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Pubblicato il
11 feb 2019
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Gruppo Tessile Monti costruisce uno stabilimento in India e sviluppa tessuti funzionali

Pubblicato il
11 feb 2019

Il Gruppo Tessile Monti, uno dei principali produttori europei di tessuti per la camiceria, ha chiuso il 2018 con un fatturato consolidato in linea con l’anno scorso, intorno ai 100 milioni di euro, l’85% del quale generato all’export (furono circa 103 milioni e 80% di export a fine 2017, ndr.) “Il calo registrato in Italia è stato compensato dalla crescita in doppia cifra della piattaforma indiana”, dice a FashionNetwork.com Bruno Monti, nuovo Executive Vice President e Amministratore Delegato della società dalla scorsa estate insieme all’altro rappresentante della famiglia fondatrice, Manuel Monti, i quali hanno sostituito il precedente AD, Luca Belenghi.

Allo stand di Milano Unica del Gruppo Tessile Monti - Gianluca Bolelli - FashionNetwork.com


“Nel mondo della camicia c’è un pesantissimo problema di tendenza moda”, analizza bruno Monti. “Da un lato gli stilisti e le aziende che producono capispalla propongono in abbinamento lupetti o t-shirt, sottraendo spazio alla camicia tradizionale; nel nostro segmento poi, una quota importante delle vendite non è rappresentato dalle ‘tinto filo’, ma riguarda le camicie stampate e di base, e noi del Gruppo Tessile Monti non abbiamo un know-how come stampatori. Anche le camicie di jersey hanno sottratto mercato ai produttori puri di camiceria. Da un certo punto di vista, questa evoluzione segue la crisi che ha subito la cravatta”.
 
“Credo che dovremo convivere con questo calo di consumi della camicia tradizionale, perché le nuove generazioni hanno cambiato modo di vestirsi, tanto che anche i prodotti più tecnologici stanno sottraendo spazio alla camiceria più formale, tipica del comparto italiano e nostro core business”, afferma il vicepresidente esecutivo. “Da qui la necessità di rendere più importante la ricerca e lo sviluppo di tessuti performanti e funzionalinella nostra collezione per la Primavera-Estate 2020”.

Il calo della domanda di camiceria ha portato a una notevole pressione sui prezzi e a un corrispondente calo dei margini per i produttori del settore, anche se il gruppo veneto “continua ad avere soddisfazione sul prodotto finito”, assicura Monti. “In Italia dovremmo fare ancora fatica nel 2019, mentre in India abbiamo deliberato la costruzione di un altro impianto che fra 5 anni arriverà alla capacità produttiva di 5.000.000 di capi, situato a Ranchi, 500 km. a nord di Calcutta, in cui già il prossimo anno partiremo con una capacità di 2 milioni”.

Bruno Monti


La parte produttiva di lusso del gruppo trevigiano, dai prodotti qualificatissimi, su misura e a prezzo alto, rappresentata dalla label Sic.Tess. non sta soffrendo, ed è cresciuta ad una cifra. Sul fatturato totale non arriva al 10% del dato. L’azienda veneta possiede impianti di produzione di camicie anche alle Mauritus e in Madagascar, dove è specializzata nelle camicie no stiro in capo. “Questo progetto produttivo, che sta funzionando molto bene per gli Stati Uniti, dove viene esportato per i motivi competitivi derivanti dall’assenza di duty, lo implementeremo anche in India dal prossimo anno”, garantisce Bruno Monti.
 
Entro i prossimi mesi il Gruppo Tessile Monti farà partire una piattaforma e-commerce mondiale BtoC per vendere i tagli su misura, “sistema utile anche per far conoscere il brand Monti al dettaglio e per un ritorno d’immagine. Al progetto abbiamo agganciato la possibilità di registrarsi in un’area BtoB per contattare il piccolo sarto o artigiano con cui al momento non lavoriamo, e collaborare con lui”, conclude Monti.
 
Allo stabilimento e quartier generale di Maserada sul Piave (TV) si aggiungono Tessitura Monti Cechia, Tessitura Monti India e le joint venture nel settore della confezione Laguna Clothing ed Aurora Apparel. Le altre cifre produttive del gruppo veneto parlano di 220 milioni di metri di filo di cotone trasformati in trama e ordito ogni anno per circa 13 milioni di metri di tessuto in più di 10.000 varianti a stagione, oltre 6,5 milioni di camicie prodotte nelle quattro unità di confezione in joint-venture e più di 1.200 clienti in 100 Paesi. Il Gruppo occupa circa 3.400 addetti nel mondo.

Tessitura Monti


Sempre più importante la ricerca e lo sviluppo dei tessuti performanti e funzionalinella collezione per la Primavera-Estate 2020 dell’azienda di Maserada sul Piave (TV), perché sempre più clienti chiedono performance sui tessuti che siano dotati di diverse tipologie e finissaggi, da quelli "wrinkle-free" a quelli comfort stretch (con filato elastico Xlance TM) e con proprietà termoregolatrici (utilizzando la 37.5 Technology TM).

Rinnovata è la proposta di tessuti 100% organici, cotone o lino interamente biologici, certificati dalla tedesca GOTS (Global Organic Textile Standard), che segue il tessuto dalla raccolta della materia prima al finissaggio. sviluppati in vari basi con l’utilizzo di filato fine di cotone Ne 80/1 e di lino Nj 88. Inoltre, è da rimarcare nella linea la presenza della nuova tecnologia 37.5, filato con proprietà termoregolatrici arrivato dagli Stati Uniti ottenuto grazie all’impiego di particelle attive ottenute dalla sabbia lavica filata insieme al cotone. Questi tessuti, che hanno generato una nuova famiglia di articoli in popeline e zephir, aiutano a mantenere la temperatura corporea al valore ideale di 37.5° Celsius e del 37.5% di umidità relativa. “Siamo fra i primi al mondo ad utilizzare questa tecnologia (nata per applicarla ai capispalla) nell’universo della camiceria, soprattutto d’alta gamma”, dice orgogliosamente il responsabile prodotto di Tessitura Monti, Andrea Parlato.

Tessitura Monti, collezione "Zen"


C’è poi l’Xlance, che consente prestazioni di comfort stretch (con un ottimo recupero elastico) abbinate alla mano naturale del cotone. Questo tessuto è presentato anche nella versione “wrinkle-free” (W&G 60 Comfort), combinando la facilità di manutenzione alla comodità “e non lasciando le ‘borse’ che solitamente caratterizzano il Corespun. Le camicie no-stiro diventano quindi stretch”, precisa Andrea Parlato. “Stiamo poi mettendo a punto altre funzionalità (tessuti antimacchia, o che consentano una maggiore traspirazione dell’ossigeno, per esempio)”, continua. Novità è anche la linea F-Code, composta da basi che si avvicinano a un mondo fashion e femminile, spaziando tra i voile e gli stretch, tra i cotoni e lini finissimi che si mescolano con il micro Tencel e il cupro. “Le mani diventano quindi più setose e cascanti, maggiormente vicine al mondo fashion”, dice Parlato. Nella collezione Zen, infine, “abbiamo cercato di imitare il concetto ‘indaco’ senza utilizzare l’indaco”, conclude il responsabile prodotto.

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