Fumito Ganryu svela il suo nuovo marchio a Pitti Uomo

Lo stilista giapponese Fumito Ganryu, Designer Project di Pitti Uomo 94, ha una visione progressista della moda, che esprime con la sua prima collezione maschile firmata con il proprio nome.

Un outfit del nuovo marchio di Fumito Ganryu - Pitti Immagine ph Giovanni Giannoni

L'ambientazione della sfilata futurista non poteva essere che quella fredda e underground, quasi asettica, di una galleria d'arte contemporanea ricavata in un ex garage nella zona dell'aeroporto di Firenze, illuminata per l'occasione con fredde luci al neon.

La narrativa di Ganryu è iniziata con Comme des Garçons di Rei Kawakubo, dove Fumito ha lavorato per la linea donna. Nato nel 1976 a Fukuoka, in Giappone, Ganryu si è diplomato in design al Bunka Fashion College. Nel 2004 ha cominciato a lavorare con Comme des Garçons come modellista di Junya Watanabe. Nel 2007 ha lanciato la sua linea Ganryu sotto Comme des Garçons. Lanciato da poco il suo marchio omonimo Fumito persegue la sua evolutiva nel menswear, con la sua visione futurista della moda, che non vuol dire capi spaziali, ma cose fatte per essere indossate.

Le sue acute idee sartoriali derivano dal suo studio sugli stili di vita in continua evoluzione. Ganryu mira a creare un abbigliamento funzionale che si armonizza con l'ambiente urbano e con la natura: pezzi che seguono chi li indossa per tutta la giornata, che si adattano alle diverse occasioni. Oggetti di design autonomi, ma anche pezzi facili da usare e immediati da comprendere. Lui lo chiama casualwear concettuale. Ganryu crede che un'etichetta possa accendere un movimento culturale, creando un seguito nato su valori condivisi.

Un outfit firmato Fumito Ganryu - Pitti Immagine ph Giovanni Giannoni

In pedana sfilano capi dalle forme funzionali, tagliati come in un laboratorio chirurgico. Vestiti che possono essere trasportati e indossati come accessori: pantaloni lunghi allacciati attorno alla vita come maglie oppure shorts doppi utilizzati come costumi da bagno. Il cappotto è una sorta di saio con cappuccio, lungo fino ai piedi. I pantaloni tradizionali giapponesi, gli hakama, vengono trasformati in capi urbani, portati con la felpa o il giubbotto. I materiali sono il neoprene impermeabile e funzionale, il nylon, i jersey e i tessuti con un tatto acquoso.

La tavolozza colori comprende tanto bianco e grigio asfalto, interrotti da tocchi di bluette e giallo lime. L'immagine complessiva trasmette un senso di chiarezza, forza, dignità, abbinato a coraggio e umorismo.

Copyright © 2018 ANSA. All rights reserved.

Moda - Prêt à porter Sfilate
ISCRIZIONE ALLA NEWSLETTER