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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
29 ott 2018
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Esprit non raddrizza la situazione nel primo trimestre del 2018/19

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
29 ott 2018

La ripresa non è all'ordine del giorno per Esprit. Mentre continua a ridurre il suo perimetro commerciale, il gruppo d’abbigliamento con sede a Hong Kong ha generato nel primo trimestre dell’esercizio 2018/19 un fatturato di 3,334 miliardi di dollari di Hong Kong (372 milioni di euro), pari a un calo del suo business del 16,2% in valute locali.

Collezione autunno-inverno 2018/19 - Esprit


Questo calo delle vendite è più pronunciato della riduzione della superficie totale di vendita, diminuita del 10,6% in un anno. Nel periodo dal 1° luglio al 30 settembre 2018, tutte le zone nelle quali l’insegna Esprit è presente mostrano un calo dell’attività: in Germania, mercato in cui l’azienda possiede una sede e che rappresenta il 50% dei ricavi, le vendite sono diminuite del 16,8%, mentre il resto dell’Europa mostra una contrazione del 14,5%, e l’Asia-Pacifico del 20%.
 
Se ci concentriamo sui tipi di punti vendita, il business di Esprit nel retail è sceso del 17,8% nel periodo, con l’azienda che indica come ragioni soprattutto la diminuzione del numero dei suoi negozi, ma anche il calo delle presenze e le temperature elevate registrate in Europa alla fine dell’estate. Nel wholesale, il calo delle vendite è stato del 15,5%. Anche il fatturato nell’e-commerce del gruppo si è contratto, nell’ordine del 14,9%, mentre a livello di collezioni, il segmento lifestyle e accessori (-22,8%) è più colpito dell’offerta femminile (-15,9%) e maschile (-10,1%).

Nell'ultimo anno, vale a dire l’esercizio 2017/18, Esprit aveva registrato un calo dell’11,1% delle vendite annue in valuta locale, a 15,455 miliardi di dollari di Hong Kong (1,68 miliardi di euro), ma soprattutto aveva visto crescere le proprie perdite in maniera drammatica fino a 2,554 miliardi di dollari di Hong Kong (278 milioni di euro). L'anno in corso non sembra essere iniziato sotto auspici migliori, mentre la trasformazione nella quale il gruppo si è impegnato sotto la presidenza di Anders Kristiansen, ex New Look, gli dovrebbe permettere di riprendersi. Questo non accadrà senza un ridimensionamento (leggi, riduzione del numero di dipendenti).
 
Alla pubblicazione di questi risultati, la società non ha fornito dettagli sul piano per i tagli di posti di lavoro che metterà in pratica prossimamente in Germania, e che non è ancora chiaro se sarà seguito da ondate di razionalizzazioni nelle altre filiali del gruppo.

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