Forte crescita per Kering nel 2018, trainata da Gucci e Cina

Alleggeritosi di Puma, il gruppo Kering ha messo a segno un anno di forte crescita nel 2018, trainato dalle performance della Cina e del suo fiore all’occhiello Gucci, la cui redditività sfiora il 40%, anche se la folgorante ascesa del brand italiano comincia a rallentare.

In rue de Sèvres 40, a Parigi, c'è la sede di Kering - Thierry Depagne

“Il 2018 è stato un anno eccellente per Kering e le sue case di moda. Abbiamo ancora una volta registrato prestazioni di gran lunga superiori a quelle del nostro settore”, si è rallegrato il PDG François-Henri Pinault in un comunicato pubblicato martedì, sottolineando “un contesto globale generalmente vivace, ma sempre più complesso”.
L’anno scorso, le vendite del gruppo (escludendo dal suo perimetro il produttore tedesco di articoli sportivi Puma e i marchi Stella McCartney, Volcom e Christopher Kane, ceduti all’inizio dell’esercizio) hanno raggiunto i 13,66 miliardi di euro, progredendo del 26,3% a dati pubblicati e del 29,4% in organico.
 
Il suo utile netto è arrivato a 2,8 miliardi di euro, crescendo del 49,3%, dato conforme al consensus elaborato dalle agenzie Factset e Bloomberg.
 
Nel comunicato, Kering precisa che l’utile netto delle sue “attività abbandonate” è risultato essere di 1,09 miliardi di euro, comprendendo “principalmente la plusvalenza sulla vendita derivante dalla perdita del controllo di Puma”. Il gruppo transalpino aveva annunciato più di un anno fa la sua intenzione di disimpegnarsi dal marchio del Felino, di cui aveva preso il controllo nel 2007, tramite la distribuzione del 70% dei suoi titoli ai propri azionisti.
 
“Il nostro reddito operativo corrente ha raggiunto un risultato record: 4,4 miliardi di euro, in crescita del 46,6% rispetto al 2017. Il dato è più che raddoppiato in due anni e il margine operativo corrente progredisce di 400 punti base” per raggiungere il 28,9%, ha sottolineato il direttore finanziario Jean-Marc Duplaix durante una conferenza telefonica.
 
Il manager ha parlato di una “crescita sostenuta in tutte le regioni, particolarmente in Nord America e in Asia-Pacifico”.
 
Il direttore finanziario di Kering tiene a precisare che il gruppo “non ha notato rallentamenti nei consumi cinesi nel quarto trimestre”, alludendo ai timori di una moderazione nel ritmo dei consumi nel Paese asiatico. “L’Asia-Pacifico è cresciuta per i nostri marchi nell’ordine del 28% nel quarto trimestre, e la Cina continentale ha fatto addirittura meglio, con percentuali di crescita estremamente elevate”, ha sottolineato Jean-Marc Duplaix.
 
Nuovo balzo delle vendite di Gucci 
 
Kering continua ad essere trainato dal suo marchio principale, Gucci, che supera la soglia degli otto miliardi di euro di vendite annue e raggiunge una redditività record del 39,5%.
 
Il colosso italiano ha registrato una crescita annua del fatturato di 36,9%, ma la sua progressione ha subito un costante rallentamento nel corso dei trimestri: +40,1% nel primo, +48,7% nel secondo, poi +35,1% nel terzo e +28% nel quarto.
 
Nel proprio comunicato, l’azienda non fa alcun riferimento alla notifica da parte delle autorità italiane a fine gennaio dei primi risultati di un audit secondo il quale rischia di dover versare al fisco italiano fino a 1,4 miliardi di euro.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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