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Ferragamo: perdita netta e -46% di ricavi nel 1° semestre, segnali di ripresa in Asia

Pubblicato il
15 set 2020
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4 minuti
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Nel primo semestre dell’esercizio 2020, terminato il 30 giugno scorso, il gruppo Salvatore Ferragamo ha realizzato ricavi consolidati pari a 377 milioni di euro, riportando un calo del 46,6% a tassi di cambio correnti (-46,9% a cambi costanti) rispetto ai 705 milioni di euro del primo semestre 2019. I ricavi del secondo trimestre 2020 hanno registrato un -60,1% a tassi di cambio correnti (-59,4% a cambi costanti).

Salvatore Ferragamo ha un nuovo sito Web dallo scorso aprile


Nel proprio comunicato ufficiale, l’azienda fiorentina segnala come il significativo calo del fatturato sia stato determinato dal diffondersi della pandemia del virus Covid-19 e le conseguenti decisioni prese dai vari stati in materia di blocchi delle attività commerciali e divieti e limitazioni alla circolazione internazionale delle persone. Tali decisioni hanno comportato la chiusura della maggior parte della rete distributiva del gruppo negli stessi Paesi e una significativa diminuzione dei flussi di traffico nella restante parte, durante il periodo in oggetto.
 
Malino il Retail, i cui ricavi consolidati cono scesi del 41,0% nel semestre (-41,1% a cambi costanti), con un -41,0% a tassi e perimetro costanti (like-for-like), rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel solo secondo trimestre 2020, sono scesi del 51,2% (-50,7% a tassi di cambio costanti), con un andamento like-for-like del -51,0%.

Peggio è andata al Wholesale, che ha registrato un -56,4% nel periodo (-56,8% a cambi costanti), soprattutto in conseguenza del rallentamento subito dal canale Travel Retail e dai Profumi (-66,6% sullo stesso periodo dell’anno precedente).
Nel solo secondo trimestre 2020, i ricavi nelle vendite all’ingrosso sono diminuiti del 75,7% (-74,4% a cambi costanti).
 
L’Asia-Pacifico si riconferma il primo mercato per il gruppo, con il 44,3% dei ricavi totali, -39,9% sul 1° trimestre 2019 (-39,1% a tassi di cambio costanti). La performance del secondo trimestre 2020 nell’area (-35,3% a tassi di cambio costanti), in recupero rispetto al trimestre precedente, ha beneficiato della prestazione positiva dei negozi diretti in Cina Continentale, che hanno registrato un +11,6% delle vendite a cambi costanti. Crescita analoga anche nei negozi diretti in Corea del Sud. In Giappone, i ricavi del 1° semestre sono scesi del 37,4% (-39,3% a cambi costanti), con un secondo semestre a -56,1% a cambi correnti.
 
L’area EMEA rappresenta il 22,8% delle vendite totali del gruppo, ma nel corso del 1° semestre 2020 ha mostrato un calo dei ricavi del 51,7%, con un secondo trimestre  a -71,9% a cambi costanti). Il Nord America è sceso del 54,4% (-57,8% a cambi costanti), con un andamento nel 2° trimestre del -81,1%, mentre il Centro e Sud America ha registrato un calo del 54,6% (-50,1% a cambi costanti) con un andamento nel secondo trimestre del -89,2%.
 
Il margine lordo dei primi sei mesi dell’esercizio 2020 di Salvatore Ferragamo è stato pari a 226 milioni di euro, in calo del 50,5% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio 2019. L’incidenza sul fatturato è diminuita di 480 punti base, passando dal 64,8% al 60,0%, penalizzata nel secondo trimestre soprattutto dal mix di prezzo, a seguito della forzata chiusura dei negozi per il Covid-19 durante la maggior parte della stagione a prezzo pieno e da maggiori accantonamenti per obsolescenza, indica il comunicato.

Male le vendite dei profumi nel 1° semestre per l'azienda fiorentina


Il risultato operativo lordo (EBITDA) è diminuito del 83,9% nel 1° semestre, passando da 184 milioni di euro a 30 milioni, con un’incidenza percentuale sui ricavi del 7,9% rispetto al 26,1% dello stesso periodo del 2019. Male anche il risultato operativo, a -74 milioni di euro (rispetto ai +94 milioni di euro del primo semestre 2019), e soprattutto l’utile netto del periodo, negativo per 86 milioni di euro, rispetto ai 60 milioni di euro positivi registrati nel primo semestre 2019. Infine, al 30 giugno 2020 la posizione finanziaria netta adjusted del gruppo è stata positiva per 58 milioni di euro, al netto dell’effetto del principio contabile IFRS16, ma era positiva di 141 milioni di euro al 30 giugno 2019.

Al 30 giugno 2020 la rete distributiva del gruppo, composta da 643 negozi, poteva contare su 389 punti vendita gestiti direttamente e 254 negozi monomarca operati da terzi nel canale Wholesale e Travel Retail.
 
Un vero peccato dunque, per Ferragamo, l’esplosione della pandemia di coronavirus, in quanto il marchio italiano, reduce da un 2017 e un 2018 molto difficili nei quali ha sofferto di un problema di posizionamento del proprio marchio, aveva cominciato una ripresa l’anno scorso, cui il Covid-19 ha dato una brusca frenata.
 
Ferragamo ricorda poi di aver risentito, sul piano logistico, della chiusura obbligatoria del polo di Sesto Fiorentino, destinato all’approvvigionamento dei mercati di tutto il mondo e alla spedizione degli ordini e-commerce per i mercati europei.
 
La direzione aziendale conferma l’impegno di riduzione dei costi e gli obiettivi di medio lungo termine, “continuando a perseguire il rafforzamento della posizione competitiva del Gruppo Salvatore Ferragamo tra i leader del mercato del lusso”, ma non intende fornire previsioni dettagliate per l’esercizio in corso circa la performance nei vari mercati e canali distributivi, visto che il quadro di mercato, “pur in progressivo miglioramento”, si conferma incerto.

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