Fabrizio Servente (Woolmark): “I Millennials sono intelligenti e sensati, sempre più orientati verso fibre naturali come la lana”

The Woolmark Company è l’autorità globale della lana Merino a tutti gli effetti. La sua storia inizia con gli allevatori australiani di pecore Merino, che producono e raccolgono la lana di migliore qualità nota all’uomo (oggi sono 55.000 quelli aderenti all’organizzazione). In collaborazione con gli stabilimenti tessili di tutto il mondo, dal Giappone all’Italia, il consorzio di matrice australiana investe in ricerca e sviluppo, migliorando la fibra e ispirando gli stilisti mondiali a realizzare capi in lana Merino. Nel 1964 nacque il simbolo Woolmark. Il suo scopo è agire come garanzia indipendente di qualità di ogni prodotto a cui è applicato (oltre 5 miliardi finora), il che fa di Woolmark il marchio di qualità per i prodotti tessili più conosciuto al mondo. FashionNetwork.com ha chiesto a Fabrizio Servente, Global Strategic Advisor di Woolmark, quale sia lo stato di salute del comparto laniero, e se la lana non è più vista come un tessuto “vecchio” dai giovani.

Fabrizio Servente - The Woolmark Company

FashionNetwork: Come sono andate le importazioni di lana in Europa nel 2017 e qual è la sua analisi del dato?
Fabrizio Servente:Nel 2017 le importazioni, in termini di volumi, non si sono modificate di molto. C’è stata qualche lieve flessione ma, al tempo stesso, un incremento notevole in termini di fatturato dovuto all’innalzamento del prezzo della lana nell’ultimo anno. In settori come quello dello sport e sportswear, invece, la domanda è in aumento.
 
FN: Le applicazioni pratiche della lana aumenteranno ancora nel prossimo quinquennio? E in quali settori?
FS: La domanda della lana è in continuo aumento nel mondo. Tenendo fermo il mercato tradizionale della moda, gli incrementi sono previsti nei “nuovi” settori, che in realtà nuovi non sono, visto che sono segmenti ripresi, dove la lana era completamente sparita: lo sport e lo sportswear. Ragioni attribuibili alla maggior sensibilità del consumatore, che vive in un contesto di sostenibilità, di cui la lana è la fibra di eccellenza e anche al fatto che si tratti dell’unica fibra naturale che possiede caratteristiche che rispondono perfettamente alle esigenze di performance richieste dallo sportivo contemporaneo (prestazioni tecniche, resistenza all’odore, traspirabilità).
 
FN: Il rapporto della lana con i Millennials vive una fase di conflitto oppure i giovani stanno riscoprendo ed apprezzando gli indumenti e gli accessori realizzati con questa materia prima?
FS: I Millennials innanzitutto sono dei giovani intelligenti, che per primi hanno riaffrontato i grandi temi del pianeta, dopo decenni di buio. Tra questi grandi temi c’è anche un sensato approccio all’abbigliamento, al fashion e allo sport. La sensibilità verso i temi di ecosostenibilità fa sì che le scelte sempre di più siano e saranno orientate verso fibre naturali. Parlando di giovani, e quindi di consumatori che praticano sport, la fibra naturale che risponde alle esigenze di performance dello sport è la lana. Questo è sicuramente un trend a crescere, nonostante il prezzo di un manufatto di lana sia superiore rispetto a uno realizzato con fibre sintetiche; ma essendo un altro argomento molto attuale, quello della durabilità dei prodotti, la lana sicuramente ha un grande vantaggio rispetto a qualsiasi altra fibra.
 
FN: Quali sono le caratteristiche della collaborazione appena nata con la World Surf League (WSL)? The Woolmark Company realizzerà altre partnership di questo tipo con aziende, marchi o stilisti nel prossimo futuro?
FS: Sicuramente sì, questo è solo un esempio dell’impegno di The Woolmark Company nel promuovere la lana nel settore dello sport. Altri lo hanno preceduto e molti altri di altissimo livello e di respiro globale seguiranno a breve. Per quanto riguarda la collaborazione con la WSL, da essa è scaturita una linea esclusiva di capi d’abbigliamento realizzati in lana Merino australiana. A unire i due brand, c’è il fatto che l’Australia è una delle migliori destinazioni al mondo per il surf ed è la migliore produttrice al mondo di lana Merino, ma anche il comune impegno per la salvaguardia dell’ambiente: una quota compresa tra il 20 e il 35% delle microplastiche presenti nelle acque degli oceani deriva infatti da fibre di abbigliamento sintetico, e così per WSL scegliere una fibra di lana 100% naturale, rinnovabile e biodegradabile è stato semplicissimo (La linea, che è già acquistabile online, comprende capi base-layer da uomo e da donna, una felpa con cappuccio e zip, una T-shirt da donna, una maglietta da uomo a manica lunga e un berretto, ndr.). 
 
FN: L’ultima edizione di Milano Unica ha posto sempre più al centro i temi di sostenibilità e tracciabilità della filiera. Quali pratiche mettono in atto gli allevatori che fanno parte di The Woolmark Company per essere il più sostenibili possibile per l’ambiente?
FS: Parlando di ambiente la lana australiana, che rappresenta l’80% della produzione di lana per l’abbigliamento nel mondo, non ha particolari problemi in quanto è fatta di sole, erba e acqua e non necessita di altro, né di pesticidi, come tante altre fibre vegetali, né di sostanze inquinanti per l’allevamento. Penso che le pecore Merino australiane, tra gli animali allevati dall’uomo, siano di gran lunga le più fortunate, vivendo la loro intera vita in una terra sconfinata dai paesaggi unici del territorio. Rientra in fattoria solo per essere tosata una volta all’anno. Più sostenibile di così….!

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