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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
16 lug 2021
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Giorgio Armani avrebbe declinato la proposta di John Elkann per costruire un impero del lusso

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Reuters API
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
16 lug 2021

John Elkann, il rampollo della famiglia Agnelli, ha esplorato un possibile legame con lo stilista Giorgio Armani come parte di un piano per costruire un conglomerato del lusso potenzialmente ancorato alla Ferrari. Lo hanno rivelato all’agenzia Reuters cinque diverse fonti che hanno familiarità con la questione.

John Elkann - Ansa


Elkann, che presiede il gruppo automobilistico italo-francese Stellantis, si è offerto di acquistare una quota di minoranza nella casa di moda milanese guidata dall'ottantasettenne Giorgio Armani, ma la sua ultima proposta è stata respinta all'inizio di questo mese, hanno detto due delle fonti, che hanno tassativamente voluto rimanere anonime.
 
L'accordo avrebbe portato la famiglia Agnelli a diventare uno dei principali attori internazionali del settore della moda al fianco degli Arnault e dei Pinault in Francia.

Le trattative con Armani - azienda valutata dagli analisti circa 6 miliardi di euro (7,09 miliardi di dollari) - non sono andate avanti a causa della riluttanza del designer a vendere, hanno detto due delle fonti, aggiungendo che i colloqui erano informali e che nessuna banca vi era coinvolta.
 
Un portavoce di Elkann e della holding della famiglia Agnelli Exor ha dichiarato: “Exor non ha compiuto alcun approccio ed Exor non ha fatto alcuna proposta (per Armani)”, mentre Giorgio Armani ha rifiutato qualsiasi commento.
 
Un possibile accordo con Armani sarebbe stato realizzato attraverso la società di investimento Exor, oppure tramite la casa automobilistica Ferrari, controllata da Exor, ma l'ultima offerta di Elkann è stata respinta, hanno detto le fonti.
 
“Le discussioni sono morte per ora”, ha detto una di esse.
 
La mossa riflette gli sforzi dei fondatori di Fiat Chrysler - che possiedono il 53% di Exor - per espandersi al di là della sola industria automobilistica e per aumentare la loro penetrazione nel mercato del lusso dopo una serie di investimenti recenti.
 
Exor ha infatti acquisito a marzo una quota del 24% di Christian Louboutin, in un accordo che ha valutato il marchio francese, famoso soprattutto per le sue caratteristiche suole laccate rosse, ben 2,25 miliardi di euro.
 
A giugno, Exor ha stretto una partnership con The World-Wide Investment Company di Hong Kong per supportare le aziende italiane di medie dimensioni focalizzate sui beni di consumo di fascia alta. L'anno scorso è diventata il maggiore azionista del gruppo di lusso cinese Shang Xia, co-fondato dalla francese Hermès.
 
Ma la holding è soprattutto l’azionista di controllo del costruttore automobilistico Stellantis, di Ferrari, del gruppo editoriale The Economist e del club calcistico della Juventus di Torino.
 
“Se c'è qualcuno che potrebbe creare un serio concorrente per i grandi gruppi francesi, quello è Elkann”, ha detto a Reuters un banchiere che ha familiarità con la sua strategia. “Ha i soldi, la credibilità e il prestigio familiare per farlo”.

Giorgio Armani - DR


Le speculazioni e le ipotesi sui piani di successione della casa di moda fondata nel 1975 da “Re Giorgio” Armani (che senza timore di smentita si può definire il più influente stilista italiano dell'ultimo mezzo secolo), ultimamente hanno avuto nuova linfa.
 
Il marchio, famoso per i suoi vestiti eleganti e gli abiti da sera, attirerebbe naturalmente anche l'interesse dei colossi del lusso francesi LVMH e Kering, hanno detto alla Reuters fonti dei gruppi transalpini, ricordando però che Armani non vuole vendere a un gruppo straniero.
 
Ad aprile, Armani aveva dichiarato alla rivista statunitense Vogue che potrebbe prendere in considerazione l'idea di unire le forze con un'altra azienda italiana, aprendo per la prima volta le porte ad un possibile partner commerciale, aggiungendo che la la crisi del Covid-19 “ci ha fatto aprire un po' gli occhi”.
 
La casa di moda milanese, i cui ricavi netti sono cresciuti del 2,3% nel 2019, a 2,16 miliardi di euro, dopo tre anni di cali, non ha ancora comunicato i dati economici relativi al 2020.
 
La società è uno dei pezzi pregiati e dei marchi più famosi d’Italia e la sua valutazione - che si aggira intorno al triplo delle sue vendite - potrebbe raggiungere anche gli 8 miliardi di euro, ha detto un analista basato a Milano.
 
Armani, che non ha figli, ha creato nel 2016 una fondazione che fungerebbe da strumento di successione, per impedire che la sua attività venga acquistata o sciolta dopo la sua morte.
 
A giugno, dopo aver presentato l’ultima collezione di abbigliamento maschile, ha accennato ai suoi piani di successione, dicendo che stava preparando il futuro del proprio marchio con i suoi più stretti collaboratori.

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