I nuovi scenari della Moda con il Piano 4.0

L'impatto del Piano 4.0 nel settore della moda ha consentito di passare ad un contatto diretto tra il consumatore e il brand e ad un ripensamento della comunicazione e dello store. È quanto emerso nel corso del “Fashion&Luxury Industry outlook”, svoltosi a Milano ed organizzato da The european house Ambrosetti e Unicredit.

Claudio Marenzi al convegno “Fashion&Luxury Outlook” - Twitter/Sistema Moda Italia

Per il Presidente di Sistema Moda Italia, Claudio Marenzi, il piano "è un cambio epocale di paradigma, che deve spingere gli imprenditori al cambiamento di processo per creare una vera azienda 4.0".

Per troppo tempo le imprese della moda sono state "fautrici di un rapido cambiamento di prodotto, ma non di processo", ha spiegato Marenzi, sottolineando che è arrivato il momento per un cambio di passo, e il piano del governo "è un boost fondamentale". Il numero uno dell'Associazione di categoria, aderente a Confindustria, ricorda che il giro d'affari della moda italiana vale circa 90 miliardi di euro, di cui 52 miliardi sono rappresentati da SMI.

Per il CEO di Lectra Italia Fabio Canali, "bisogna costruire le competenze necessarie" per sostenere questa trasformazione, altrimenti il rischio è che ci sia "solamente uno svecchiamento tecnologico dell'infrastruttura", senza nessuno che sappia gestirla. Che l'avvento del digitale richieda "nuovo know how" emerge anche dalla ricerca sul fashion di Unicredit, secondo cui ci sarà bisogno di figure professionali che attualmente non esistono in azienda.

Nel settore della moda "la tecnologia ha consentito di passare a un contatto diretto tra il consumatore e il brand”, ha spiegato Roberta Antinarella, Industry expert di Unicredit. In particolare, il digitale ha portato a un "ripensamento del brand e della comunicazione, un ripensamento dello store, oltre all'esplosione dell'e-commerce e alla sfida della multicanalità".

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