Fast Retailing entra nel capitale della maison Lemaire

Il gruppo giapponese Fast Retailing rafforza i legami stabiliti con il designer Christophe Lemaire. Dopo che questi è diventato direttore artistico del centro di ricerca e sviluppo parigino di Uniqlo nel 2016, il distributore nipponico acquisisce oggi una quota di minoranza del capitale della casa di moda dello stilista. Christophe Lemaire e il suo socio, Sarah-Linh Tran, mantengono il controllo della società.

Christophe Lemaire - Uniqlo

Si tratta di una riorganizzazione del capitale, poiché BPI France, che sostiene la maison Lemaire dal 2015 tramite il suo fondo Mode et Finance 2, cede il posto a questo gruppo industriale attivo a livello mondiale. Il fatturato della casa di moda parigina di prêt-à-porter maschile e femminile “è così passato da 2 a 10 milioni di euro in 3 anni”, nota BPI France. Un organismo sul quale il designer ha potuto contare per supportarlo “in un momento in cui la nostra società aveva bisogno di crescere e strutturarsi”, precisa Christophe Lemaire. “Il progetto e il marchio hanno ormai raggiunto una maturità e un riconoscimento che consentono di affrontare una nuova tappa di sviluppo accogliendo Fast Retailing, già partner strategico dell’azienda dal 2015, nel nostro capitale”.
 
Fast Retailing precisa inoltre che il mandato di Christophe Lemaire alla testa del polo creativo parigino di Uniqlo è rinnovato per 5 anni. Per il gruppo giapponese non si tratta del primo investimento nell’universo del prêt-à-porter d’alta gamma, dato che possiede il marchio Theory dal 2003. Fast Retailing, i cui marchi francesi Princesse Tam Tam e Comptoir des Cotonniers sono in difficoltà, in questa fase non intende rendere Lemaire una filiale sussidiaria del gruppo.
 
Christophe Lemaire aveva collaborato per la prima volta con Uniqlo per una capsule moda nella stagione autunno-inverno 2015. Una seconda mini-collezione era stata creata per la primavera-estate 2016, prima che il designer fosse nominato lo stesso anno a capo della linea Uniqlo U (emanazione della loro cooperazione), un guardaroba costituito di capi basici allo stesso tempo funzionali e sobri, arricchito da un tocco creativo.
 
Trascinato dall’espansione di Uniqlo all’estero, il gruppo, che vanta una rete di 3.400 negozi, prevede di varcare la soglia dei 2.100 miliardi di yen (16 miliardi di euro) nell’esercizio 2018, per un incremento delle vendite pari al 13,3% rispetto all’anno precedente.
 
Con l’arrivo nel capitale di Fast Retailing, Lemaire consolida il proprio azionariato, rafforzando al contempo i legami con il gigante giapponese. La firma di prêt-à-porter, conosciuta per il suo stile chic senza tempo, particolarmente apprezzata in Giappone, e posizionata nel segmento del lusso accessibile, sarà così in grado di continuare il suo sviluppo.
 
Tra il 2012 e il 2017, il suo fatturato è quintuplicato. Distribuita presso circa 200 clienti multimarca, soprattutto in Europa e Asia, la griffe, che ha cambiato nome nel 2015 passando da Christophe Lemaire a Lemaire, dispone anche di una boutique in proprio a Parigi, nel quartiere del Marais, al numero 28 di rue de Poitou.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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