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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
26 set 2021
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6 minuti
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Giorgio Armani, Dolce & Gabbana, Ermanno Scervino e Salvatore Ferragamo in un ricco sabato a Milano

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
26 set 2021

In un intenso sabato milanese, Giorgio è diventato maestro Zen nel suo palazzo privato, Dolce & Gabbana hanno presentato damigelle disco, Ermanno Scervino si è rifocalizzato con forza e Salvatore Ferragamo ha avuto una giornata complicata.

Giorgio Armani - Primavera-Estate 2022 - Womenswear - Milano - Foto: FashionNetwork.com / Godfrey Deeny - Foto: FashionNetwork.com / Godfrey Deeny


Il maestro zen Giorgio Armani
 
Sembravano i bei vecchi tempi sabato sera da Giorgio Armani, che ha allestito la propria sfilata nello showroom costruito su misura nel seminterrato del suo palazzo personale, in Via Borgonuovo 21.

Ovvero lo scenario di molti dei suoi trionfi del XX secolo, quando ha sostenuto la moda italiana e ha imposto la sua visione sartoriale haut de gamme della moda. In questo secolo quasi tutti i suoi show si svolgono invece nella sede progettata da Tadao Ando nella parte sud di Milano.
 
Armani era in forma da maestro Zen. Lo stilista piacentino ha proposto una serie di silhouette fresche, abbinando giacche delicate e raffinate a boleri con pantaloni dal taglio languido - dai dhoti ai pantaloni palazzo fino a forme da gaucho.
 
Nomadismo sofisticato espresso con notevole leggerezza, tanto che metà dei tessuti sembrava galleggiare dolcemente sul corpo. Il tutto presentato davanti a un'infinita vista oceanica e accompagnato da una serie di classiche ballate italiane, tra cui la deliziosa “Legata a un granello di sabbia” di Nico Fidenco.
 
Ma il défilé è stato anche una di quelle master class, uno di quei corsi di perfezionamento sartoriale che Giorgio tira fuori ogni qualche anno. Il drappeggio puro, l’abile costruzione delle spalle e il senso delle proporzioni erano qualcosa che centinaia di talenti minori potevano solo sognare di raggiungere.
 
Tutto realizzato in tonalità sognanti di stucco, viola chiaro e lichene, con tocchi di rosso. L'atmosfera eterea era accentuata dagli stivaletti in maglia o in chiffon argento e dalle ballerine in finta pelle di serpente, che hanno completato la maggior parte dei look.
 
Mantenendo una tradizione della casa, c'è stato uno strano applauso a metà dello show per il passaggio di un outfit particolarmente elegante. Prima che un raggiante Giorgio si inchinasse per il saluto finale davanti al video gigante di un tramonto sul Mediterraneo.
 
Non se n’è certo andato in modo sommesso e docile, in quella buona notte.

Dolce & Gabbana - Primavera-Estate 2022 - Womenswear - Milano - Foto: Dolce & Gabbana


Dolce & Gabbana: damigelle disco
 
Damigelle da discoteca e nessuna di loro in difficoltà da Dolce & Gabbana, in uno show di successo al termine del quale gli stilisti hanno preso l’applauso finale in una sfera di cristallo virtuale, all'interno di un ologramma.
 
È stata una sfilata che ha sottolineato quanto la moda italiana sia diventata rivelatrice e attenta al corpo in questa stagione. E quanto sia preoccupata per l’essere in buona salute. A differenza di Londra lo scorso fine settimana, ad ogni grande défilé sono state distribuite mascherine nuove e gli addetti andavano in giro felpati a ricordare cortesemente a tutti gli ospiti di tenerle addosso.
 
In una stagione italiana di micro-minigonne, il duo ha aperto con versioni ancor più microscopiche di questo capo, indossate con giacche da rocker oversize. Pochi designer amano gli strass tanto quanto Domenico e Stefano, che hanno creato reggiseni, bikini, canotte e cinture tempestati di cristalli e perline luccicanti. Prima di andare in overdrive con quantità bizantine di boleri ingioiellati, così come i parka e le giacche in denim, abbinati a jeans da marinaio con enormi strappi, tutti indossati con orgoglio da ogni modella.
 
E per dopo l'afterparty, ecco body eleganti da dominatrice, bustier con lacci e molteplici combinazioni di pizzo con volant. Un concept culminato con un brillante gioco visivo: un body in tasti di pianoforte con un grande bavero da smoking, uno dei tanti tocchi di umorismo in una sfilata rock. D&G hanno persino inventato una nuova grande categoria di stivali da lavoro, con diverse piccole tasche cargo, realizzati in denim invecchiato o in eccellente camouflage.
 
Ragazze da esercitazioni militari, ma anche da ottimo locale notturno, mosse da una colonna sonora frizzante di funk techno by Black Legend. Domenico e Stefano hanno fatto ciò che sanno fare meglio: esuberanza barocca ad alto numero di ottani per donne fiere e orgogliose.

Ermanno Scervino - Primavera-Estate 2022 - Womenswear - Milano - © PixelFormula


Ermanno Scervino focalizza meglio le sue proposte
 
Voluttà veneziana e tenacia toscana per eccellenza da Ermanno Scervino, che ha mostrato un’esposizione di moda più solida e meglio focalizzata. Lo stilista dell’azienda fiorentina ha proposto una sfilata mattutina molto bella.
 
Un cast iper-inclusivo si pavoneggiava sui pavimenti in marmo e sui ciottoli di un palazzo colonnato del XVII secolo, con ospiti come Carine Roitfeld, Edward Enninful e Anna Dello Russo seduti su poltrone imbottite in prima fila. La cornice ideale per il look piccante da femme fatale che è la firma di Scervino.
 
A volte, le collezioni di Ermanno possono diventare un po' leziose e sdolcinate. Non in questa stagione, dove il senso di auto-revisione era molto migliore.
 
La cosa migliore è che l'atelier di prim'ordine di Scervino era in grandissima forma: ha infatti preparato sexy abiti da cocktail in pelle intervallati da pizzi e ha creato un sensazionale mini abito da sera a strati di pizzo bianco in pelle. Un fantastico completo bianco di pelle in stile Jackie O – con mini e caban – presentava persino un reggiseno in pizzo di pelle.
 
Pochi stilisti amano una piuma tanto quanto Ermanno, che ha allacciato piume di gallo a tubini di pizzo dorato, cocktail dress di pizzo che coprivano a malapena le forme, maglioni di cashmere e mini abiti di shantung.
 
“Ogni capo è un ecosistema da scoprire”, ha spiegato Scervino.
 
E anche quando le sue idee hanno cominciato a diventare eccessive andando troppo oltre, come nel maglione Aran verde aperto sui lati con piume che spuntavano da ogni parte, bisognava ammirare la faccia tosta e l’audacia del designer.
 
Aggiungete alcuni classici bomber in shearling e giacche da operai rifinite con il suo logo gotico, nonché dei parka in nylon lucido, che sono di rigore nella Milano di oggi, e otterrete il risultato finale di una défilé coraggioso e raffinato con tanta verve composto da creazioni molto alla moda. E la migliore sfilata di Ermanno da molte stagioni a questa parte.

Salvatore Ferragamo - Primavera-Estate 2022 - Womenswear - Milano - © PixelFormula


Salvatore Ferragamo: nuovo team di design, stessi problemi
 
Nonostante il nuovo team di design, sono apparsi gli stessi problemi da Salvatore Ferragamo, dove il nuovo management ha mostrato poco per suggerire se esista una strada chiara e definita per la ripresa di questo marchio storico.
 
Digitalmente arretrato e sofferente per un concept di design vago e non ben messo a fuoco, il famoso marchio fiorentino era andato in tilt durante la pandemia, registrando pesanti perdite.
 
Con il risultato finale che la casa di moda a controllo familiare ha assunto un nuovo amministratore delegato, Marco Gobbetti, proveniente da Burberry, per dare una svolta a questa mezza caduta libera. Sembra che il dirigente avrà il suo bel da fare.
 
La sensazione opprimente quando si guardano questi vestiti è quella di uno stilista che cerca di sciogliere, di distendere l'atmosfera da Ferragamo, senza però riuscirvi. Tanto da sembrare addirittura in difficoltà, perché il look di apertura era chiaramente cucito male sul retro.
 
Pantaloni fuori misura a vita alta abbinati a bluse striminzite in crêpe de chine; abiti di seta simili a tonache di suore che cadono sulle spalle; camicie da notte in stile governante; e un abito in popeline bianco tagliato di sbieco e squarciato che sembrava fatto con vecchie lenzuola di famiglia sminuzzate.
 
Per i ragazzi, pantaloni svasati con pieghe; top da pescatore tipo terylene; parka di pelle stampata stranissimamente oversize; maglioni con scollo a V a coste in arancione bruciato e turchese slavato. Come dei simpatici generi che si sforzano tantissimo (troppo) di essere fighi, ma non ci riescono.
 
Il che riassume l’idea e il valore alla base di questa collezione, un debole tentativo di trasformare improvvisamente un marchio classico e un po’ rigido in qualcosa di cool.

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