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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
30 lug 2021
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Hermès: un semestre eccezionale segnato dall'arrivo di clienti giovani

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
30 lug 2021

Prosecuzione degli investimenti e visione multilocale sono le chiavi del successo di Hermès in questo primo semestre dell'anno. Il gruppo del lusso francese ha visto il suo utile netto raggiungere la bella cifra di 1,174 miliardi di euro nei primi sei mesi dell’esercizio, tre volte in più rispetto al 2020, anno segnato dalla crisi del Covid-19, e in crescita del 56% rispetto al 2019, cioè a prima della pandemia. Il suo fatturato è stato di 4,235 miliardi di euro, in crescita del 70% rispetto al 2020 (una performance superiore alle aspettative degli analisti) e del 29% rispetto al 2019, con rispettivamente un +77% e +33% a cambi costanti.

La boutique di Hermès che ha appena riaperto a Milano - © Omar Sartor


L'attività nei negozi Hermès è aumentata dell'81% a tassi di cambio costanti e del 41% in due anni. “Queste eccezionali prestazioni illustrano la resilienza e la solidità del nostro modello”, sintetizza il manager del gruppo Axel Dumas, visibilmente soddisfatto, durante una conference call con gli analisti. “Il nostro approccio multilocale ha dimostrato la nostra rilevanza. È stato fondamentale durante la pandemia e nel momento della riapertura dei negozi”, aggiunge, accenando a “un notevole smaltimento delle giacenze”.
 
Il margine operativo corrente è stato pari al 40,7% delle vendite, con un risultato operativo corrente di 1,7 miliardi di euro. “C’è stata una fortissima accelerazione della crescita del lusso e un effetto leva, oltre a un effetto sul nostro piano di investimenti per nuovi posti di lavoro, centri logistici, ecc.”, afferma il manager.

Il sellaio parigino registra progressi in tutte le regioni e categorie merceologiche con “una performance notevole in Asia, un'accelerazione in America e una ripresa in Europa”, dove le vendite sono aumentate del 45% rispetto ai primi sei mesi del 2020, ma sono diminuite dell'8% rispetto al livello semestrale del 2019. Nell’Asia-Pacifico (escluso il Giappone), che rappresenta la metà del fatturato (51%), le vendite sono aumentate del 70% in due anni. La bella sorpresa arriva soprattutto dal Giappone, dove Hermès sta facendo molto meglio dei suoi competitor (+59% sul primo semestre 2020, +22% su quello del 2019).
 
“Tre elementi hanno giocato un ruolo in questo mercato: la fedeltà, il locale e il transgenerazionale. Possiamo contare sulla grandissima fedeltà dei giapponesi, importante sin dagli anni '80, sulla quale abbiamo sempre continuato a investire con una visione a lungo termine”, sottolinea Axel Dumas, citando la nuova location del negozio di Osaka a settembre 2020 e l'apertura di un nuovo flagship sulla via Omotesando a Tokyo a febbraio. A ciò si aggiunge “una grande attenzione ai clienti locali da parte delle équipe giapponesi, che ormai accolgono in negozio l'intera famiglia, dai nonni, ai genitori, ai bambini”, fatto che ha permesso alla casa di moda e lusso di sovraperformare in questo Paese.
 
Hermès sta recuperando terreno anche nel continente americano, dove ha visto aumentare le vendite del 115% nell'anno e del 25% in due anni. “Abbiamo adottato una politica molto cauta durante l'emergenza sanitaria, puntando esclusivamente sui nostri negozi, senza aprire dei pop-up, con vendite su appuntamento. All'improvviso, abbiamo registrato un forte rimbalzo all'inizio di quest’anno con un’ampia clientela locale che è tornata, ma anche una clientela giovane che è apparsa, dopo averci scoperto su internet nel 2020”, osserva Axel Dumas.

Un look maschile di Hermès per la PE 2022 - © PixelFormula


Senza fornire dati sulle vendite online, i vertici del gruppo sottolineano la bontà delle proprie performance, con “crescite a tre cifre percentuali in tutte le regioni, un aumento del traffico dell'80% nel semestre, generato per il 75% da nuovi clienti”, indica il Chief Financial Officer del gruppo, Eric du Halgouet. “Ciò ha portato in negozio una clientela nuova, abbastanza giovane”, continua Axel Dumas, confermando che la crescita dell'e-commerce prosegue con la riapertura dei negozi. “Essa è molto forte in termini di tasso di conversione, paniere medio e nuovi clienti”.
 
A fine giugno 2021, tutte le attività hanno confermato la loro crescita, con un incremento “notevole” nei settori Abbigliamento e Accessori (+40% in due anni) e Orologeria (+80% in due anni), mentre le altre attività Hermès (Gioielli e Prodotti per la Casa) quasi raddoppiano il proprio fatturato in due anni. Le vendite di Pelletteria e Selleria, core business di Hermès, sono in aumento del 25% rispetto al 2019.
 
Da notare anche i buoni risultati (+65% e +17% in due anni) per i Profumi e il Beauty, nuovo business lanciato lo scorso settembre con una linea di make up. “Siamo partiti dal lancio del rossetto che è stato un grande successo, ben al di sopra delle nostre aspettative, e sarà distribuito in Cina nella seconda metà dell'anno. Abbiamo acquisito delle quote di mercato. Siamo molto contenti e amplieremo la gamma di make up”, spiega il dirigente del gruppo.
 
In generale, Hermès ha continuato a investire massicciamente nella prima metà del 2021. Sono state assunte quattrocento persone, di cui due terzi in Francia, la forza lavoro ha raggiunto 16.966 unità, di cui 10.607 in Francia. Gli investimenti operativi ammontano, al 30 giugno 2021, a 214 milioni di euro (di cui 97 milioni nella distribuzione e 56 milioni nelle linee di produzione e business) e dovrebbero raggiungere i 450 milioni entro fine anno.
 
“Di fronte all'accelerazione dei trend, anche noi abbiamo dovuto accelerare nel digitale, nella logistica, ecc. e velocizzeremo gli investimenti nella seconda metà dell'anno”, conclude Axel Dumas, ricordando l'inaugurazione di un negozio di pelletteria a Montereau (Seine-et-Marne) a giugno, al quale seguirà a settembre l'inaugurazione di un altro laboratorio di pelletteria a Guyenne, nella Gironda, nonché di tre stabilimenti a Louviers nel 2022, nelle Ardenne nel 2023 e in Alvernia nel 2024.

Con AFP

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