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29 ott 2008
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I titoli di lusso sperano nel dollaro forte

Di
APCOM
Pubblicato il
29 ott 2008

Milano, 29 ott. (Apcom) - Il super euro li ha fatti soffrire molto negli ultimi anni. Troppo debole il dollaro nei confronti della valuta europea per riuscire a difendere le esportazioni nel ricco mercato statunitense. Ma adesso la musica sta cominciando a cambiare, con l'euro sceso ai minimi degli ultimi due anni contro il biglietto verde. I titoli del lusso, quelli che esportano la moda italiana, dalle scarpe all'abbigliamento, dagli occhiali ai gioielli, potrebbero trovare nel cambio euro-dollaro l'appiglio che dovrebbe compensare la recessione economica in atto.


www.louisvuitton.com

Proprio ieri Luxottica, leader mondiale nel comparto occhiali, ha divulgato i risultati del terzo trimestre, con ricavi in crescita del 12,8%, anche se il deterioramento della situazione economica ha portato il gruppo a rivedere al ribasso le stime di utile per azione per l'esercizio in corso da una forchetta tra 1,11 a 1,14 a una tra 0,96 e 0,98. "Nonostante il recente indebolimento dell'euro verso le altre valute il gruppo subisce un impatto negativo dai tassi di cambio" si legge nella presentazione della trimestrale. I vantaggi derivanti dal dollaro più forte si sentiranno a partire dalle prossime trimestrali, dunque. Ma chissà se basterà.

Gli analisti di Deutsche Bank, infatti, in un recente report sul comparto europeo del lusso hanno tagliato le stime di utile per azione (eps) del settore di un 17% per il 2009 e di un 23% per il 2010 a causa della recessione. "Hold", cioè tenere, è il consiglio che danno sui titoli Luxottica, Bulgari e Tod's, ma con un taglio del target price per le azioni delle tre società.

Anche gli analisti di Dresdner Kleinwort sono molto cauti e oggi affibbiano la valutazione "reduce" a Bulgari, che presenterà la trimestrale il prossimo 13 novembre. "Ci aspettiamo che la crescita organica nel terzo trimestre si attesterà al 7%, contro un +8,3% del secondo trimestre" scrive Dennis Weber, analista di Dresdner. "Data la difficoltà del contesto economico, siamo cauti sulle performance annuali di Bugari e prevediamo una leggera flessione negli Stati Uniti e un rallentamento della crescita negli altri Paesi".

Secondo gli esperti, infatti, la crisi economica in atto sta avendo impatti sulle prospettive del settore del lusso, la cui domanda viene a dipendere pesantemente dal ciclo economico e dal "sentiment" dei consumatori. Il ceto medio dei Paesi occidentali, che tipicamente acquista prodotti di lusso in tempi di vacche grasse, sta riducendo drasticamente la propria propensione al consumo, tagliando propria la spesa dei beni voluttuari. Tutto starà vedere come l'effetto positivo del rafforzamento del dollaro si combinerà con la recessione economica che è appena iniziata.

Fonte: APCOM

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