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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
2 dic 2020
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Galeries Lafayette: 185 posti minacciati, principalmente in sede

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
2 dic 2020

Mentre i suoi negozi hanno riaperto lo scorso fine settimana dopo un mese di chiusura legato al lockdown e sotto la grande cupola del flagship store in Boulevard Haussmann i suoi team stanno lavorando duramente per far riecheggiare lo spirito natalizio, il gruppo Galeries Lafayette avvia una riorganizzazione che interessa 185 posizioni.

Il 28 novembre, il negozio di boulevard Haussmann ha potuto riaprire - AFP


Secondo fonti sindacali, la direzione del gruppo francese proprietario di Galeries Lafayette e BHV, ma anche diLouis Pion, Mauboussin e La Redoute, martedì ha presentato un progetto volto in particolare a rivedere l'organizzazione delle funzioni di supporto in sede. Quindi un piano di partenze volontarie è sul tavolo, il quale ha ad oggetto 132 posti su mille riguardanti funzioni di supporto alla sede centrale, e anche dieci posizioni nella contabilità”, ha spiegato David Pereira, rappresentante del sindacato Sud, a FashionNetwork.com.
 
Il gruppo chiuderà anche i dieci punti vendita Lafayette Voyages, la cui attività è praticamente ferma a causa della crisi sanitaria, che impiegano 43 persone. Dieci posti di lavoro dovrebbero essere tagliati nella filiale GL Services, che si occupa della contabilità del gruppo. Provvedimenti che la direzione della società, da noi contattata, ha confermato. “Quest'anno molto particolare ci costringe a prendere tale decisione. Abbiamo informato martedì i rappresentanti del personale. Valuteremo anche le possibilità di riclassificazioni caso per caso”.

Del resto, Nicolas Houzé, il direttore generale delle Galeries Lafayette, a metà novembre non aveva nascosto la situazione riguardante l'attività del gruppo, constatando l’assenza dei turisti, che di solito rappresentano il 60% dei clienti del flagship di boulevard Haussmann, e annunciando una contrazione del fatturato pari al 50% nel 2020 rispetto all’anno precedente.

I grandi magazzini hanno registrato più di 100 giorni di chiusura quest'anno - AFP


“Stiamo studiando tutti gli scenari”, ha aggiunto Houzé, “quello che abbiamo deciso di seguire si basa su un ritorno della clientela internazionale nell'ultimo trimestre del 2021 e fino a circa il 30% di quella che poteva essere alla fine del 2019. Non pensiamo che si ritorni al livello del 2019 prima del 2024. Abbiamo implementato piani di risparmio interno abbastanza significativi su tutti i costi operativi: spese generali e costi per il personale”.
 
Allora, Nicolas Houzé aveva preannunciato perdite per gli anni fiscali 2020 e 2021 prima di ritrovare l'equilibrio nel 2022, rifiutandosi di prendere in considerazione delle chiusure tra i 58 negozi del gruppo. “La nostra strategia è l'equilibrio tra fisico e digitale”, ha insistito. I sindacati, intanto, avranno l’opportunità di far sentire la loro voce in riunioni di lavoro con il management che si terranno l’8 il 9 e il 10 dicembre prossimi in vista della stipula di un accordo di metodo per l’implementazione di tale riorganizzazione, che dovrebbe essere attuata in primavera.

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