Ferragamo: per Credit Suisse nessuna cessione in vista

Ferragamo cede il 2,1% a 17,45 euro in un mercato poco mosso dopo un downgrade a “underperform” da “neutral” di Credit Suisse con target a 14 euro da 21. Anche Jefferies ha tagliato il target a 18 da 19 euro mantenendo il giudizio “hold” nell’ambito di una generale revisione al ribasso delle prospettive del settore e dell’alta valutazione del titolo rispetto ai suoi dati finanziari. 

Facebook/Salvatore Ferragamo

Credit Suisse si chiede se il 2019 non sarà un altro anno di transizione per il gruppo e teme che la recente riduzione del consensus sui risultati 2018 non sia ancora sufficiente alla luce del quadro sempre più incerto della domanda di lusso. In particolare, pensa che sia sottovalutato l’impatto degli investimenti necessari a supportare le vendite (si aspetta una crescita organica del 3% nel 2019 a fronte di un incremento del 5% dell’opex, con un calo di 50 punti base dell’EBITDA margin al 15,8%). 

Il broker ha poi analizzato sei scenari di M&A, concludendo che per ora un’operazione è improbabile, benché la struttura azionaria in mano a vari membri della famiglia potrebbe fare di Ferragamo una possibile preda. “Probabilmente troppo grande per un private equity, vediamo come unici possibili acquirenti i poli industriali. Però, una nostra analisi di sei combinazioni possibili (LVMH, Kering, Moncler, Capri, Tapestry, Richemont) suggerisce che un deal sarebbe accrescitivo in termini di utili solo in quattro casi nei primi tre anni ma sarebbe per tutti diluitivo in termini di ROIC (ritorno sull’investimento)”. Gli acquirenti meno probabili, secondo questa valutazione, sono le americane Capri e Tapestry.

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