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11 gen 2018
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FGF Industry: Blauer è entrato in 6 mercati europei e ora punta ad USA e Asia

Pubblicato il
11 gen 2018

Positivo il 2017 del gruppo FGF Industry di Montegalda (VI), sempre guidato dallo stilista e Presidente Enzo Fusco, che punta a raddoppiare il fatturato del brand Blauer nei prossimi 3 anni. Fusco è recentemente entrato per il 50% nel capitale sociale del marchio di Boston, nato per vestire i corpi di polizia, dopo averne gestito la licenza mondiale per 15 anni. Inoltre, l’imprenditore ha venduto due anni fa il brand C.P. Company, che gestiva da 5 anni, ai cinesi di Tristate Holdings.

Blauer, autunno-inverno 2018


“Nel 2017 siamo riusciti a chiudere l’anno con un +25% di fatturato Italia e con un +45% all’estero per Blauer, a 48 milioni di euro più le licenze. Abbiamo addirittura realizzato una pre-collezione solo piuma a novembre che ha avuto ottimi risultati di vendita, e quindi stiamo affrontando il 2018 con maggiore ottimismo”, afferma Enzo Fusco, da noi incontrato a Pitti Uomo 93.
 
“Sicuramente nel giro di un anno partiremo con l’America aprendo vari corner o shop-in-shop nei grandi magazzini. Poi penseremo all’Asia”, indica il patron di FGF. “Si tratta di mercati che bisogna affrontare con partner locali che abbiano in mano produzione e distribuzione; non funziona più il sistema costituito solo dall’importatore e dall’agente, il mondo è cambiato”.

Tutte le licenze di Blauer hanno performato benissimo: le calzature, realizzate dalla Bridge di Asolo, che produce un po’ in Italia un po’ all’estero, hanno registrato un volume d’affari di 6 milioni di euro l’anno scorso, fino a rappresentare il 70% del fatturato delle licenze. Il profumo, realizzato dalla veneziana Mavive, è partito ad ottobre “e a Natale era già esaurito nei negozi”, si rallegra Fusco. Inoltre, la Principe di Busto Arsizio ha cominciato a produrre a inizio 2017 accessori e borse uomo/donna di Blauer, mentre gli occhiali sono dal 2016 realizzati con montature fatte all’estero, ma con lenti italiane, dalla padovana HAD Have a Dream. “Alla fine del 2018 una decina di milioni di fatturato con le licenze lo dovremmo raggiungere”, indica Fusco.
 
A parte l’Italia (60% del fatturato di gruppo), i mercati esteri più importanti per Blauer e tutto il gruppo FGF sono Germania e Spagna, che rappresentano il 20% del dato ciascuno (e sono le nazioni cresciute di più nel 2017, rispettivamente del 45% e del 40%), seguiti da Russia e Olanda/Belgio. Lo scorso anno FGF ha aperto anche una prima distribuzione in Francia, Inghilterra, Svezia, Danimarca, Repubblica Ceca (e fra poco toccherà alla Polonia), tutte nazioni in cui è al debutto assoluto.

Blauer, autunno-inverno 2018


Tra gli altri marchi in portafoglio, per BPD Be Proud of this Dress “non facciamo più collezione, ma l’abbiamo concepita come linea flash, uscendo con il prodotto in stagione sul pronto".
 
Per Prince Tees (la linea di t-shirt al 70% in cashmere e al 30% in cotone, cui in seguito si è aggiunto il nightwear, concepita insieme al Principe Emanuele Filiberto di Savoia), “purtroppo in Italia il brand non è stato apprezzato. Che ci sia il cashmere su una t-shirt interessa a pochi qui da noi, a differenza dell’estero. Perciò ora le magliette del Principe saranno vendute solo online e fra poco lanceremo una comunicazione mirata in tal senso”, indica Fusco con una punta di rammarico. “Il vantaggio è che i prodotti costeranno molto meno con l'eliminazione dei passaggi da agenti e negozianti, mantenendosi sotto i 100 euro per una t-shirt”.
 
Infine, Ten C è la linea luxury di nicchia del gruppo. I suoi articoli sono realizzati con una speciale microfibra giapponese in poliestere tinta in capo concessa in esclusiva a FGF, la cui esperienza in questa tecnologia risale all’era C.P. Company, e sono venduti a prezzi più elevati (per esempio, i parka costano da 1.800 a 2.200 euro). Ten C è distribuito in 200 negozi top mondiali, come Antonia a Milano o Barney's a New York. Fusco punta a raggiungere tra i 5 e i 6 milioni di volume d’affari per questa label nel 2018.

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