Etam punta sempre più in alto

Etam, marchio di lingerie e Prêt-à-porter femminile internazionale, sembra proprio fare le cose sempre più in grande. Il 24 gennaio ha affascinato una platea di oltre 1000 invitati con il suo défilé nella prestigiosa cornice del Grand Palais di Parigi dove, accompagnati da musica dal vivo e da una scenografia di grande effetto, hanno sfilato i capi Etam per la primavera-estate 2011.

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La Sfilata di Etam Underwear al Grand Palais di Parigi

Nella mattinata che ha preceduto l’evento Natalia Vodianova, splendida testimonial dal 2008 delle campagne pubblicitarie di Etam nonché creatrice di alcune collezioni per il marchio, ha incontrato una rosa di giornalisti all'Hôtel Ritz, in Place Vendôme. Proprio qui Etam debuttò con il suo primo défilé nel 2009, ripetendo l’esperienza anche l’anno sucessivo. Il salto al Grand Palais, location che è solita ospitare le sfilate di griffe del calibro di Chanel, dovrebbe aver permesso al gruppo di dar vita alla più importante sfilata di intimo d’Europa.

Etam
La Sfilata di Etam Underwear al Grand Palais di Parig

Un’Europa dove il Gruppo Etam è sempre più presente, seppur il mercato di riferimento resti la Francia, che pesa per il 50% del fatturato globale dell’azienda, mentre il restante 50% è suddiviso tra Cina (30%) e altri paesi esteri (20%). In Italia il brand si sta ritagliando piano piano la sua fetta di mercato, non senza qualche difficoltà, a causa di competitor molto forti nel settore della lingerie. Nel nostro paese Etam è infatti presente per ora solo con una decina di punti vendita, a Milano e a Roma, dove prevede di inaugurare altre due vetrine nel 2011.

“In Cina abbiamo circa 3000 negozi, di cui solo 120 dedicati alla lingerie. Come su tutti i paesi emergenti le donne comprano infatti prima di tutto il prêt-à-porter, gli accessori e la cosmetica” ha spiegato a FashionMag.com Laurent Milchior, CEO del Gruppo Etam. “Siamo poi presenti in Spagna, Benelux, Germania (solo con il brand 123) e in italia (solo con negozi di lingerie), paesi che gestiamo in maniera diretta attraverso nostri punti vendita, nonché in un’altra trentina di paesi, tra cui spiccano Arabia Saudita, Marocco, Russia e Repubblica Ceca, dove siamo presenti via dei franchising, sempre comunque monomarca”, ha concluso il Manager.

Una presenza internazionale di tutto rispetto, che si incrementerà ulteriormente nei prossimi due anni, periodo in cui Etam ha in vista un fitto piano di aperture. “Continueremo lo sviluppo in Cina, dove nel 2010 abbiamo inaugurato circa 400 negozi e dove prevediamo di aprirne altrettanti nell’arco del 2011, concentrandoci sia sui corner nei grandi magazzini, nostro format attuale, che su veri e propri negozi nelle città e nei centri commerciali. In Europa invece pensiamo di aprire una cinquantina di boutique e di concentrarci soprattutto sul restyling di quelle già esistenti ispirandoci ai nostri concept più recenti” ha aggiunto Laurent Milchior.

Tra le novità dei prossimi mesi c’è anche l’apertura di un secondo store a Parigi: 500 metri quadrai dedicati alla lingerie e situati nel cuore della città, in Rue de Rivoli, dove Etam occupa già un intero palazzo di vari piani con il suo immenso flagship.

Il 2010 è stato un anno positivo per il gruppo, nonostante abbia sofferto nell’ultimo trimestre a causa degli scioperi e delle condizioni climatiche sfavorevoli. Le vendite in Europa sono infatti leggermente calate (-1% a 198 milioni di euro, che tocca quasi quota -5% a tassi costanti e perimetro comparabile). Tra ottobre e novembre le vendite dei brand Etam e 1.2.3. sono calate rispettivamente del 3,3 e del 9,5%. Nel quarto trimestre le vendite in Cina sono invece cresciute del 27,5% a 110 milioni di euro, (ma del 2,4% a tassi costanti e perimetro comparabile). Globalmente il gruppo ha subito un calo delle vendite del 3% nel terzo trimestre, ma sull’anno ha registrato una crescita del suo fatturato del 2,6% a più di 1,1 miliardi di euro.

Di Elena Passeri

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