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Adnkronos
Pubblicato il
23 mag 2013
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Giovani creativi olandesi a lezione di riciclo tessile nelle aziende di Prato

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Adnkronos
Pubblicato il
23 mag 2013

Giovani creativi olandesi a lezione di riciclo tessile nelle aziende di Prato. La seconda delegazione di studenti e docenti dell'AmFI (Amsterdam Fashion Institute), infatti, ha da poco terminato un viaggio studio nel distretto di Prato, dove ha vissuto una vera e propria immersione nel mondo produttivo di quella zona d'eccellenza del nostro Paese. Il progetto è realizzato in collaborazione con l'ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, ed è sponsorizzato da 'Re-Mo' (Recycle-Movement), con la partecipazione di AmFI e del Museo del Tessuto e ha consentito ai partecipanti di visitare alcune delle più importanti aziende del distretto impegnate nel riciclo dei tessuti. La delegazione, seguita da Wanda De Wit, organizzatrice e anima del progetto, ha infatti potuto visitare il Museo del Tessuto, gioiello del sapere millenario dell'artigianato di Prato, e aziende quali Pontetorto, Maglificio Diana, Comistra, Crossley, e Gm Filati, dove ha osservato la lavorazione dei tessuti, con innovativi sistemi di riciclo, ricavandone dei nuovi modelli. Durante le visite, gli studenti hanno studiato a fondo i meccanismi e le tecnologie usate e si sono confrontati con le realtà delle diverse aziende.


Decisamente positive le reazioni di studenti e docenti, soprattutto per quanto riguarda la professionalità, l'esperienza e la disponibilità. La delegazione olandese ha sottolineato la fondamentale e irrinunciabile necessità di creare sinergie in grado di promuovere, anche attraverso un buon marketing, l'utilizzo della lana rigenerata o comunque dei tessuti riusati. "Occorre rendere più appetibili i prodotti riciclati tramite branding e marketing mirati, l'uso di marchi di qualità e il coinvolgimento di designer e grandi firme della moda, insieme a una maggiore consapevolezza del consumatore. Non si rendono conto che hanno l'oro in mano", commenta la studentessa Marijke van Gemert, di AmFI. "Mi sono resa conto dell'influenza di fattori esterni sullo sviluppo di determinate produzioni e di quanto sia importante credere ed essere determinati nelle proprie scelte".

Gli elementi veramente fondamentali sono la creatività, l'entusiasmo e la perseveranza, ma sono anche necessarie politiche nuove e nuovi investimenti per consolidare le conoscenze e avviare l'innovazione", osserva Linnemore Nefdt, docente dell'AmFI. Per Martin Havik, di 'Re-Mo', "dobbiamo stimolare una nuova cultura, un cambiamento che porti nuova progettualità e nuova creatività, soprattutto per un distretto come Prato che ha bisogno di generare nuovo valore dalle preziose competenze esistenti". L'iniziativa è stata vista anche dalle aziende di Prato coinvolte nel progetto come una opportunità per mantenere vive conoscenze e tecniche che potrebbero disperdersi: "Progetti come questo devono essere sviluppati innanzitutto valorizzando le sinergie a livello locale per poter suscitare un interesse internazionale. Puntare sul riciclo dei tessuti, sulla sostenibilità rappresentano fattori importanti per il futuro delle nostre imprese, vista la sempre maggiore sensibilità per il risparmio energetico e le ricadute ambientali dei consumi", commentano da Gm Filati.

Il direttore del Museo del Tessuto, Filippo Guarini, afferma: "La scuola dovrebbe essere integrata all'industria per offrire percorsi formativi tarati in base alle reali esigenze delle aziende. Molta dell'innovazione che viene fatta dentro le aziende non arriva al mondo dell'istruzione, così come spesso non si riesce a tramandare negli studenti il grande valore che l'artigianalità ricopre in questi settori. Che la produzione del cardato rigenerato, su cui peraltro è incentrato l'importante progetto Co2 neutral della Camera di Commercio e del consorzio per la valorizzazione dei prodotti tessili cardati, divenga con questo progetto parte integrante delle conoscenze dei giovani designer di moda olandesi, credo costituisca un importante risultato".

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