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Farfetch vede crollare il suo titolo e smentisce di voler acquistare Barneys

Pubblicato il
today 28 ago 2019
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Farfetch martedì sera ha pubblicato una smentita dell’articolo del New York Timesche lo riguardava pubblicato lunedì. Il motivo? Secondo il giornale americano, lo specialista nelle vendite di moda online starebbe per acquistare l’insegna Barneys, che naviga in brutte acque. “La notizia è infondata, non stiamo comprando Barneys New York”, ha tenuto a precisare il gruppo. Perché nonostante i numerosi investimenti recenti, l'azienda diretta da José Neves sta anch’essa vivendo un periodo difficile.

José Neves, fondatore di Farfetch


Farfetch si appresta a festeggiare l’anniversario del suo debutto alla Borsa di New York — con una valorizzazione borsistica in calo e un prezzo dell’azione in caduta libera. Le azioni della società (che ha la sede sociale a Londra) sono scivolate da un valore di 22 dollari il 26 luglio a 9,62 dollari nella prima mezz’ora della giornata del 26 agosto. Lo scorso 21 settembre, le azioni della società erano scambiate a 28,45 dollari... ma sono riuscite a superare quel prezzo una sola volta in un anno.
 
L'anno scorso, il capitale flottante della società aveva aumentato la sua valutazione fino a 5,8 miliardi di dollari (5,21 miliardi di euro), ma la sua attuale capitalizzazione di Borsa è più vicina ai 2,85 miliardi di dollari (2,56 miliardi di euro).

Il crollo nelle ultime settimane è arrivato dopo che la società ha annunciato utili deludenti a luglio, con entrate crescenti, ma anche perdite sempre più importanti e nessun segno di utili all'orizzonte.
 
Anche Condé Nast aveva preoccupato gli analisti, perché aveva deciso di recuperare la sua quota di quasi 300 milioni di dollari in Farfetch: numerosi articoli di stampa suggerivano che il gruppo editoriale fosse preoccupato per le elevate spese di marketing sostenute dall’azienda britannica.
 
Inoltre, pare che diversi studi legali starebbero prendendo in considerazione la possibilità di intentare delle cause collettive contro la società, sulla base del fatto che avrebbe potuto indurre in errore gli investitori in merito alle sue prospettive. Tuttavia, queste azioni legali sono relativamente comuni nel caso di aziende il cui prezzo delle azioni è sceso rapidamente (soprattutto quando hanno lanciato le loro IPO a un livello così elevato), e quelle che ottengono un successo sono veramente rare.
 
In un contesto simile, alcune decisioni di Farfetch, come spendere 675 milioni di dollari in contanti e azioni per acquisire l’italiano New Guards Group o contribuire allo sviluppo di Libra Blockchain, sono state difficili da far digerire agli azionisti.
 
Bisogna comunque tenere presente che la strategia dichiarata di José Neves, fondatore e CEO di Farfetch, consiste nel “ritagliarsi la fetta più grande nella crescita per 100 miliardi di dollari che è prevista nel settore del lusso online”.
 
Spendere molto per stimolare il proprio sviluppo può essere una strategia rischiosa, ma Farfetch sembra raggiungere i suoi obiettivi di crescita delle vendite. E il suo approccio ricorda quello di un altro gigante dell’e-commerce, Amazon, che ha appena sacrificato per anni i suoi profitti allo scopo di conquistare quote di mercato, nonostante il cattivo umore dei suoi azionisti.
 
Il prezzo delle azioni Amazon è il riflesso di questa strategia. Costavano solo 177 dollari ciascuna nel 2012, quindi 966 dollari l’una due anni fa. Lunedì scorso si trattavano a 1.757 dollari, pari ad una capitalizzazione borsistica di quasi 870 miliardi di dollari (782,9 miliardi di euro). Farfetch forse non raggiungerà mai questo livello, ma la sua strategia, se si dimostrerà efficace, potrebbe regalargli un'esplosione negli anni a venire.

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