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Pubblicato il
16 gen 2017
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Essilor-Luxottica: la fusione divide i sindacati francesi, ma cambierà la dinamica del comparto

Di
Ansa
Pubblicato il
16 gen 2017

I sindacati transalpini CGT e CFE-CGC si sono definiti “sorpresi” all'indomani dell'annuncio della fusione tra l'azienda francese di lenti oftalmiche Essilor e il produttore italiano di occhiali Luxottica. Solo il sindacato dei dirigenti vi ha visto un segnale “positivo”.

Ansa


Michel Fauser, rappresentante del sindacato CGT ha parlato di uno “choc” per i dipendenti dell'azienda francese, che – particolarità del gruppo - sono “tutti azionisti”. Per il momento “sopporteremo, nell'attesa di vedere che pietanza ci faranno mangiare”, ha aggiunto.

Secondo Michel Fauser, che la fusione non sia stata annunciata agli organi rappresentativi del personale solleva “grandi domande in relazione al dialogo sociale” all'interno dell'azienda. Alla fine del 2016, la direzione aveva “rotto unilateralmente” i negoziati annuali obbligatori, ha spiegato.

L'altro sindacato CFE-CGC ha confermato che “l'annuncio è stata una sorpresa”, giudicando il progetto di unione “piuttosto positivo” e “un'opportunità di forza strategica nel mercato dell'ottica”.

“Essilor era in una situazione per cui bisognava prendere delle decisioni”, sostiene la rappresentante del sindacato dei quadri. Il sindacato prevede tuttavia che “come in molte fusioni, ci saranno necessariamente delle ristrutturazioni”, aggiungendo che sarà “vigile sulle future trattative sindacali”.

Essilor ha 61.000 dipendenti, contro gli 80.000 circa dell'azienda veneta. La futura entità, la cui sede sociale sarà collocata nella periferia di Parigi, a Charenton-le-Pont (Val-de-Marne), dove si trova già la sede di Essilor, varrà più di 15 miliardi di euro di fatturato.

L'intesa dà vita ad un gruppo con una capitalizzazione da 50 miliardi di euro, del quale Leonardo Del Vecchio sarà il maggiore azionista con il 30% e ricoprirà il ruolo di presidente esecutivo, mentre l'amministratore delegato di Essilor, Hubert Sagnieres, sarà il vicepresidente esecutivo. La società sarà quotata a New York.

Giuste e legittime le preoccupazioni dei sindacati, ma è indubbio che l'accordo è in grado di cambiare la dinamica dell'industria degli occhiali, un mercato da 90 miliardi di euro, considerato uno dei settori a più forte crescita. Secondo gli analisti, le prospettive per l'industria sono infatti “ottimistiche”, con il settore previsto in crescita di oltre il 2% fino al 2020. A spingere le vendite è il cambiamento demografico, soprattutto in Asia. Dei 7,3 miliardi di persone al mondo, il 63% ha bisogno di lenti correttive ma solo 1,9 miliardi ha già acquistato occhiali, lenti o si è sottoposto a interventi chirurgici.

Secondo le stime, hanno bisogno di occhiali circa 2,6 miliardi di persone, in particolare in Asia, Africa e America Latina.

Essilor e Luxottica avevano già valutato un accordo tre anni fa, quando Sagnières aveva contattato Luxottica. Le trattative però non erano decollate per scetticismo di Del Vecchio.

Essilor da allora si è sottoposta a una ristrutturazione, con la quale è divenuta una società più orientata ai consumatori e, riporta il “Financial Times”, più 'adatta' a Luxottica. Gli analisti ritengono da tempo che una fusione fra Essilor e Luxottica sarebbe stata positiva, offrendo un piano di successione per il gruppo, considerati i 20 anni di differenza di età fra Del Vecchio e Sagnières.

Gianluca Bolelli con Ansa e AFP

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