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FFWD: Mary Katrantzou ha raccontato il suo percorso a Dubai

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
today 29 ott 2017
Tempo di lettura
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Il problema più grande quando si fonda e poi si guida una casa di moda giovane alle prime armi è gestire le persone, e la soluzione più intelligente è ascoltare le opinioni di tutti, compresi i tirocinanti, ha affermato la regina della stampa digitale Mary Katrantzou in un talk show domanda-risposta nel giorno di apertura della settimana Fashion Forward Dubai (FFWD).

Mary Katrantzou a Dubai - DR


“Ero così ingenua quando cominciai, e ai miei genitori dissi che non sarei stata in grado di vendere nulla dalla mia prima collezione poiché per me si trattava di creare una proposta artistica e non di essere commerciale. E loro hanno risposto: ‘Qual è il senso di fare dei vestiti se non ci si aspetta che qualcuno li indossi?’”, ha sorriso la Katrantzou, ricordando il suo debutto davanti a un pubblico di 200 persone all'interno del Dubai Design District.
 
Alla fine, e con grande sorpresa, ricevette tanti ordini, da Londra a Hong Kong, e si rese conto che doveva realmente produrre la collezione. “quello fu il momento in cui dovetti crescere piuttosto velocemente, occupandomi della produzione e della logistica. Lavorare su come fare effettivamente una consegna o controllare un ordine di acquisto a 30 giorni è stato duro”, ha ricordato la stilista 33enne nata in Grecia, che discuteva con Ghlizlan Guenez, fondatore del business di e-commerce The Modist, in una conversazione moderata dalla giornalista di moda basata a Dubai Ritu Upadhyay.

Katrantzou ha debuttato con la sua etichetta nel 2008, creando immediatamente uno stile altamente riconoscibile basato su stampe trompe l’oeil – da gioielli e gemme giganti a bottiglie di profumo a stampe architettoniche. Nel 2011 ha vinto il “British Fashion Award” nella categoria ‘Emerging Talent’; nel 2015 il “Vogue/BFC Fashion Fund Award” assicurandosi la somma di 200.000 sterline (225.690 euro).
 
Comunque, Mary Katrantzou ha ammesso di aver pensato per molto tempo che, visto che le stampe erano così centrali nel suo stile così grafico, le sue creazioni si sarebbero rivolte solamente ad una ristretta elite. “Siccome però i miei modelli sono relativamente coprenti e facili da indossare il mio stile è rapidamente diventato più democratico. Alla fine sono effettivamente riuscita a vestire tre generazioni di donne della stessa famiglia. Dalla nonna estremamente elegante, alla mamma professionista sicura di sé, alla nipote che voleva essere più girly, il che mi ha reso molto felice”, ha detto Katrantzou.
 
Alla domanda riguardante il suo processo creativo ha risposto: “Sono una designer Google-based. Voglio dire che prendo delle idee e navigo sul Web e poi alla fine elaboro ciò che voglio fare”.
 
Mary Katrantzou ha poi ammesso che molti dei suoi progressi sono stati ottenuti grazie alle partnership con altre marche. La stilista ha creato linee di abbigliamento e calzature dai colori caleidoscopici per Adidas; cappotti di ampie dimensioni per Moncler; borse con esclusive stampe di orchidee per Longchamp.
 
“Per essere onesta quando non so nulla di un nuovo prodotto o di una categoria che mi interessa, lavoro con un grande brand che ne sa più di me e finisco per capire tutto abbastanza bene”, ha spiegato.

Mary Katrantzou - Primavera-Estate 2018 - Womenswear - Londra - © PixelFormula


“Qualunque cosa tu faccia, non farti guidare dal mercato”, ha affermato, rispondendo a un’altra domanda. “Se ti limiti a seguire i trend non avrai mai successo. Le tendenze durano quanto? Due anni? Tutti noi vogliamo che le nostre carriere durino decenni, no?”, ha detto la stilista, la quale ha tenuto a sottolineare di essere riuscita a lanciare la sua casa di moda basata su stampe supercolorate nel bel mezzo di un’epoca minimalista. “Se avessi seguito il mercato, se fossi stata market-driven, non avrei potuto creare neanche una collezione!”, ha sorriso. Oggi vende i suoi prodotti in circa 280 punti vendita in tutto il mondo.
 
“È vitale discutere di quello che fai con tutto il team. Condividere idee e sogni, perfino con l’ultimo degli stagisti, che arriva fresco e pieno di speranze. Ma alla fine seguo sempre le mie idee e iniziative”, ha continuato la designer. Ironicamente, una tale mixologa che va pazza per gli stampati si veste sempre di nero. “È un colore che pulisce la tavolozza, per così dire, che non influenza il mio sguardo. Come il mio appartamento a Londra, che è tutto bianco e nero. L’unico momento in cui indosso dei colori è in vacanza, e lì divento fluorescente, al neon!”
 
Spostandosi a parlare dei social media, la Katrantzou ha detto che il suo profilo Instagram rimane molto personale: “Mi piace solo pubblicare immagini di donne indipendenti, specialmente donne che percepisco siano state rese più forti dai miei vestiti”.
 
La Katrantzou ha detto al pubblico rapito che una delle sue più grandi soddisfazioni è stata incontrare una certa signora, che era stata invitata alla cena dei corrispondenti alla Casa Bianca. Dopo che un personal shopper l’aveva indirizzata verso la Katrantzou, lei indossava proprio un abito della stilista in quella serata e tre mesi più tardi ha sposato il suo cavaliere. “Mi ha fatto venire le lacrime agli occhi” si è emozionata la designer. “Mary, puoi aiutarci a trovare quel vestito?!”, ha scherzato la moderatrice Upadhyay, chiudendo l’incontro con una risata generale di ospiti e pubblico.

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