Harrods: le vendite raggiungono i 2,37 miliardi di euro, trainate dal boom del lusso

In Gran Bretagna, se c'è un grande magazzino che non soffre della difficile congiuntura di cui si lamentano molti altri attori del settore meglio posizionati in termini di prezzi, quello è Harrods. E come altri bei nomi che vendono prodotti premium, quali Selfridges e Harvey Nichols, Harrods sta attualmente sfruttando la nuova ondata di entusiasmo per il lusso e l’innamoramento dei turisti per i suoi prodotti.

Harrods

Nei 12 mesi terminati a febbraio, i suoi utili ante-imposte hanno raggiunto i 215,9 milioni di sterline (243,43 milioni di euro). Le vendite hanno mostrato un leggero incremento, a poco più di 2,1 miliardi di sterline (2,37 miliardi di euro). Il fatto che il margine di crescita delle vendite sia inferiore a quello degli utili (6,8%) mostra bene come la società abbia saputo ottimizzare i costi, nonostante un aumento degli oneri sociali e delle spese in conto capitale. Il risultato operativo ha nel frattempo registrato un bell’aumento del 15,8%, a 218,4 milioni di sterline (246,25 milioni di euro), secondo il quotidiano The Times. Il proprietario di Harrods, Qatar Holding, ha ricevuto dividendi nella quantità di 125 milioni di sterline (141 milioni di euro).
 
Michael Ward, il direttore esecutivo, non nasconde il proprio entusiasmo. Secondo lui, la società ha beneficiato dell'attuale elevata domanda di beni di lusso, soprattutto da parte dei millennials, che hanno fatto incrementare le vendite nei reparti uomo, cosmetici e gioielleria.
 
L’azienda, fondata quasi 200 anni fa, chiaramente non è in pericolo di essere superata dal mondo moderno. E il suo successo attuale è parzialmente dovuto a un’attenzione focalizzata sui suoi clienti più importanti, oltre che a una strategia d’investimenti che li incoraggia a trascorrere più tempo e a spendere di più all’interno del negozio.
 
Nel corso dell’ultimo esercizio, la società ha per esempio dedicato 55 milioni di sterline (62 milioni di euro) al miglioramento dei punti chiave del suo store di Knightsbridge. Ora vi si possono trovare orologi e gioielli di alta gamma, oltre a un'area benessere. L’investimento di 200 milioni di sterline (225,50 milioni di euro) previsto su tre anni permetterà di ingrandire il reparto uomo, che diventerà, secondo il gruppo, il più grande al mondo, e anche la sezione sport, che dovrebbe seguire lo stesso percorso.
 
Harrods opera in un mercato con problemi, sfide da affrontare e poste in gioco importanti. I buyer del comparto del lusso di tutto il mondo sono disposti a spendere molto, ma chiedono in cambio gli ambienti più lussuosi, i marchi più esclusivi e gli store più esperienziali possibili come prezzo per farlo.
 
Anche Harvey Nichols e Selfridges stanno approfittando della congiuntura favorevole al lusso e investono decine di milioni nei loro spazi fisici, con il risultato di veder aumentare le vendite. Non c’è concorrenza diretta fra i tre giganti, che hanno avuto grande cura nel differenziarsi. Harrods e Selfridges sono a diversi chilometri di distanza l’uno dall’altro e possono puntare sulle loro dimensioni e i loro giganteschi reparti senza doversi preoccupare della vicinanza geografica di un rivale. Harrods è inoltre più specializzato nell’iperlusso, mentre Selfridges propone una selezione di prodotti più trendy. Harvey Nichols, che si trova letteralmente a due passi da Harrods, si concentra su prodotti di nicchia.

Harrods

Nelle mani di Qatar Holding dal 2010, Harrods intende ora raddoppiare le dimensioni del suo reparto dedicato ai prodotti di bellezza, dotandolo di più articoli legati a benessere e interattività.
 
Michael Ward ha dichiarato a The Times: “Per il momento, abbiamo 14.000 m2 del negozio che sono in rifacimento. Ciò equivale a 30 o 40 negozi su strada rinnovati tutti nello stesso periodo. Nei prossimi tre anni, abbiamo in programma di ristrutturare altri 55.000 m2”.

Nell’eventualità di una Brexit dura, Michael Ward stima le perdite annuali di Harrods a 8 milioni di sterline (9 milioni di euro) in più, in ragione delle formalità amministrative, e aggiunge che la società ha già preso accordi per avere più scorte di cosmetici e di prêt-à-porter disponibili, nell’eventualità di ritardi dovuti alla Brexit la prossima primavera.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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