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Gruppo Marzotto: novità sostenibili, digitali e creative per Guabello, Marzotto e Fratelli Tallia di Delfino

Pubblicato il
today 9 lug 2019
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“Abbiamo cercato di dare identità molto forti e distinte ai 3 brand coi quali ci presentiamo a Milano Unica”, dice a FashionNetwork.com Giorgio Todesco, CEO della divisione Marzotto Wool Manufacturing del gruppo vicentino di tessuti Marzotto. “Guabello è un’azienda che punta ad offrire un’eleganza moderna, Marzotto guarda a sostenibilità ed innovazione, mentre Fratelli Tallia di Delfino si occupa di creazioni sartoriali su misura di alta/altissima gamma”.

Guabello collabora con Camo e Bianchi


Per il marchio Guabello 1815, con sede a Mongrando (BI), Marzotto Wool ha pensato al rilancio del brand Royal Flannel, basandosi su con un concept a metà strada fra heritage ed innovazione. L’azienda ha collaborato con Stefano Ughetti, fondatore e designer del brand biellese Camo, e si è avvalsa del supporto di Bianchi. La storica azienda di biciclette ha fornito i mezzi che vanno ad affiancare la capsule collection di tre outfit scaturita dalla partnership, che fonde lo stile più formale di Guabello e quello più casual di Camo. I capi (“Elegance”, “Smart” e “Dynamic”) sono rappresentativi dei tre valori del gruppo e sono confezionati con un tessuto bi-elastico privo di elementi sintetici come Lycra od elastomeri. Il marchio laniero Guabello torna così a concentrarsi sul prodotto (la flanella) per cui era diventato famoso nel mondo.
 
La visione legata a sostenibilità e innovazione del brand Marzotto aveva debuttato nell’edizione di febbraio scorso del salone Milano Unica con l’introduzione di tessuti organici in lino e lana. Ora, per la stagione Autunno-Inverno 2020/21, la linea di lana organica è stata notevolmente ampliata e la collezione “Organic Project” viene realizzata nelle versioni 100% lana e lana/cotone.

La App ideata da Sense riproduce la "mano" dei tessuti di Marzotto


Ma soprattutto, Marzotto Wool, da un anno e mezzo impegnato in un processo di digital transformation, ha realizzato “Marzotto Immaterial Fabrics”, un progetto di presentazione digitale del tessuto in partnership con la milanese Sense, che ha sede al Superstudio Più di Via Tortona. Utilizzando una App di realtà virtuale, si può visualizzare l’effetto del tessuto anche su varie tipologie di capi. Gli oggetti immateriali reagiscono alla luce, all’ombra, al tocco, alla gravità e al soffio, riproducendo l’effetto della “mano” reale del tessuto. “Con questo progetto”, ha puntualizzato Giorgio Todesco, “si salta la fase di prototipazione e campionatura per una grossa parte della collezione, risparmiando tempo nei processi e annullando gli scarti per la realizzazione dei campioni”.

Intanto, il marchio Fratelli Tallia di Delfino di Strona (BI), dopo il tessuto d’altissima gamma “Atmosphere” dell’anno scorso, ha ampliato il progetto “Gentleman’s Wardrobe” di febbraio (servizio al taglio made to measure destinato a sartorie di fascia alta che hanno come focus la customizzazione del capo) al cashmere riciclato - tutto realizzato dal brand, dalla scelta della materia prima al prodotto finito. Così ha creato il progetto “He Art” insieme ai fratelli Veronese, il pittore Ettore e lo stilista di moda Marco, e alla designer di gioielli Tiziana Leone. Si tratta di 5 giacche ricamate in cashmere (“Clessidra”, “Radici”, “Spirale blu”, “N.W.S.E” e “Occhio verde”) affiancate da altrettanti gioielli che richiamano i motivi dei capi.

La giacca “Spirale blu” della capsule di Fratelli Tallia di Delfino


La strategia del Gruppo Marzotto s’inserisce in quel ritorno alla ricerca di prodotti su misura ed esclusivi da parte dei consumatori, dopo anni di globalizzazione e standardizzazioni. “È il risultato di un processo”, spiega Todesco, “secondo il quale nel giro di 4-5 anni le vendite di abbigliamento usato o il noleggio di vestiti supereranno le vendite della fast fashion. Sono convinto che nel prossimo futuro acquisteremo meno e produrremo meno, ma compreremo meglio, perché useremo i capi per più tempo. Ciò significa che ci sarà necessità di prodotti di maggiore qualità e di un servizio migliore. Ne deriveranno meno scarti, meno stock, meno vendite in saldo, una diminuzione dei vestiti gettati e maggiori vendite di capi di seconda mano. Questa è vera sostenibilità”.
 
La storica realtà vicentina con sede a Valdagno ha chiuso il 2018 a 478 milioni di euro di fatturato, 23 milioni in più dell’esercizio precedente, e vanta 1.720 dipendenti. La divisione Marzotto Wool Manufacturing è salita dell’1%, a 246 milioni di euro. Il marchio Marzotto ne ha generati 127, Guabello è arrivato a 37 milioni di turnover, Marlane a 39 milioni di euro, Fratelli Tallia di Delfino ha ottenuto 25 milioni, mentre il giro d’affari del brand Estethia G.B. Conte è stato di 17 milioni di euro. “Solo Marlane ha registrato una leggera flessione sul 2017”, assicura Todesco. “Il marchio più cresciuto invece è stato Fratelli Tallia di Delfino”.

Giorgio Todesco, CEO di Marzotto Wool Manufacturing


E il futuro? “Nel 2030 si prevede ci saranno 2,8 miliardi di abitanti in Africa, basta che l’1% di essi compri una giacca o un abito nuovo e avremo un mercato dal potenziale enorme, sul quale dobbiamo investire”. Il Far East (Giappone e Corea del Sud) è la regione in cui le vendite del Gruppo Marzotto sono cresciute maggiormente nell’esercizio 2018. Bene anche il Nord America, mentre l’Europa ha rallentato. L’Italia genera ormai meno del 20% del fatturato complessivo di gruppo. “È un mercato importante per la sua qualità, in cui bisogna essere presenti in quanto ci sono brand che ti stimolano sulla ricerca di innovazioni, ma gran parte dei nostri clienti italiani vendono poi all’estero buona parte della produzione”, conclude il CEO.

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