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28 lug 2021
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Fmi rivede al rialzo le stime di crescita dell'Italia

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Ansa
Pubblicato il
28 lug 2021

La ripresa economica mondiale procede sostenuta, spinta dai paesi avanzati che corrono grazie alla maggiore disponibilità di vaccini. Una corsa che interessa in prima persona anche l'Italia, il cui Pil è atteso accelerare ben oltre le attese mostrando un Belpaese più veloce anche della locomotiva tedesca. Le nuove stime del Fondo Monetario Internazionale indicano una crescita italiana al 4,9% quest'anno e al 4,2% il prossimo, rispettivamente 0,7 e 0,6 punti percentuali in più rispetto alle stime di aprile. Un'accelerazione che si fa però sentire sull'andamento dei conti pubblici, con il debito atteso al 157,8% del Pil nel 2021 con un deficit all'11,1%.

Ansa


La volata dell'Italia si inserisce in un complessivo miglioramento del quadro per le economie avanzate, trainate dagli Stati Uniti ma che vedono anche l'area euro protagonista. La crescita di Eurolandia è stata infatti rivista al rialzo al 4,6% quest'anno e al 4,3% nel 2022, anno in cui il pil mondiale salirà del 4,9%, ovvero 0,5 punti in più rispetto alle stime precedenti. Confermata invece la previsione per quest'anno, quando il mondo segnerà un progresso del 6%.

In questo contesto apparentemente positivo ci sono però "rischi al ribasso", e in primis la pandemia che sarà sconfitta in via definitiva solo quanto sarà sconfitta ovunque. E nella lotta al Covid la partita dei vaccini è essenziale soprattutto per le economie emergenti e in via di sviluppo, decisamente indietro sul fronte delle inoculazioni e con meno disponibilità finanziare per stimolare l'economia. Da qui l'appello del Fondo a favorire un accesso equo ai vaccini: in gioco - avvertono gli esperti di Washington - c'è la ripresa economica mondiale. I vaccini sono la linea di demarcazione che divide "la ripresa globale in due blocchi. La ripresa non è al sicuro neanche nei Paesi che hanno al momento un tasso di contagi basso fino a quando il virus continua a circolare altrove", si legge nell'aggiornamento del World Economic Outlook. "L'emergere di nuove varianti molto contagiose potrebbe deragliare la ripresa e spazzare via 4.500 miliardi di dollari dal Pil entro il 2025", mette in guardia Gita Gopinath, il capo economista del Fmi.

Fra gli altri rischi identificati dal Fondo ci sono poi le pressioni inflazionistiche. Anche se le maggiori banche centrali al mondo prevedono che i prezzi raggiungeranno il picco più avanti nel corso dell'anno per poi iniziare il calo, il Fmi osserva come l'inflazione potrebbe rivelarsi più persistente delle attese. E questo potrebbe innescare una risposta aggressiva da parte delle banche centrali con effetti potenzialmente pesanti.

"Per le economie emergenti e in via di sviluppo il doppio colpo del peggioramento della dinamica della pandemia e di una stretta delle condizioni finanziarie potrebbe incidere sulla loro ripresa e rallentare la crescita globale", spiega Gopinath dicendosi comunque "non preoccupata" dal rischio di una spirale inflazionistica negli Stati Uniti.

Guarda con maggiore preoccupazione all'andamento dei prezzi la Fed, impegnata al suo interno a valutare una possibile riduzione degli acquisti di asset senza compromettere la crescita alla quale, è convinto il presidente Jerome Powell, continua a servire un aiuto. Una spinta è attesa arrivare anche dalla varie misure proposte dall'amministrazione Biden al Congresso, fra le quali il piano per le infrastrutture. Il timore però è che per rilanciare la crescita si tratti di iniziative in grado di far schizzare i prezzi e mettere la Fed all'angolo. Finora Powell ha mantenuto i nervi saldi e ribadito come la banca centrale intende essere paziente, anche di fronte alla corsa dell'inflazione. Parole convincenti e alle quali ha creduto il mercato, che attende ora Jackson Hole per capire le prossime mosse della Fed, quelle che dovrebbero segnare il cambio di passo rispetto alla pandemia.

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