Esprit raddoppia le perdite nel primo semestre 2018-19

Dopo aver annunciato alla fine di novembre un drastico piano di razionalizzazione, che dovrebbe concretizzarsi quest’anno, Esprit, gruppo di moda basato a Hong Kong e Düsseldorf, ha rilasciato il 26 febbraio i dati relativi al primo semestre dell’esercizio 2018-19, chiuso il 31 dicembre 2018.

Collezione autunno/inverno 2018-19 - Esprit

Le vendite a cambi correnti sono diminuite del 14,4%, attestandosi a 6,766 miliardi di dollari di Hong Kong, circa 758 milioni di euro. La società attribuisce il calo alla “razionalizzazione della rete distributiva, ma anche alla diminuzione delle presenze in negozio, dovuta soprattutto alla debolezza del brand e della sua offerta”. La superficie di vendita totale di Esprit nel mondo si è ridotta dell’11% nel periodo.
 
Ma oltre alla diminuzione del perimetro, un altro indicatore rappresenta un problema per l’azienda: le perdite nette hanno raggiunto quota 1,773 miliardi di dollari di Hong Kong (198 milioni di euro), quasi il doppio rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente (954 milioni di dollari). Esprit ha subito un costo eccezionale di 1,418 miliardi di dollari, legato al piano di ristrutturazione volto a chiudere i negozi non profittevoli e a ridurre gli effettivi, che include in particolare l’uscita del brand da Australia e Nuova Zelanda.
 
Anche il risultato operativo lordo ha registrato un leggero ribasso, del -1,6%, a 3,471 miliardi di yen (389 milioni di euro), mentre il margine lordo si è attestato al 51,3%, contro il 52,9% dello scorso anno; un calo moderato, dunque, attribuito al miglioramento della qualità degli articoli e a un livello di scontistica più alto.
 
Nominato nell’estate 2018, il patron di Esprit Anders Kristiansen, ex CEO di New Look, ha espresso la sua fiducia nella strategia di rilancio del brand, che però richiederà tempo: “Ci aspettiamo che i prossimi due esercizi finanziari siano di transizione. Le vendite diminuiranno ancora i prossimi due anni a causa della chiusura prevista di alcuni negozi, prima che la crescita sia rilanciata da iniziative legate al marchio e ai prodotti”.

Versione italiana di Laura Galbiati

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