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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
25 giu 2021
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4 minuti
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Fashion Week maschile di Parigi: terzo giorno con Rick Owens, Louis Vuitton e Issey Miyake

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
25 giu 2021

Nell’intenso terzo giorno della settimana della moda maschile parigina (giovedì), dieci delle dodici maison in programma hanno presentato le loro collezioni su Internet, senza pubblico. FashionNetwork.com ha passato in rassegna tre delle migliori collezioni, il cui messaggio chiave era: “Siate fedeli a voi stessi”.

 


Rick Owens: guerrieri da discoteca eco-friendly in spiaggia
 
Giovedì la Fashion Week parigina del menswear presentava in cartellone un solo show dal vivo, e di uno dei designer migliori, anche se si è svolto sulla spiaggia del Lido di Venezia, la città in cui Rick Owens vive per metà dell'anno.
 
Per quello che sarà probabilmente il suo ultimo défilé in laguna (poiché lo stilista spera di tornare a Parigi questo autunno e presentare uno show dal vivo per la settimana della moda di prêt-à-porter femminile), il californiano ha deformato, esploso e decostruito lasciandosi bellamente andare... per un risultato finale dei migliori possibili. Con un gesto generoso, ha persino invitato un artista locale, Swampgod, a visitare la sua vicina fabbrica di Venezia per tagliare a pezzi vecchi stock, divenuti così “decostruzioni delle mie decostruzioni”, ha spiegato Rick Owens. 
 
Il designer ha utilizzato anche molti materiali ecologici – dal cupro biodegradabile ricavato da cascami di cotone alla viscosa certificata FSC – inserendosi per sua stessa ammissione in una nuova era che punta a “far sposare assieme delle cose contraddittorie, il glamour e la responsabilità, la riflessione”.
 
Risultato finale: i suoi eroi minimalisti gotici non erano mai sembrati così organici mentre trascinavano i loro jeans sulla sabbia ciottolosa del Lido, mentre le loro redingote senza maniche quasi volavano via e le loro maglie a rete erano piene di buchi.
 
Una critica frequente è che il posto migliore per indossare le collezioni di Rick Owens è una sfilata di Rick Owens, poiché la sua estetica è esigente e i suoi codici occulti. Ma la prova della verità per un vero artista, come lui è, è la capacità di sviluppare uno stile potente e iconico. E oggi sono rari su piazza i creatori di moda singolari quanto lui a livello globale. Questa collezione, come tutto quello che fa Rick Owens, non poteva essere creata che oggi.

 


Louis Vuitton: un “Amen Break” secondo Virgil Abloh
 
L’immagine d’apertura: un tizio disteso in abito e mascherina neri, con una spada cerimoniale da samurai e il cilindro ammaccato della volpe di Dickens.
 
“Il più grande samurai dell'Impero”, secondo la voce fuori campo. Il personaggio attraversa quindi una cava gigantesca, dove incontra un altro ninja chic. Queste due sagome vestite di nero finiscono in un finto bosco di betulle. Tutti i modelli in questo bosco portano una borsa: zaini giallo brunito, cartelle in pelle arancione dalle forme squadrate, valigie a righe vecchio stile da weekend, senza ruote.
 
I loro look: maglioni di un rosso da cabina telefonica britannica che proclamano “Vuitton Rocks”, completi verdi a scacchi con gonne da samurai al posto dei pantaloni, tute con bordi larghi, abiti blu Klein completati da un cappello di pelliccia su cui era piantata una bandiera scozzese con la croce di Sant'Andrea.
 
Il creatore delle collezioni maschili della maison, Virgil Abloh, architetto e dj le cui radici fashion affondano nello streetwear concettuale, non è un sarto di formazione. Ma la collezione conteneva delle giacche doppiopetto e cinturate molto belle, in stile dickensiano, e pantaloni con lo spacco.
 
In poche parole, ecco una vivace collezione commerciale che amplia la grammatica della moda, anche se ci si chiede perché proporre un video di 17 minuti quando un terzo sarebbe stato più che sufficiente. Soprattutto considerando il suo titolo, “Amen Break”: ci voleva proprio un intervallo!
 
Potrebbe essere il momento, in questi tempi in cui le stagioni della moda virtuali si susseguono a non finire, che i designer delle generazioni X, Y e Z diano un'occhiata al finto documentario satirico realizzato sul mondo delle sfilate di moda nel 1966, Chi sei, Polly Maggoo?, film d’autore francese diretto da William Klein. La moda, come la vita, è troppo importante per essere presa sul serio.

Issey Miyake


Uomo Plissé Issey Miyake: comfort sofisticato per un insieme umano
 
Intitolata “Human Ensemble” (insieme umano, ndr.), l'ultima collezione d'abbigliamento maschile della griffe giapponese prende spunto da un attento studio delle forme del nostro corpo. E mostra come un design intelligente possa adattarsi e creare abiti particolari, ma comodi da indossare.

Sullo sfondo di una chitarra slide dai toni blues, l'elegante video diretto da Kazunali Tajima includeva una prima serie chiamata “Body Arch”. Realizzato in poliestere riciclato al 100%, simile a un cartone di altissima qualità, ogni pezzo modellava amorevolmente il busto. Tuniche, top e giacche da autista con maniche raglan, con tagli morbidi per facilitare i movimenti.
 
Altre maglie damascate incarnavano il ricco minimalismo associato a Miyake, etichetta creata da un sarto i cui vestiti sembrano ancora istantaneamente riconoscibili, anche se il fondatore si è ritirato oltre un decennio fa.
 
Con un cast atipico, da boscaioli barbuti a valenti artisti - una trentina di amici della maison - la maggior parte con indosso occhiali alla David Hockney, questo video molto fluido è stato realizzato per i gentiluomini creativi che compongono la clientela del brand.

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