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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
5 gen 2022
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I social network dovrebbero generare 1.200 miliardi di dollari di acquisti nel 2025

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
5 gen 2022

Mentre oggi gli utenti di Internet perfezionano 492 miliardi di dollari di acquisti sulle piattaforme dei social network, uno studio di Accenture stima che questo mercato raggiungerà gli 1,2 trilioni di dollari entro il 2025. Crescita consentita in particolare dai Millennials (1980-2000) e dalla Generazione Z (nata dall'anno 2000), che a quell’epoca rappresenteranno il 62% delle spese effettuate su questi portali ed app social.

Phot: Pexels/Public domain


Tale proiezione si basa sulle risposte di 10.053 utenti cinesi, indiani, brasiliani, americani e britannici di social network, raccolti nello studio “Why Shopping's Set for a Social Revolution”, dal quale emerge in particolare che i piccoli marchi, per i quali esistere sui grandi mercati internazionali è costoso e difficile, potrebbero beneficiare di tale crescita. Circa il 59% del panel indica che sarà più propenso a consumare prodotti di marchi di piccole o medie dimensioni attraverso i social network piuttosto che attraverso portali di vendita dedicati. Un punto che ridà importanza alla nozione di brand community, soprattutto perché il 63% degli intervistati afferma di essere più propenso ad acquistare nuovamente articoli dello stesso marchio.
 
“La pandemia ha mostrato quanto le persone utilizzino le piattaforme social come punto di ingresso per tutto ciò che fanno online: notizie, intrattenimento e comunicazione”, ha affermato Robin Murdoch, Global Head of Software and Platforms di Accenture. “Il tempo in costante aumento trascorso sui social media riflette l'importanza di queste piattaforme nella nostra vita quotidiana. Esse stanno ridisegnando il modo in cui le persone comprano e vendono, il che offre a piattaforme e brand nuove opportunità per creare esperienze agli utenti e nuovi flussi di reddito”.

Lo studio mette in evidenza anche un grosso ostacolo allo sviluppo delle vendite sui social network: la fiducia. Non meno della metà dei consumatori internazionali intervistati si dichiara preoccupata per la sicurezza o per il possibile rimborso del proprio acquisto. Tra coloro che si sono lanciati e hanno acquistato tramite un social network, questi timori sembrano essere confermati. Accenture sottolinea che i consumatori già attivi citano ampiamente le politiche di restituzione, rimborso e cambio come punti che necessitano di miglioramenti.
 
Una preoccupazione legata alla sicurezza e al comfort d'acquisto che ricorda quella legata all'e-commerce stesso negli anni 2000, e che aveva spinto le federazioni nazionali della vendita online a fare della fiducia il loro obiettivo primario.

Le proiezioni si basano su un sondaggio condotto presso 10.000 acquirenti online cinesi, indiani, brasiliani, britannici e americani


Accenture fa anche luce sulle tipologie di prodotti che dovrebbero essere consumati tramite i social network nel 2025. La moda verrebbe per prima, conquistando allora il 18% del mercato, davanti ad articoli di elettronica (13%) ed elettrodomestici (7%). I prodotti di bellezza e cosmetici dovrebbero rappresentare una percentuale minore. Percentuale che, sottolinea Accenture, non deve farci dimenticare che questi prodotti arriveranno a rappresentare fino al 40% delle spese digitali a seconda dei mercati.
 
I Paesi in via di sviluppo sarebbero più aperti di altri all'acquisto tramite i social network. Lo studio rileva che quasi l'80% degli acquirenti online cinesi intervistati l'ha già provato, contro una piccola minoranza nei Paesi anglosassoni. Al di sopra di tutto, i consumatori cinesi, indiani e brasiliani si aspettano dai social network che propongano loro delle idee e le valutazioni di potenziali acquisti, mentre americani e britannici si aspettano prezzi interessanti o addirittura sconti. E, come spesso accade, sta emergendo anche un divario generazionale: mentre i giovani consumatori si affidano ai loro coetanei e influencer, i più grandi, dal canto loro, preferiscono quei dispositivi che rendono più sicuri gli acquisti e migliorano i rapporti con i marchi.

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