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Giglio Group amplia i servizi digitali e punta sulla Cina

Pubblicato il
today 5 feb 2019
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Giglio Group, società fondata da Alessandro Giglio nel 2003 e specializzata in servizi digitali e di e-commerce, ha presentato il nuovo piano industriale, che sarà approvato a marzo, delineando le linee strategiche che guideranno il gruppo e la sua espansione.

Alessandro Giglio, Presidente di Giglio Group, alla conferenza stampa di presentazione del nuovo piano industriale

 
La società, che negli anni si è evoluta da “media company” a “digital company” e dal 20 marzo 2018 è quotata sul mercato MTA-STAR di Borsa Italiana, ha ampliato la propria gamma di servizi, definendo il concetto di e-commerce 4.0: “Il nostro obiettivo non è più solo quello di realizzare siti di e-commerce, come la maggior parte dei nostri competitor, ma di creare nuove opportunità per i brand del fashion e del lusso sui principali marketplace e multibrand e-store del mondo, sfruttando anche i canali social”, ha spiegato Alessandro Giglio, Presidente del gruppo. “I millennials non vanno sui siti monobrand per i loro acquisti; attraverso i nostri servizi vogliamo consentire ai marchi di avvicinare le nuove generazioni di acquirenti online. È un concetto ampio, che supera la visione di e-commerce che abbiamo avuto negli ultimi 15 anni”.
 
Concretamente, Giglio Group opera attraverso due divisioni: Ibox Digital, basata a Lugano, che supporta le griffe nel loro percorso digitale con un modello b-to-c; e Ibox Distribution, che ha invece un approccio b-to-b e si occupa di acquistare grandi stock di prodotti e rivenderli attraverso le piattaforme digitali.

“Oggi i marketplace sono fondamentali nella distribuzione online: si stima che 9 clienti su 10 visiti almeno una di queste piattaforme in fase di valutazione dell’acquisto”, ha spiegato Alessandro Santamaria, Managing Director Digital & Strategy di Giglio Group. “Il processo si compone di quattro aree: e-commerce, e-tailer, marketplace e destocking; con le nostre due società siamo in grado di coprire tutti questi aspetti, garantendo ai nostri clienti, grazie all’utilizzo di tutti i canali, un sell through del 100%”.

Alessandro Santamaria, Managing Director Digital & Strategy di Giglio Group

 
Sul fronte e-commerce, oggi Giglio Group gestisce una ventina di brand, ha sviluppato più di 100 progetti e copre 115 Paesi. “Abbiamo investito molto in tecnologia, stringendo una partnership con Oracle e una joint venture con la società italo-francese Sopra-steria, per avere una forte base tecnologica”, ha proseguito Santamaria. “Abbiamo investito anche nelle risorse umane, assumendo persone che arrivano dal mondo digitale e che hanno lavorato a progetti di successo in ambito fashion e luxury”.
 
Con Ibox Digital la società ha inoltre sviluppato una tecnologia proprietaria, una piattaforma di accelerazione che consente di collegarsi a circa 200 marketplace internazionali, in base alle esigenze e alle strategie dei singoli brand. L’evoluzione di tale tecnologia sarà la possibilità di integrare nel processo la distribuzione online dei wholesaler, con vantaggi in termini di time to market e ottimizzazione dei costi.
 
A livello distributivo, Giglio Group ha creato un modello basato su quattro hub logistici: in Nord Europa, in USA (New Jersey) e in Cina, a Shanghai e a Hong Kong. La divisione Ibox Distribution lavora con 78 piattaforme nel mondo e gestisce 46 brand. Gli obiettivi per il 2019 sono l’apertura del mercato canadese, dell’America Latina e dell’India. La società ha inoltre recentemente siglato un accordo con Souq, la prima piattaforma degli Emirati Arabi, entrando anche in questo territorio.
 
“Il risultato di tutto questo lavoro è che nei primi tre mesi di attività il fatturato digitale, composto da e-commerce e marketplace, è aumentato del 22%, mentre il giro d’affari generato dai marketplace è salito al 18% del totale”, ha precisato Santamaria.
 
Dal punto di vista geografico, uno dei mercati su cui il gruppo sta puntando maggiormente è la Cina, che rappresenta l’83% delle vendite online di tutta l’Asia-Pacifico e circa il doppio delle vendite negli USA: “La Cina è un mercato molto appetibile in cui tanti brand vorrebbero entrare. Noi abbiamo creato un team locale e ottenuto dal Governo cinese le licenze ICP, necessarie per pubblicare siti Internet”, ha proseguito il manager. “Grazie ai nostri canali media attivi nel Paese, possiamo aiutare i marchi a farsi conoscere, supportando la strategia online. Inoltre, il nostro hub logistico di Shanghai è situato nella zona franca: ciò significa che le operazioni di sdoganamento vengono effettuate solo sui prodotti realmente venduti, con grandi risparmi economici per le aziende del fashion. Infine, abbiamo accordi di collaborazione con tutti i principali marketplace cinesi”.
 
Alcuni dei brand con cui Giglio Group sta portando avanti progetti di espansione in Cina sono Stefano Ricci, Trussardi e Tonino Lamborghini. Il nuovo piano industriale prevede di portare i marchi con cui il gruppo collabora dagli attuali 50 a più di 100 nel giro di cinque anni, aumentando al contempo l’incidenza del business in Cina dal 4% di oggi a oltre il 30%.
 
Il gruppo ha chiuso il 2017 con un giro d’affari di 78 milioni di euro, calcolato sul totale del transato. Dal 2018 il fatturato viene calcolato solo sulle commissioni e la società ha totalizzato nei primi 9 mesi dell’anno 53 milioni di euro di valore delle merci vendute e 35,5 milioni di euro di ricavi.

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