×
1 579
Fashion Jobs
GUCCIO GUCCI S.P.A.
Gucci Leather Goods Merchandising Senior Manager
Tempo Indeterminato ·
DELL'OGLIO
HR Generalist
Tempo Indeterminato · PALERMO
DELL'OGLIO
Senior Fashion Buyer
Tempo Indeterminato · MILANO
C.P. COMPANY
Logistic Specialist
Tempo Indeterminato · MENDRISIO
FOURCORNERS
Area Manager
Tempo Indeterminato · ROMA
AZIENDA DEL SETTORE FASHION & LUXURY
Specialista Amministrazione Del Personale
Tempo Indeterminato · MILANO
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Retail Operation Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Buyer Allestimenti Visual - Emporio Armani
Tempo Indeterminato · MILANO
LAVOROPIÙ DIVISIONE MODA
Impiegato/a Commerciale - Accessori e Minuterie - Settore Fashion
Tempo Indeterminato · PADOVA
247 SHOWROOM
Regional Account Manager DACH
Tempo Indeterminato · MILANO
FOURCORNERS
Learning And Development Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
BOTTEGA VENETA SRL
Bottega Veneta People Engagement And Employer Branding Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
ANONIMA
Allocatore
Tempo Indeterminato · MILANO
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Retail Training Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
CONFIDENZIALE
Retail Manager
Tempo Indeterminato · NAPOLI
ANONIMO
Responsabile di Magazzino
Tempo Indeterminato · MILANO
MICHAEL PAGE ITALIA
Head of Communication Per Noto Brand Del Lusso
Tempo Indeterminato ·
BALENCIAGA LOGISTICA S.R.L.
Balenciaga IT Project Leader
Tempo Indeterminato ·
SELTIS HUB SRL
Autista Personale di Presidenza
Tempo Indeterminato · MILANO
FOURCORNERS
Media Marketing Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
LAVOROPIÙ DIVISIONE MODA
E-Commerce Specialist Azienda Fashion
Tempo Indeterminato · GAGGIO MONTANO
FOURCORNERS
Sales Account
Tempo Indeterminato · REGGIO CALABRIA
Di
APCOM
Pubblicato il
15 giu 2018
Tempo di lettura
3 minuti
Condividi
Scarica
Scaricare l'articolo
Stampa
Clicca qui per stampare
Dimensione del testo
aA+ aA-

Eurasia strategica per l'export Made in Italy, prodotti tessili tra i più richiesti

Di
APCOM
Pubblicato il
15 giu 2018

Supera i 5,7 miliardi di euro l'interscambio tra l'Italia e l'Unione Economica Eurasiatica (UEE), il mercato di libero scambio tra Russia, Kazakistan, Bielorussia, Armenia e Kirghizistan che, nel corso del primo trimestre 2018, ha importato Made in Italy per più di 2 miliardi di euro, in aumento dell'1,7% sullo stesso periodo dello scorso anno. Una crescita prudente che però conferma l'importanza dell'asse commerciale con l'alleanza eurasiatica dopo un 2017 chiuso oltre quota 9,1 miliardi di export da parte italiana (+15,1%), per circa 22,9 miliardi di interscambio (+13,7%).

Facebook/Reda 1865


Sono i dati presentati oggi durante il 6° seminario eurasiatico in corso a Roma, organizzato da Associazione Conoscere Eurasia, Roscongress, Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, Camera di Commercio Bielorussa, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia e Studio legale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners. "Le imprese italiane”, ha detto in apertura del forum il presidente dell`Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, “stanno potenziando la loro presenza non solo in Russia, dove il pragmatismo del business continua a scontrarsi con le difficoltà imposte dalla geopolitica, ma anche negli altri mercati dell'Unione. L'Eurasia ha un ruolo centrale nelle relazioni tra Est e Ovest e nella scacchiera geopolitica globale, e i recenti accordi tariffari dell'Unione economica eurasiatica con la Cina e l'Iran”, ha concluso, “ne sono una chiara dimostrazione. L'Italia non può non giocare questa partita. Così come può avere un ruolo determinante nel dibattito europeo per eliminare le sanzioni contro la Russia, che nel primo trimestre ha ridotto gli acquisti dal nostro Paese dell'1,1% e dell'1,3% nel solo mese di aprile".

Con quasi 8 miliardi di importazioni di Made in Italy nel 2017 (+19,3%), la Russia si conferma l'economia di riferimento per le aziende italiane in Eurasia, mentre sul fronte delle performance è la Bielorussia il mercato che si è dimostrato più dinamico, con un aumento della domanda di beni e servizi italiani del 31,7% (367,4 milioni di euro), seguita da Armenia (+23,9%, 117 milioni di euro) e Kirghizistan (+2%, 22,1 milioni di euro). Per quanto riguarda il Kazakistan, dopo una riduzione delle esportazioni italiane nel 2017 (-24,7%, 632,3 milioni di euro), penalizzate dal manifatturiero (macchinari -28%, metalli -65%), nel primo trimestre di quest'anno le vendite tricolori tornano a crescere: quasi 160 milioni di euro, +18,2% sullo stesso periodo 2017.

Complessivamente, oltre ai macchinari e alle attrezzature Made in Italy, che nel 2017 hanno realizzato vendite nell'UEE per più di 2,7 miliardi dell'export (+25%), sono i tessili (1,75 miliardi di euro, +13%) e i prodotti chimici (670 milioni di euro, +9%) a trainare le esportazioni italiane nell'Unione Eurasiatica, mentre sulla bilancia commerciale pesano soprattutto le importazioni di prodotti minerari (9,6 miliardi di euro), metalli (2 miliardi di euro) e prodotti petroliferi (1,24 miliardi di euro).

Tra i temi dei lavori, anche due focus dedicati specificamente alla Bielorussia e all'Uzbekistan, quest'ultimo anello di congiunzione verso il Medio Oriente nello scenario della "Greater Eurasia" e con uno status di osservatore nell'ambito dell'UEE.

Attualmente l'economia uzbeca rappresenta un potenziale da 32 milioni di persone; un mercato emergente che nel 2017 è valso all'Italia solo 169,3 milioni di euro di esportazioni, con un interscambio commerciale che non ha raggiunto i 200 milioni di euro. La meccanica, il tessile e i prodotti chimici sono i settori del Made in Italy più richiesti, ma le opportunità future di partnership si estendono ai settori ad alto contenuto tecnologico e di know-how tricolore, come il comparto agricolo, quello industriale e la moda.

Fonte: APCOM