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Pubblicato il
1 ott 2019
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House of Mua Mua approda in Germania e incrementa le collaborazioni

Pubblicato il
1 ott 2019

Risulta ormai riduttivo definire House of Mua Mua un marchio di bambole. La sua offerta è diventata un vero total look, che spazia dagli abiti-maglietta a capi in cashmere, fino alle borsette. E oggi il brand Italo-indonesiano incrementa le collaborazioni con marchi particolari. 

"More Glitter Less Bitter" è uno degli slogan dei capi divertenti di House of Mua Mua - G.B. - FashionNetwork.com


Una storia di successo più unica che rara, quella di House of Mua Mua. Ludovica Virga fondò l’etichetta nel 2006 a Bali, quando decise di produrre bamboline realizzate all’uncinetto dagli abitanti dell’isola (soprattutto donne e anziani di zone rurali) che avevano perso il lavoro dopo lo tsunami del 2004. Il successo arriva nel 2012, quando Kaiser Karl Lagerfeld commissiona alla Virga la realizzazione di 3.000 dolls da vendere nei suoi negozi. Nel 2015 il marchio realizza la sua prima collezione di prêt-à-porter e accessori donna.
 
Oggi, le linee di House of Mua Mua comprendono 300 pezzi, inclusi alcuni accessori, come la vendutissima cigarette bag. “La linea di borsette in rafia esiste da due anni e sta funzionando molto bene e quindi abbiamo deciso di incrementarla, tanto che quest’anno abbiamo presentato al White la versione mini, che io chiamo useless bag, in quanto non ci sta dentro niente, ma è carina”, ha raccontato a FashionNetwork.com Ludovica Virga.

Il pezzo forte della label è il ricamo in paillette, che proviene da plastica riciclata. Per realizzare l’abitino-t shirt sono necessarie tre settimane di lavoro a mano, tanto che per questo il brand ha partecipato alla serata dei green Carpet Fashion Awards, mentre parte del ricavato della vendita della collezione viene donato ad una scuola a Sumbawa per aiutare e sostenere l'istruzione femminile.

Lo stile di House of Mua Mua all'ultimo White - G.B. - FashionNetwork.com


Nel negozio di Montecarlo, House of Mua Mua venderà anche i 3 brand con cui si è presentato con uno stand univoco all’ultimo White, ovvero Ama Pure, Gypsy Belles e Lovelita.
 
Il marchio carpigiano di sciarpe in cashmere 100% Made in Italy Ama Pure, guidato dal CEO Gian Marco Tavani, ha realizzato una serie di tre ponchi con le tipiche stampe fresche, divertenti e ironiche di House of Mua Mua (con Karl Lagerfeld, Frida Kahlo e Coco Chanel come soggetti). Dalla prossima primavera, i ponchi co-branded saranno presenti in varie località turistiche di lusso, tra cui Miami, Saint Barth, gli Hamptons e Capri.
 
Invece, Lovelita, fondato 4 anni fa dalla 25enne milanese Asia Morelli, che vanta una formazione come fotografa di moda, propone il primo costume da bagno completamente fatto a mano che può stare in acqua senza cedere, grazie a filati appositi e un procedimento brevettato e totalmente fatto in Italia. Lovelita realizza anche capi in edizione limitata e su richiesta arricchiti da pizzi, coralli e pietre preziose, e vende i suoi prodotti strategicamente in località balneari di villeggiatura internazionale, come Montecarlo, Formentera, Capri, Mykonos, Ibiza. Questo costume da bagno, che si colloca al confine con l’abbigliamento vero e proprio, esiste sia nella versione trikini, che in quella young e più larga di formato per le signore. L’attuale collezione ha 10 pezzi e ne esiste pure la versione baby.

Il poncho Karletto Forever realizzato con il brand Ama Pure occhieggia dagli appendini dello stand House of Mua Mua al White - G.B. - FashionNetwork.com


Infine, Gypsy Belles è un nuovo marchio di gioielli in oro e pietre preziose fatti a mano con materiali riciclati, come ottone, rame o acciaio inossidabile, provenienti da scarti dell’industria automobilistica o delle costruzioni, fondato da Kelly Leighton. Le gemme (lapislazzuli, turchesi e altre pietre dure) provengono tutte da miniere che trattano in modo etico i loro lavoratori. I prodotti sono realizzati in Indonesia, in quanto la creatrice vive tra Bali e Ibiza, e infatti è proprio nella località indonesiana che ha conosciuto Ludovica Virga. “Il mio intento è che fra 4-5 anni Gypsy Belles diventi il primo marchio di gioielli al mondo che versa tutti i suoi profitti direttamente ad organizzazioni locali che aiutano persone disagiate in Paesi del Terzo Mondo”, afferma la Leighton.
 
Nel 2018 House of Mua Mua ha duplicato il fatturato sull’anno precedente, toccando la soglia psicologica del milione di euro. La previsione 2019 è di crescere in doppia cifra, “ma il nostro problema reale è supportare la produzione. Non ha tanto senso, essendo un prodotto fatto a mano, avere troppi clienti se non riesci a curarli. Nel caso bisognerebbe pensare ad una scelta di incremento della base produttiva. Ora i prodotti del marchio sono realizzati a Bali, ma i capi in tweed e cashmere sono prodotti a Napoli”, aggiunge la designer. Sul fatturato gli USA sono il primo mercato col 30% seguiti dalla Cina e a ruota dall’Europa (l’Italia rappresenta solo il 5% del dato, e il marchio vi vende soprattutto nel meridione).

L'anno scorso House of Mua Mua ha sfilato a Dubai


I monomarca del brand sono 3: Capri, Montecarlo e Saint Barth. Nell’Estremo Oriente (soprattutto in Corea del Sud) possiede una decina tra shop-in-shop e pop-up. “Grazie alla presenza a White ci stiamo comunque allargando anche in Italia”, conclude la Virga. Ora sono 100 i negozi multimarca clienti che distribuiscono House of Mua Mua in circa 50 nazioni di Europa, America e Asia, con un focus principale su Cina e Nordamerica. Nuovo l’ingresso in Germania presso 3 clienti locali.

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