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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
8 set 2021
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Golden Goose festeggia i 20 anni con una pista galleggiante per skateboard a Venezia

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
8 set 2021

Golden Goose ha festeggiato il suo 20° anniversario con una performance dinamica di un medagliato olimpico di skateboard in una pista da skate collocata sulla famosa laguna della città lo scorso lunedì sera.

DR


Parlare di caballerialbackside e air-riding riempiva l’aria, mentre il campione americano di skateboard Cory Juneau eseguiva una serie di acrobazie che sfidavano la gravità e il tramonto trasformava lo sfondo, il capolavoro palladiano della chiesa di San Giorgio Maggiore, in polvere d’oro.
 
Juneau è arrivato su una lancia a motore, festeggiato come una rockstar o un profeta. Prima della sua esibizione, una serie di fascinosi modelli appassionati di skateboard si sono precipitati sulla pista da skate in legno, costruita nel 2008 per 500.000 euro e installata per un decennio all'interno di un ex cinema milanese prima di essere adagiata da una gigantesca gru sulla chiatta veneziana.

Le urla e gli applausi che salutavano ogni anchor grindburley e airwalk mentre Juneau e la sua gang si libravano sopra lo skyline veneziano sembravano altrettante sottolineature della notevole crescita di Golden Goose.
 
Fondato nel 2000 da Alessandro Gallo e Francesca Rinaldo, coppia di pattinatori appassionata di sneaker, il marchio ha avuto un’ascesa davvero esaltante, alimentata non da una, ma da ben due gigantesche società di investimento: Carlyle e Permira.
 
Lo scorso luglio, Permira ha completato l'acquisizione della quota di maggioranza del marchio italiano di sneaker di lusso. Carlyle, che ha acquisito il brand nel 2017, ha mantenuto la sua quota di minoranza. Fonti di mercato stimano che la portata dell'operazione sia stata di 1,28 miliardi di euro.
 
Alla richiesta di definire il DNA di Golden Goose, Gallo ha risposto a FashionNetwork.com: “È qualsiasi cosa che io e Francesca abbiamo fatto durante le nostre giornate e ogni luogo in cui abbiamo viaggiato e ciò che abbiamo imparato e portato con noi ogni volta”.
 
Iniziata utilizzando sarti locali e basata sulla logica del fare tentativi ed imparare dagli errori dal duo - che non ha mai seguito corsi di formazione nella moda - l’attività del marchio ha guadagnato terreno con la sua disinvolta interpretazione del saper fare e dell'artigianato italiano. Nell'ultimo decennio, poiché i ricavi di Golden Goose sono cresciuti rapidamente, il marchio ha cambiato proprietà tre volte in un decennio: prima di Carlyle, il gruppo era controllato da Ergon Capital. Visto che ogni nuovo proprietario vi ha investito dei capitali, il brand è cresciuto rapidamente a livello internazionale, passando a oltre 100 negozi diretti in Asia, Europa, Medio Oriente e America. Anche se ciò che ha davvero acceso l'interesse globale sono state le sue sneaker con logo a mezza stella che hanno raggiunto lo status di cult, diventando le calzature preferite da superstar come Taylor Swift e Selena Gomez e influencer chic dei quartieri alti come Olivia Palermo.
 
Disegnate deliberatamente per sembrare vissute, con segni di graffi lungo il guardolo, le scarpe da ginnastica erano ideali anche per lo skateboard, come si vede nella performance di Cory Juneau. Golden Goose ha appena stretto una partnership con l'olimpionico statunitense, che ha vinto una medaglia di bronzo a Tokyo 2020 e che proviene dalla California meridionale.

Lo skateboarder Corbin Harris, il CEO di Golden Goose Silvio Campara e lo skateboarder Cory Juneau all'evento Golden Goose - Foto: Golden Goose


Da qui il titolo dell'evento, “Da Venezia a Venezia”, allestito mentre la città più bella del mondo festeggia i 1600 anni dalla sua fondazione, e due settimane dalle sfilate di grandi firme della moda, come Valentino, Dolce & Gabbana e Alberta Ferretti.
 
Juneau ha anche indossato una nuova esclusiva sneaker “10F1” per l'occasione, mentre realizzava esuberanti trick e gli ospiti bevevano spritz Aperol con DJ Brina Knauss ad agire sulle console subito prima del tramonto. Una piccola flottiglia di curiosi su barche e motoscafi Riva si è radunata attorno all'evento, mentre lo yacht a tre alberi “Eos” di Diane von Furstenberg, in città per la Mostra del Cinema di Venezia, è passato lì vicino.
 
“Volevo celebrare la capacità di Venezia di fondere le culture attraverso l'acqua. Quando chiudi gli occhi e pensi a Venice, in California, pensi sicuramente al sole, alle palme, ai surfisti e agli skater, ma soprattutto al mare e all'acqua. Stessa cosa qui a Venezia, il primo elemento a cui pensi è l'acqua. E non c'è niente di più dinamico e stimolante dell'acqua. Quindi l'idea di prendere questo grande simbolo di Venice Beach, una pista da skate, e metterlo sull'acqua a Venezia è stato proprio un modo incredibile per celebrare lo skateboard. Che è molto più di uno sport. È una cultura, e Golden Goose non riguarda tanto lo stile, quanto più la cultura, una cultura attiva”, ha spiegato l'amministratore delegato Silvio Campara, interpellato sullo scopo della serata.
 
Golden Goose ha sperimentato un rapido percorso di crescita sotto la gestione dell'esperto Campara, che ha lavorato per Alexander McQueen e Giorgio Armani prima di specializzarsi in operazioni di buyout e di entrare a far parte di Golden Goose come direttore commerciale nel 2013.

La DJ Brina Knauss mixa all'evento - Foto: Golden Goose


Alla domanda su cosa lo abbia attratto del marchio, Campara ha risposto: “Il buzz e l'energia, insieme al suo estremo ed enorme potenziale. Nel 2013, quando sono entrato a farne parte, Golden Goose faceva 18 milioni di euro all'anno con 17 dipendenti e ora è a 300 milioni di euro e 800 dipendenti, con più di 150 negozi in tutto il mondo. È incredibile anche il fatto che il marchio sembri molto rilevante per così tante persone”.
 
Dopo lo show, gli ospiti sono stati traghettati lungo il Canal Grande alla scoperta dell'ultima avventura di Gallo, un hotel d'avanguardia chiamato “Venice Venice”. Anche se l’albergo è ancora in piena costruzione, vi si poteva già percepire la suggestiva visione di Gallo: dalle statue marmoree di Cristo sofferente nell'ingresso ai bellissimi arazzi contemporanei alti dal pavimento al soffitto.
 
Il Veneto è da molto tempo un centro di eccellenza per le calzature italiane, quindi non sorprende che Golden Goose sia nato nella regione, dove artisti del calibro di Christian Dior e Louis Vuitton producono le loro scarpe di maggiore qualità. Ciò che distingue Golden Goose è il modo in cui il marchio realizza a mano le sue sneaker, il footwear e il prêt-à-porter, conferendovi una finitura vintage che è il suo stile distintivo (oltre al logo luminoso a stella). Sebbene sia sportivo e vanti alcune delle migliori giacche Perfecto in pelle di tutta Italia, Golden Goose ama i suoi slogan: Delicately Feminine e Audaciously Masculine.

Cory Juneau fa skateboard all'evento - Foto: Golden Goose


Golden Goose non è l'unico brand italiano strettamente legato alla cultura skate; Palm Angels a Milano ha iniziato l’attività dopo che un creativo che si occupava di marketing per Diesel, Francesco Ragazzi, ha pubblicato un libro fatto di reportage fotografici sugli skater della California meridionale. Anche se i finanziamenti di maggiore entità che ha ricevuto significano che Golden Goose è un player del settore molto più grande.
 
Permira ha anche assunto alcuni talenti manageriali di successo. In particolare ha nominato Maureen Chiquet presidente non esecutivo. Chiquet, che si è fatta strada in passaggi presso L'Oréal e Gap, per poi diventare CEO di Chanel per 15 anni fino al 2016, aggiunge sicuramente peso, influenza e vasta esperienza al consiglio.
 
“Ciò che amo di Golden Goose è che ogni prodotto trasmette un senso di avventura”, ha affermato con entusiasmo Maureen Chiquet.

Un paio delle sneaker da uomo più vendute del brand per l'Autunno/Inverno 2021 - DR


Permira può anche avvalersi di una comprovata esperienza nella moda, dato che acquistò Valentino e, dopo la difficile transizione seguita al ritiro a vita privata dell’omonimo stilista fondatore del marchio, lo vendette molto proficuamente alla famiglia reale del Qatar; e inoltre ha riportato a galla dopo i suoi alti e bassi Dr. Martens, l'iconico marchio di calzature britannico, portandolo ad avere un'alta valutazione.
 
Sotto Campara, Golden Goose ha anche aperto con fiducia negozi in luoghi improbabili ma prestigiosi, come il flagship parigino situato praticamente sulle rive della Senna.
 
“Quello è stato il mio primo negozio in assoluto”, ricorda Campara. “E ha cambiato la storia del marchio. Perché Parigi è Parigi, che piaccia o no, Parigi è la finestra del mondo. E quando scegli un negozio per un marchio che si basa davvero sul passaparola devi pensare molto alla location, perché dice tanto. E il fatto è che il nostro negozio si trova tra le gallerie d'arte, e proprio di fronte al Louvre. E questo dice al nostro pubblico: ‘Io sono Golden Goose, sono un'opera d'arte e sono qui per te. Vieni e divertiti’. La decisione è stata questa, e ne è davvero valsa la pena!”

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