×
1 074
Fashion Jobs
FOURCORNERS
Area Manager Wholesale Europe
Tempo Indeterminato · MILANO
RETAIL SEARCH SRL
Product Manager Accessori
Tempo Indeterminato · TREVISO
DELL'OGLIO
Sales Manager
Tempo Indeterminato · PALERMO
CLARKS - ASAK & CO. S.P.A.
Addetta/o Ufficio Commerciale
Tempo Indeterminato · BUSSOLENGO
RANDSTAD ITALIA
Coordinator Ufficio Commerciale & Marketing
Tempo Indeterminato · MILANO
CONFIDENZIALE
Autista di Direzione (Driver)
Tempo Indeterminato · MILANO
MASSIMO BONINI SHOWROOM
Impiegato/a Back Office Commerciale
Tempo Indeterminato · MILANO
IRIDE GROUP SRL
Impiegato/a Commerciale
Tempo Indeterminato · OTTAVIANO
FOURCORNERS
Brand Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
BOT INTERNATIONAL
Apparel, Footwear And Bags Buyer
Tempo Indeterminato · LUGANO
CAPRI SRL
Digital Marketing Specialist
Tempo Indeterminato · NOLA
OTTICA GIULIANELLI
Ecommerce Manager
Tempo Indeterminato · FERRARA
GUCCIO GUCCI S.P.A.
Gucci Global Client Data Visualization Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
ANONIMA
Area Manager Estero - Settore Accessori
Tempo Indeterminato · NAPOLI
FOURCORNERS
Online Brand Executive
Tempo Indeterminato · MILANO
FOURCORNERS
Logistics Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
THE THIN LINE LANZAROTE
E-Commerce Manager
Tempo Indeterminato · TÍAS
LAVOROPIÙ DIVISIONE MODA
e Commerce Manager- Azienda Moda
Tempo Indeterminato · MILANO
VERSACE
Wholesale Area Manager Italy
Tempo Indeterminato · MILANO
RANDSTAD ITALIA
Responsabile Sviluppo Collezioni Calzature
Tempo Indeterminato · MILANO
RANDSTAD ITALIA
CRM Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
GUCCIO GUCCI S.P.A.
Gucci ww Business Performance Management Analyst
Tempo Indeterminato · MILANO
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
30 giu 2020
Tempo di lettura
2 minuti
Condividi
Scarica
Scaricare l'articolo
Stampa
Clicca qui per stampare
Dimensione del testo
aA+ aA-

Gucci ridimensiona drasticamente la sua rete di rivenditori

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
30 giu 2020

“Non avremo paura di interrompere le nostre attività con alcuni clienti multimarca, se sarà necessario”, aveva avvertito lo scorso aprile il direttore finanziario di Kering Jean-Marc Duplaix, in occasione della pubblicazione dei risultati trimestrali. Per quanto riguarda Gucci, locomotiva trainante del gruppo francese del lusso, il minimo che si possa dire è che la firma fiorentina sembra aver usato una sciabola per affrontare la revisione della sua rete di vendita all'ingrosso. Secondo le rivelazioni di fashionmagazine.it, quest'ultima sarebbe stata ridotta del 70% in Italia.

Gucci metterà al primo posto le sue boutique di proprietà - gucci.com


Per il sito italiano, il numero di partner indiretti del marchio principale del gruppo transalpino dovrebbe crollare da 110 a 38 nello Stivale a partire dalla prossima stagione. Contattato da FashionNetwork.com, Gucci ha preferito non commentare.
 
Questa strategia, che punta a rafforzare ulteriormente la rete di vendita diretta, la quale rappresenta già l’85% delle vendite totali del marchio, non costituisce una sorpresa, perché era già stata annunciata dal CEO Marco Bizzarri.

Con la pandemia di Covid-19 che ha indebolito soprattutto i retailer, il processo sembra aver subito un’accelerazione, come aveva sottolineato a tale proposito Jean-Marc Duplaix due mesi fa. “Per Gucci è un’opportunità per riconsiderare la propria distribuzione, in un momento in cui l'esclusività sarà ancora più essenziale di prima. La priorità della casa di moda era stata enunciata molto chiaramente da Marco Bizzarri qualche anno fa: la necessità è di aumentare la percentuale della distribuzione al dettaglio e di spingere il retail online”.
 
“Dovrebbe esserci una revisione completa delle partnership stabilite con il marchio e potete aspettarvi un calo delle vendite di Gucci nel 2020”, aveva proseguito il direttore finanziario.
 
La quota di vendite wholesale rappresenta attualmente il 15% per il marchio italiano, come per Hermès. Questa percentuale è del 12% per Valentino, del 18% per Prada, Miu Miu e Bottega Veneta, del 20% per Burberry, del 32% per Celine e Givenchy e raggiunge fino al 70% per Armani, secondo dati pubblicati dagli analisti di Bernstein. Solamente le griffe Louis Vuitton, Tiffany e Chanel dispongono di una distribuzione al 100% retail.
 
L’obiettivo è sopprimere gli intermediari. In particolare, Prada, Burberry e Moncler hanno intrapreso questo percorso l'anno scorso. “La tendenza a rafforzare il retail è un movimento di fondo. È un modello di vendita più robusto del wholesale, e consente di essere più vicini ai propri clienti e più redditizi”, sottolinea Jean Révis, consulente nel settore del lusso.
 
“L'Europa è la regione del mondo che risentirà maggiormente dell'attuazione di questa strategia”, rileva Delphine Vitry, che ha cofondato con Jean Révis lo studio di consulenze MAD Network, specializzato nell’esperienza cliente e nel retail. “Con il crollo del turismo, il mercato del lusso sarà colpito con durezza in Europa, ed è tutta la rete vendita, compresi i negozi monomarca, i quali sono condizionati da affitti molto alti, che rischia di essere profondamente ristrutturata”, conclude.

Copyright © 2021 FashionNetwork.com Tutti i diritti riservati.