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5 feb 2020
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Fuga da New York, gli stilisti snobbano la Grande Mela

Di
Ansa
Pubblicato il
5 feb 2020

Fuggi fuggi da New York: diserzioni eccellenti gettano ombra sulle passerelle che prendono il via il 7 febbraio. Da Ralph Lauren, ancora abbottonato sui programmi per la settimana della moda, a Tommy Hilfiger e Jeremy Scott, che si sono tirati fuori per puntare verso altri lidi, fino a Tom Ford, il presidente del Council of Fashion Designers of America, alcune grandi firme snobberanno la manifestazione durante la quale verranno presentate le collezioni per il prossimo autunno inverno.

Tom Ford - PE2020 - Womenswear - New York - © PixelFormula


Ford ha tirato una pugnalata al cuore della Fashion Week quando in dicembre ha annunciato che sfilerà a Los Angeles e Jeremy Scott, a inviti già spediti, due settimane fa ha cancellato il suo show previsto per lo stesso 7 febbraio, inducendo Vogue a chiedersi se New York non debba cancellare la sua Fashion Week.

"Le sfilate caratterizzate geograficamente non sono più il cuore e l'anima dell'industria della moda. Possono funzionare in luoghi che hanno forti strutture organizzative come Francia o Italia, in assenza delle quali i designer emergenti farebbero bene a concentrarsi nella loro relazione con la clientela".

Non bastava d'altra parte il coronavirus che blocca i voli e alimenta la paura. A sabotare la stagione newyorchese ci si erano già messi gli Oscar. La serata degli Academy Awards anticipata quest'anno al 9 febbraio avrà un duplice effetto: sul tappeto rosso del Dolby Theater, dal momento che molti stilisti spesso attingevano alle oro ultime collezioni per vestire le star, e sulla presenza di star di serie A usualmente sedute in prima fila, altrimenti impegnate a vestirsi per gli appuntamenti a Hollywood.

Tom Ford, regista oltre che stilista, sfilerà a Los Angeles due giorni prima dei premi: "È casa mia e ha avuto un forte impatto su come lavoro sia nella moda che al cinema", ha spiegato. La decisione è stata una sorpresa dal momento che la missione del Council (l'equivalente della Camera della Moda italiana) dovrebbe esser quella di rafforzare la fashion week newyorchese, tant'è che un portavoce dell'organizzazione ha smentito che ci siano programmi per trasferire la manifestazione a Los Angeles. Hanno sfilato e sfileranno nella mecca del cinema anche M Missoni e Baja East, che ha appena vestito Billy Potter ai Grammy, rispettivamente il 4 e 7 febbraio.

Quanto a Jeremy Scott, che disegna anche Moschino, volerà a Parigi in luglio per la linea che porta il suo nome, mentre Hilfiger per questa stagione ha scelto Londra. Altri stilisti hanno modificato le loro strategie: abbandonando le sfilate, Philip Lim festeggerà i suoi 15 anni con un "party in casa" nel negozio di Great Jones Street, mentre Veronica Beard, che ha sempre presentato le sue collezioni in formato "statico", stavolta mandera' le modelle a sfilare in passerella.

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