Gruppo Rubelli trasloca showroom e archivio in palazzo di famiglia, a Venezia

Un simbolico ritorno alle origini per scommettere sul futuro: è la sfida che ha spinto il Gruppo Rubelli, storico nome di tessuti e arredamento, a trasferire il proprio showroom di vendita e la sede dell'archivio storico di Venezia, a Ca' Pisani Rubelli, a pochi passi da Palazzo Grassi, dimora che dalla fine dell'Ottocento è di proprietà della famiglia.

Facebook/Gruppo Rubelli

Nel cuore dell'edificio gotico ha trovato sede l'archivio storico che custodisce circa 7.000 documenti tessili e cartacei. Per il battesimo ufficiale sono stati allestiti due percorsi espositivi: uno incentrato sul tema dell'interpretazione dei filati d'oro dal Quattrocento (epoca del 'Ganzo', una seta dalla superficie quasi interamente coperta di decorazioni luminescenti) ad oggi, fino ad arrivare al prezioso tessuto Aurum in seta e fili d'oro dell'ultima collezione, realizzato appositamente per il sipario del Teatro Bolshoi; dall'altro sulla collaborazione con Rubelli, nel corso dei decenni, di designer e stilisti, da Giò Ponti (con il famoso punteggiato, ovvero la lavorazione del velluto secondo il gusto geometrico del razionalismo) a Roberta di Camerino.

La nuova sede rappresenta per Rubelli un ulteriore stimolo per raccontare al mondo un presente fatto non solo dei tradizionali lampassi veneziani che l'hanno reso universalmente celebre ma di un concetto di design dalla connotazione moderna e attuale, come dimostrano le collezioni di mobili Rubelli Casa e Donghia e la collaborazione da anni, per la parte tessile, con Armani Casa.

"La collezioni di arredi”, ricorda il direttore marketing Loredana Di Pascale, “è stata presentata a Milano, al Salone del Mobile: l'idea è stata quella di parlare di arredamento e tessuti alle nuove generazioni, dopo aver 'vestito' le case dei genitori, attraverso collezioni che mantengano inalterata la qualità ma con colori e texture che strizzino l'occhio alla moda".

Non è un caso che Rubelli sia uno dei marchi più scelti dai brand di lusso, come Tiffany, che ha illuminato le sue vetrine con un tessuto decorato da costellazioni che si ispira a 'Le Stelle' disegnate negli anni Trenta dall'artista muranese Vittorio Zecchin. Ma anche dagli hotel del momento. "L'ultimo albergo che abbiamo completamente decorato, come già accadde per il Gritti di Venezia”, ricorda, “è stato l'Alabriga in Costa Brava".

Una azienda votata, dunque, al mercato internazionale: "Lavoriamo tantissimo in Europa”, spiega Di Pascale, “a Londra in particolare, dove hanno sede i maggiori studi di design, ma anche in Medio Oriente, in Russia, stiamo riprendendo terreno in USA e conquistando mercati nuovi come Africa".

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