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Adnkronos
Pubblicato il
22 gen 2020
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Filati pratesi: export in calo nei primi 9 mesi del 2019

Di
Adnkronos
Pubblicato il
22 gen 2020

Sono 29, un numero in linea con le precedenti edizioni di gennaio, i produttori di filati pratesi presenti a Pitti Filati 86, manifestazione dedicata alle proposte per la primavera-estate 2020. A questi si sommano, in sezioni diverse della fiera, altre imprese locali della meccanica, della logistica e della maglieria, oltre al Consorzio Promozione Filati.

@pittiimmagine


Questa edizione di Pitti Filati si colloca in una fase in cui anche la maglieria, come molti altri settori dell'economia, ispira le sue strategie commerciali alla prudenza. Nel corso del 2019 si sono colti segnali di rallentamento negli ordini pervenuti ai produttori pratesi, soprattutto dall'estero: l'export dei primi nove mesi ha segnato infatti -2,4% rispetto al corrispondente periodo del 2018.

Nonostante le non brillanti prestazioni dell'export, il dato congiunturale, sempre per i primi nove mesi dell'anno, è all'insegna della stabilità, con -0,5%, ma un andamento che è stato migliore nella prima parte del periodo.

"Risentiamo”, commenta Raffaella Pinori, coordinatrice del gruppo Produttori di filati della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord, “come molti settori delle incertezze di un'economia internazionale che a sua volta è fortemente condizionata dalle turbolenze politiche. Il tratto caratteristico di questi ultimi anni è comunque, e sempre di più, l'attenzione per la sostenibilità. Come cittadini responsabili e come imprenditori attenti alle tendenze dei mercati lavoriamo da anni al miglioramento delle prestazioni ambientali e sociali, già buone, delle nostre aziende".

"Oggi”, afferma, “ritengo che i filati per maglieria pratesi possano dirsi fra i più 'amici dell'ambiente' di quelli sul mercato, sia che si tratti di prodotti riciclati, sui quali il nostro distretto ha competenze uniche al mondo, sia nel caso di fibre vergini. Tuttavia, lavorare prestando attenzione alla sostenibilità e porsi in grado di comprovare questa attenzione attraverso certificazioni e procedure formalizzate non è né semplice né a costo zero".

"Materiali e servizi”, fa notare Pinori, “che diano garanzie in questo senso sono inevitabilmente più costosi di altri; gestire la tracciabilità dei prodotti e muoversi nel mondo complesso e articolato delle certificazioni richiede competenze e anche molto tempo ed energie di noi stessi e dei nostri collaboratori. Le ottimizzazioni che abbiamo realizzato nella gestione aziendale non bastano a compensare questi aggravi. La sostenibilità non è e non deve essere un lusso, ma un obiettivo a cui tutti dovrebbero tendere; un obiettivo che ha un costo significativo di cui anche i nostri committenti sono chiamati ad essere consapevoli".

Le imprese produttrici di filati del distretto pratese sono 82, con 1.500 addetti; il valore della produzione ammonta a 620 milioni.

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