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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
28 giu 2022
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3 minuti
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I marchi esteri tornano ad aprire a Parigi, tra cui gli italiani P448, Airness e Palm Angels

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
28 giu 2022

Si profila una ripresa sul mercato parigino del retail. L'ultimo barometro pubblicato dallo specialista immobiliare Knight Frank mostra che 14 marchi stranieri hanno inaugurato il loro primo indirizzo nella capitale francese negli ultimi sei mesi. Nel secondo semestre sono attese non meno di altre venti inaugurazioni. Ciò significherebbe un totale di una trentina di arrivi nell'arco dell'anno, rispetto alle sole 16 installazioni del 2020, al culmine della crisi.

Il colorato arredo interno della boutique Ganni nel Marais - Ganni


Tra i nuovi arrivati ​​degli ultimi sei mesi, i settori della moda e dello sportswear sono ben rappresentati, come dimostrano ad esempio gli approdi a Parigi del marchio americano di streetwear Stüssy e della griffe danese Ganni, nel quartiere del Marais, del fashion brand spagnolo Brownie in rue de Rennes, o di due italiani: il concept Airness (dedicato al basket) in rue Etienne Marcel e il marchio di sneaker P448 in rue du Faubourg Saint-Honoré. Nella seconda metà dell'anno arriverà anche il marchio premium del gruppo H&M, Arket, mentre in rue Saint-Honoré viene annunciato il primo store del brand italo-americano Palm Angels.

Ben rappresentati anche i player di fascia alta e di lusso, con le aperture previste quest'anno del gioielliere David Yurman, o della griffe di calzature Aquazzura. “Questi nuovi arrivati ​​contribuiscono al dinamismo delle strade più belle di Parigi, come testimoniano anche i tanti movimenti di marchi storici nella capitale”, afferma Antoine Salmon, direttore del dipartimento “Rental Business” di Knight Frank Francia.

I quartieri preferiti dei brand internazionali in arrivo a Parigi - Knight Frank


“La domanda immobiliare da parte delle insegne è tornata vigorosa grazie alla normalizzazione della situazione sanitaria e al ritorno dei turisti, nonché a condizioni commerciali più favorevoli per i locatari per l'adeguamento dei valori locativi; questo spinge i marchi a riprendere o accelerare la loro espansione, e in particolare incoraggia nuovi player ad aprire per la prima volta a Parigi”, aggiunge.

Tra i marchi che rafforzano le loro posizioni, citiamo l'arrivo di Gucci in rue Saint-Honoré, di Saint Laurent in boulevard Saint-Germain, il trasferimento di Jimmy Choo in avenue Montaigne e persino l'installazione di diversi pop-up temporanei (Tiffany, 'Fendace') su questa stessa arteria.
 
I posti vacanti nelle vie dello shopping parigine tendono a stabilizzarsi o a contrarsi. Rimangono identici in rue de Rennes e rue de Rivoli, intorno al 7,5%, mentre diminuiscono nelle arterie prestigiose (rue Saint-Honoré, rue de la Paix), ma anche su boulevard Saint-Michel, dove restano comunque molto numerosi (-5 punti, al 14,8%). Non ci sono quasi locali vuoti in rue des Franc-Bourgeois, rue de Passy e place Vendôme.

I posti liberi nelle strade parigine nel primo semestre, rispetto a metà 2021 e fine 2021 - Knight Frank


Sul versante del mass market, i big della moda stanno ottimizzando le loro reti espandendosi, come Zara, che sta raddoppiando la superficie di vendita in rue de Rivoli e si sta trasferendo sugli Champs-Elysées per una unità due volte più grande, o contraendosi, come H&M, che è sì approdato ai 4Temps, ma ha chiuso alcuni indirizzi.

Inoltre, C&A sta ulteriormente riducendo la propria presenza con l'imminente chiusura di due flagship (Rivoli e Haussmann), come recentemente annunciato da FashionNetwork.com. “Come altri progetti, anche queste liberazioni consentono di rielaborare l'esistente a favore di programmi che riducano la percentuale degli esercizi commerciali e propongano un'offerta mista più in linea con le tendenze del mercato e i nuovi modelli di consumo nei quartieri che beneficiano di una significativa affluenza di persone”, spiega Antoine Salmon.

Se le attuali tensioni (inflazione, offerta, crisi politica, ecc.) non andranno a frenare i piani di espansione dei marchi internazionali, Knight Frank ritiene che i prossimi mesi dovrebbero confermare la riduzione delle percentuali di esercizi sfitti a Parigi sulle vie più dinamiche, mentre le posizioni meno buone continueranno a soffrire un po'.

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