono in positivo e l’e-commerce cresce in doppia cifra”.
 
Lo scorso autunno, Capital Finance riteneva che il progetto puntasse a 394 milioni di euro di ricavi e 57,8 milioni di euro di Ebitda nel 2021. Il media finanziario annunciava la chiusura di 43 punti vendita non redditizi sugli 892 che il gruppo può vantare in tutta Europa. Oggi la società annuncia di essere presente in 40 nazioni e di contare su circa 850 punti vendita. Inoltre, sul piano della comunicazione, il marchio ha alzato il tono la scorsa stagione grazie ad una campagna con protagonista Laetitia Casta.
 
Il suo piano di sviluppo prevede ora un raddoppio del proprio peso internazionale entro cinque anni. Dal 20% del fatturato di oggi, le sue vendite all’export dovrebbero passare al 40% nel 2024. La quota delle vendite online dovrebbe rappresentare a quella data il 25% del fatturato. Per raggiungere il suo obiettivo, il gruppo francese propone diversi assi di sviluppo: “Una strategia di comunicazione reinventata, un'offerta di prodotti dal marketing rinnovato, una strategia di vendita focalizzata sull'eccellenza operativa e la customer centricity, una strategia di digitalizzazione amplificata e uno sviluppo internazionale rilanciato su nuove aree geografiche”.
 
Inoltre, sul mercato molto concorrenziale del prêt-à-porter premium, IKKS vuole dotarsi dei mezzi necessari per portare una soluzione omnicanale ai suoi clienti e soprattutto attirare dei nuovi mercati.

Pierre-André Cauche - IKKS

In un’intervista concessa il 4 giugno alla versione francese di FashionNetwork.com, il PDG di IKKS, Pierre-André Cauche, ha detto di pensareche l’azienda esca rafforzata dalla soluzione trovata con questa operazione, perché risanata in termini finanziari, ma anche più ‘affilata’, “perché abbiamo lavorato duramente per tornare alla crescita, soprattutto per il prêt-à-porter femminile, per migliorare davvero le nostre prestazioni”, ha dichiarato. Il wholesale è rimasto il solo canale negativo, rappresentando attualmente il 10% del business del gruppo. “E il bambino è un mercato alquanto difficile...”, ha proseguito. “Il segmento rimane in territorio negativo nella nostra attività, anche se [il calo] si attenua un po' nei primi mesi del 2019. Ridare dinamismo al bambino è uno degli assi del nostro piano. Abbiamo già iniziato un processo di diagnostica a 360 gradi e contiamo di reinventare questa categoria nel 2020, dopo aver convalidato la strategia su vari negozi-test già dal prossimo autunno-inverno”. I nuovi proprietari non gestiranno direttamente il business del “nuovo” IKKS. “Lavoreremo con un consiglio di sorveglianza composto da esperti del nostro settore che saranno nominati il prossimo 20 giugno”, rivela infine il PDG. Il consiglio collaborerà con il comitato direttivo creato due anni fa.
 
Dopo l'acquisizione del controllo societario tramite la conversione del debito e l'iniezione di denaro, resta da vedere come i nuovi proprietari sapranno sostenere queste ambizioni nel medio periodo.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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