Heron Preston sulle tracce di Off-White?

Heron Preston accelera la sua corsa, imponendosi come uno dei marchi più all’avanguardia al confine tra streetworkwear couture. Lanciato all’inizio del 2017 dall’omonimo designer statunitense e dal New Guards Group (NGG), in due anni ha raggiunto un fatturato di 25 milioni di euro, ed è distribuito attraverso il suo e-shop e una rete di circa 200 punti vendita multimarca nel mondo.

Il primo monomarca in assoluto di Heron Preston ha aperto i battenti a Hong Kong - heronpreston.com

L’etichetta, che entrerà nel calendario della Fashion Week maschile di Parigi del prossimo gennaio, ha appena raggiunto un altro traguardo importante con l'apertura della sua primissima boutique monomarca. Un flagship a Hong Kong, in Paterson Street 55, nel quartiere di Causeway Bay, a pochi numeri civici dai negozi di Off-White e di Palm Angels, altri due nomi che figurano nella scuderia del New Guards Group. La holding italiana, fondata a Milano da Claudio Antonioli, Davide De Giglio e Marcelo Burlon, riunisce al suo interno anche i marchi Marcelo Burlon County of Milan, Palm Unravel Project, Alanui e A_Plan_Application.
 
Altro progetto in corso per Heron Preston è la nuova collaborazione che ha appena lanciato con Carhartt WIP (Work In Progress), il licenziatario e distributore europeo di uno dei marchi statunitensi di riferimento per l’universo della moda-streetwear. Un ritorno alle origini per l’eclettico designer-DJ-artista tuttofare, che ha debuttato stilizzando i modelli di giacche più iconici di Carhartt WIP sul proprio sito Web.
 
“Sono diventato un fan di Carhartt quando sono arrivato a New York nel 2004. Ho notato che non erano solamente gli operai ad indossarla, ma che la label trascendeva le culture. A mio avviso, si tratta di una delle prime etichette di abbigliamento autentico, e non fashion, accettate dalla cultura di strada (…) e nella quale mi identifico da quasi due decenni”, commenta Heron Preston in un comunicato.

Un look di Heron Preston per Carhartt WIP fotografato da Cian Moore - DR

La collezione di 18 modelli, disponibili presso alcuni dettaglianti e sull’e-shop del brand, è composta dai capi classici del workwear, come le T-shirt, il gilè, il giaccone con le tasche, il pantalone rinforzato alle ginocchia, il marsupio e il cappellino decorato con cristalli, venduti tra i 249 e i 958 dollari. Vi si ritrovano i marchi di fabbrica di Heron Preston: il camouflage e la predominanza dell’arancione fluorescente, mentre i vestiti sono tutti rielaborati come se fossero schizzati da macchie di vernice, a rappresentare un segno della fatica compiuta dai lavoratori.
 
“Heron è amico di Virgil Abloh. Ci è piaciuto, ed è così che è nata l’idea di lanciare Heron Preston, che è di proprietà di NGG. È uno dei marchi in più rapida crescita nel gruppo, con Off-White e Palm Angels. Crediamo molto in lui e nel suo potenziale”, ha dichiarato a FashionNetwork.com Claudio Antonioli, uno dei dirigenti, e cofondatore, del New Guards Group.
 
“Heron Preston propone un guardaroba street, ma che non ha i vecchi volumi dello street. Presto uscirà una collaborazione con Nike a Parigi. Con lui stiamo un po' cercando di ripercorrere la stessa traiettoria di Off-White”, afferma.

Il negozio di Hong Kong all'interno - heronpreston.com

Che bel cammino ha percorso, infatti, il designer 35enne, originario di San Francisco, che adesso si divide tra Milano e New York. Arrivato a New York a 20 anni, nel 2003 crea una serie di magliette riciclate e serigrafate tutto da solo, entrando poi alla Parsons School of Design, dalla quale esce nel 2008 col diploma in tasca. I suoi inizi nella Grande Mela l’ispirano a pubblicare un libro-album di fotografie che ritraggono i newyorkesi, notato da Nike, che immediatamente dopo lo assume come produttore digitale.
 
È presso il produttore di articoli sportivi dell’Oregon che fa la conoscenza di Virgil Abloh, con il quale crea la label collettiva Been Trill al fianco di altri designer emergenti. In seguito, diventa anche direttore creativo per Kanye West. Nel 2016, Heron Preston si lancia nel mondo della moda con la collezione “UNIFORM”, nata da una collaborazione con i servizi di pulizia urbana di New York (DSNY), in cui esplora i processi di riciclaggio e sostenibilità attraverso l’uso di una serie di uniformi riciclate dei netturbini di New York. Da allora, ha moltiplicato le collaborazioni, dalla NASA a Off-White, senza dimenticare Nike e appunto Carhartt.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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