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Pubblicato il
15 apr 2020
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Giovanni Zoppas (Thélios): “Chi reagirà in modo efficiente e rapido sopravviverà all’assottigliarsi del mercato”

Pubblicato il
15 apr 2020

Giovanni Zoppas, AD della joint venture nata dall’accordo tra il gruppo francese LVMH, leader mondiale del settore del lusso, che ne detiene il 51%, e l’azienda veneta di occhialeria Marcolin (controllata dal fondo Pai Partners), che possiede il restante 49%, ha raccontato a FashionNetwork.com l’evoluzione della costruzione del nuovo impianto nella sede di Longarone (BL) della grande start-up italo-francese e ha commentato la situazione Coronavirus.

Giovanni Zoppas, CEO di Thélios


Sintesi dei nomi delle divinità greche Theia, dea della luce e della vista, ed Helios, dio del sole, Thélios ricopre l’intero ciclo produttivo dell’occhiale, occupandosi di design, produzione e distribuzione a livello mondiale di occhiali da sole e montature da vista per alcune delle maison del portfolio LVMH.
 
Al momento i marchi la cui produzione di occhiali è confluita in Thélios sono Celine, Loewe, Berluti, Kenzo e Fenty, ma dal 1° gennaio 2021 si aggiungerà alla lista il marchio Dior. Per far fonte a questo incremento produttivo, Thélios ha quasi ultimato la realizzazione di un nuovo stabilimento, adiacente a quello esistente a Longarone, nel cuore del distretto bellunese dell’occhialeria. Un investimento da alcune decine di milioni di euro (pare una quarantina, ndr.). “Tutti investiti su territorio italiano, per cui se qualcuno aveva dubbi sul Made in Italy complessivo del progetto se li deve togliere”, tiene a sottolineare a Fashion Network Giovanni Zoppas. “Manca solo l’installazione dei macchinari, ma già questa settimana sono ripresi, in totale sicurezza, alcuni lavori. Alla fine, registreremo solamente un mese o poco più di ritardo sui tempi prestabiliti per il completamento della struttura, il che non compromette il progetto”, afferma l’Amministratore Delegato. “Ciò significa che il lancio della licenza Dior è confermatissimo e rimane conforme alle tempistiche programmate, del primo gennaio 2021”, quando si concluderà il contratto del marchio francese con la padovana Safilo.

Thélios raddoppia così la superficie produttiva, portandola a oltre 18mila mq., e vedrà incrementare ancora la forza lavoro in loco, che dai 170 dipendenti al momento della fondazione, avvenuta nel 2017, erano passati a 300 l’anno dopo e a 450 nel 2019, fino ai 730 previsti a pieno regime nel 2020.
 
Thélios ha visto crescere il giro d’affari del 40% nel 2019, ma preferisce non comunicarne il dato preciso. “Lo faremo dall’anno prossimo, quando, con l’arrivo di Dior cominceremo ad avere - senza nulla togliere agli altri marchi - una ‘portaerei’ in casa che farà la differenza rispetto alle altre ‘corazzate’ in portafoglio”, sostiene.
 
A proposito della situazione Coronavirus, Zoppas ritiene che “fino a giugno non capiremo bene cosa ci aspetta. Ci vorranno mesi per avere le idee più chiare. Noi di Thélios siamo positivi e costantemente proattivi, perché conosciamo i mezzi che abbiamo a disposizione. Speriamo nel meglio, preparandoci al peggio”.
 
Sul settore dell’occhialeria nel suo complesso, Giovanni Zoppas ritiene “realisticamente impossibile fare previsioni a lungo termine, mentre nel breve-medio periodo noto alcuni fatti che avranno un impatto evidente sul nostro settore. Innanzitutto la mobilità delle persone è stata bloccata, e resi impossibili gli assembramenti, tipici degli eventi fieristici. Alcuni sono stati già annullati, il buon senso mi fa dire che altri lo saranno entro breve”.
 
Secondo lui, il salone internazionale dell’occhialeria MIDO di Milano sta attraversando una difficoltà dovuta solo ed esclusivamente a fattori esterni, essendosi sempre caratterizzato per un’organizzazione precisa, attenta ed efficiente. “Sono convinto che la fiera saprà trovare delle formule alternative per reinventarsi e continuare ad esercitare un ruolo importante all’interno della filiera dell’occhialeria. Il suo format attivo fino a un anno fa non sarà più totalmente applicabile. Sono sicuro che ci hanno già pensato. Perché, parliamoci chiaro, il ritorno a una vita normale ci sarà solamente quando avremo un vaccino per il Covid-19, che poi bisogna essere in grado di produrre e distribuire”, e Zoppas parla con cognizione di causa, avendo lavorato in passato per una società farmaceutica, la Glaxosmithkline. “In più, altre fiere di settore, come Vision Expo East negli USA e quella di settembre del Travel Retail a Cannes, sono state annullate. Mi chiedo se Vision Expo West e anche il Silmo di Parigi pensino di restare ancora in agenda! Mi domando cioè, per mero buon senso, se a settembre saremo davvero pronti per tenere sotto lo stesso tetto decine di migliaia di persone?”


Secondariamente, sempre nell’ottica della mobilità, “anche il traffico di persone nei negozi delle grandi catene distributive subirà un rallentamento”, valuta Zoppas. “Il Travel Retail penso perderà qualche punto percentuale like-for-like sull’anno precedente, ma i provvedimenti adottati avranno effetto anche su strutture di vendita organizzate come i department store. Sistema fieristico e distribuzione organizzata subiranno insomma forti contraccolpi”.
 
Poi c’è il problema della mancanza di liquidità del sistema. “Gli ottici, nostri clienti intermedi, già da anni avevano ridotto i numeri dei brand che tenevano nei negozi. Quanto sta accadendo diventerà per loro uno stimolo in più per ridurre anche la numerica dei prodotti in stock”, puntualizza Zoppas. “Chi ha più voglia oggi di stare seduto su un magazzino? E molti di loro che ho sentito hanno già preventivato di cominciare a lavorare su prenotazione. Il che determinerà un investimento nel digitale”.
 
Secondo l’Amministratore Delegato di Thélios, la capacità di generare business delle aziende dell’eyewear avrà un impatto negativo molto importante nel breve-medio periodo. “Quanto è accaduto, pur nella sua drammaticità, lo ritengo un booster di una tendenza già in atto verso un consolidamento di questo mercato non solo a valle (vedi le operazioni effettuate da Luxottica), ma anche a monte. Quando il mercato si assottiglierà, non ci sarà spazio per tutti, ma per chi si dimostrerà efficiente e rapido nel reagire a questo scenario grigio. La digitalizzazione complessiva dell’universo dell’occhialeria diventa in questo senso fondamentale, dalle strumentazioni di vendita fino alla gestione del CRM. Se prima erano strumenti nice to have, ora diventano dei must. Non saranno più abbellimenti, ma saranno basilari per operare”.
 
Insieme a mobilità, traffico, liquidità e digitalizzazione, andrà considerata la maggiore attenzione al tema della sostenibilità. “Una tematica che chiamerà le aziende a ‘distruggere’ il minor numero possibile di risorse disponibili”, ritiene Zoppas. “Mi sembra che il breve-medio termine ci costringa alla virtù. E quando si comincia a prendere una buona e virtuosa abitudine è difficile che essa venga abbandonata nel lungo periodo. A un certo punto, quando il mercato si consolida, poi si ‘pulisce’ in modo quasi automatico”.
 
A proposito degli ultimi provvedimenti economici governativi di sostegno alle imprese, Zoppas ritiene che sia “importante più di tutto che la liquidità elargita non rimanga sulla carta e arrivi velocemente alle società. Non è ancora del tutto chiaro quali aziende vi potranno aderire, né come verrà attuato in concreto il Decreto Imprese. La mia paura è che questi finanziamenti prima di giugno non arrivino. Comunque, i principi della manovra li ritengo corretti”, conclude.

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