Furla: sostenibilità e arte, nuovi opening e il lancio della linea sneaker

Intervenuto in occasione del 1° Fashion Annual Talk di Mediobanca, Alberto Camerlengo, AD di Furla, ha posto l’accento non tanto sugli aspetti economici del gruppo, che fattura quasi 500 milioni di euro, ma sul suo impegno etico e sostenibile, non solo nei confronti dell’ambiente, ma anche delle persone.

Alberto Camerlengo, AD di Furla, sul palco del 1° Fashion Annual Talk di Mediobanca, con la giornalista del Sole 24 Ore Giulia Crivelli, moderatrice del convegno
 
“Il progetto Furla For You è nato perché i nostri dipendenti si recavano nell’ufficio del personale a chiedere soprattutto più tempo”, ha spiegato Camerlengo. “Abbiamo quindi deciso di offrire loro 500 euro netti all’anno, tramite una App, da spendere in educazione, salute o tempo libero. Quando però abbiamo deciso di implementare il progetto anche all’estero, abbiamo capito che c’erano delle grosse differenze: ad Hong Kong, ad esempio, avendo meno ferie da contratto, i dipendenti preferivano avere un giorno di vacanza in più. Abbiamo quindi adattato il format alle varie esigenze. Pensiamo infatti che, anche su altri fronti, la globalità vada poi declinata nel locale”.
 
Altro tema molto caro a Furla è l’arte, soprattutto grazie alla passione di Giovanna Furlanetto, Presidente della società. “Abbiamo la fortuna di avere alla guida dell’azienda un’imprenditrice illuminata e di grande cultura. Nel 2000 abbiamo istituito il premio Furla per l’Arte, che supporta i giovani artisti italiani, e nel 2002 è nata la Fondazione. L’arte permea concretamente la vita dell’azienda: molte opere provenienti dalla Fondazione, ad esempio, vengono portate negli uffici, in modo che tutti possano apprezzarli”.
 
Furla ha investito molto anche in tecnologia, non solo in sistemi informatici ma anche nell’allestimento innovativo dei propri negozi. “Dall’area digitale è partito un nuovo progetto che ci vede entrare per la prima volta nel mondo delle sneaker", ha anticipato l’AD. Con la PE 2019, precisamente da metà febbraio, in concomitanza con la fashion week milanese, debutterà infatti nei negozi la nuova collezione Furla Sneaker, che si articola in tre modelli, Kurt, Run e Hikaia, più una variante (Candy Run), coerenti con l’universo estetico di Furla. "Oltre al retail, per noi è di fondamentale importanza anche il canale wholesale: sono i commenti e gli input dei buyer, che visitano gli showroom e vedono anche le altre collezioni, ad aiutarci a definire al meglio la nostra proposta”, ha proseguito il manager.

Uno dei nuovi modelli di sneaker di Furla
 
Furla non ha ancora rilasciato i dati di fatturato del 2018, ma commentando a FashionNetwork.com i risultati del primo semestre dello scorso anno, chiuso a 252 milioni (+5,8%), Camerlengo ha dichiarato: “Si tratta di una crescita inferiore rispetto a quella del primo semestre 2017 (chiuso a 23,5%, ndr), ma comunque molto significativa se paragonata alla media di mercato e all’andamento dei nostri competitor. Inoltre, alcuni canali e aree geografiche hanno mantenuto progressioni double digit superiori al 20%. Parlo ad esempio dell’e-commerce, dove lo scorso anno abbiamo investito molto in una nuova piattaforma che ci ha dato grandi risultati in tutti i Paesi; degli USA, dove abbiamo aperto lo scorso luglio uno store a Miami e a inizio di quest’anno uno spazio a Costa Mesa, in California, nel South Coast Plaza, uno dei più importanti centri commerciali statunitensi; e anche del travel retail, cresciuto del 23% nei primi sei mesi”.
 
Anche in Asia Furla continua a crescere a ritmi sostenuti e l’azienda sta pianificando per il 2019 numerose aperture nell’area, soprattutto in Cina e Giappone, oltre ad alcuni opening in Europa.
 
“Il 2019 si prospetta sfidante, a causa di molte incertezze oggettive causate dalla Brexit, dalla Merkel ormai in uscita, dalla situazione in Francia e dagli attriti tra USA e Cina. Le prime sei settimane, però, per noi sono andate bene”, ha concluso Camerlengo.
 
Furla, fondata nel 1927 a Bologna dalla famiglia Furlanetto, impiega oltre 2.400 persone nel mondo (“ma il team creativo è composto unicamente da italiani”, ha precisato l’AD) e conta su un network di circa 470 negozi monomarca, oltre a essere presente in 1.200 punti vendita multimarca in 100 Paesi. L'azienda bolognese ha chiuso il 2017 in forte crescita a quota 499 milioni di euro (+18,3%) e con un EBITDA in aumento del 34,1%.

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