Giorgetti acquisisce il 100% di Battaglia Interior Contractors e punta a 100 milioni di fatturato

Giorgetti, tra i principali brand del design made in Italy, fondato nel 1898 a Meda, si fa un regalo importante per i suoi 120 anni di attività. L’azienda brianzola, dal 2015 controllata al 100% dal Fondo Progressio, ha infatti annunciato di aver acquisito la conterranea Battaglia Interior Contractors, realtà fondata nel 1973 da Salvatore Battaglia (che rimarrà in azienda come consulente) e attiva nel ramo dell’hospitality, del retail, del settore nautico e delle residenze private di prestigio. Il valore dell'operazione non è stato comunicato.
Giovanni del Vecchio, CEO di Giorgetti

“Si tratta di una vera e propria acquisizione industriale, volta a sfruttare le sinergie tra le due aziende, che hanno molti punti di contatto soprattutto sul fronte contract, per accelerare lo sviluppo di entrambe”, ha spiegato a FashionNetwork.com Giovanni del Vecchio, CEO di Giorgetti. “Battaglia ha uno stabilimento produttivo molto forte dal punto di vista sartoriale a Misinto, che va perfettamente a integrare le competenze dei due poli produttivi di Giorgetti, situati a Meda e a Lentate. Giorgetti da parte sua mette a disposizione una rete distributiva presente in 90 Paesi ed è quindi in grado di sostenere Battaglia nella sua espansione estera”.
 
Il gruppo nato dall’acquisizione conta su un fatturato di circa 66 milioni di euro (46 Giorgetti e 20 Battaglia): “Il nostro obiettivo è di arrivare a 100 milioni in un periodo relativamente breve, tra i 3 e i 5 anni”, ha proseguito del Vecchio. “Al momento dell’acquisizione da parte di Progressio, Giorgetti fatturava 35 milioni di euro; c’è stata quindi una crescita di oltre il 30% in due anni e ci aspettiamo risultati incoraggianti anche per il 2018”.

Proposte Giorgetti
 
Battaglia, che condivide con Giorgetti i valori dei made in Italy e la cura maniacale dei dettagli, ha realizzato progetti di hôtellerie a Parigi, New York, Svizzera, Grecia e, in Italia, a Venezia e a Milano. Dal punto di vista retail la società vanta collaborazioni con alcune tra le principali griffe a livello internazionale, come Dolce & Gabbana, Gucci, Brioni, DSquared2 e Dior.
 
Giorgetti, che lo scorso aprile è entrata a far parte di Altagamma, è presente a livello mondiale con i suoi monomarca di Milano, Colonia, New Delhi, Mosca e Ho Chi Minh e con degli “Atelier” in alcune delle città più strategiche per il settore dell’arredo, tra cui ancora Milano, Anversa, Mumbai, Singapore, Kiev, Jakarta e Guangzhou. A questi si aggiungono i Giorgetti Studio di Roma, Avellino e Firenze, oltre a una serie di shop-in-shop e alla presenza nei principali multimarca internazionali. È inoltre prevista a breve l’apertura di nuovi spazi monomarca a Parigi e nell’area nordamericana, con due monobrand, di cui uno a Los Angeles.
Uno store Dolce&Gabbana realizzato da Battaglia

“La ricerca di un potenziale target per Giorgetti è stata estremamente selettiva ma sin da subito ci siamo resi conto che Battaglia avrebbe rappresentato il naturale completamento della gamma prodotti e la piattaforma per un ulteriore sviluppo internazionale”, ha dichiarato Nino Mascellaro, Senior Partner di Progressio. “Progressio con il suo terzo fondo, attualmente in raccolta, che ha un target di 225 milioni di euro, ha già effettuato il suo primo investimento in Save The Duck e continuerà a investire nelle eccellenze nascoste del made in Italy”. Progressio ha gestito fondi per un totale di 350 milioni di euro e completato 21 investimenti, di cui 17 già realizzati. Tra gli investimenti di successo rientrano Moncler (luxury sportswear), Chromavis (cosmetica), Sanlorenzo (nautica) e Italchimici (prodotti farmaceutici generici branded).
 
Nell’operazione, Giorgetti è stata assistita dagli Avvocati Daniele Raynaud, Barbara degli Esposti e Andrea Cicardi dello Studio Legale Raynaud, da E&Y per la due diligence finanziaria, dallo studio Russo De Rosa per la due diligence fiscale e la struttura dell’operazione e da Greenwhich per la due diligence ambientale. L’operazione è stata finanziata da Banco BPM, in qualità di banca agente, Unicredit e Creval, assistite dallo Studio Legale Simmons & Simmons.

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