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Pubblicato il
6 mag 2021
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Erbesi mette il turbo sull’espansione estera e amplia l’offerta

Pubblicato il
6 mag 2021

L’azienda friulana Erbesi, specializzata da oltre 50 anni nella produzione di camerette per bambini, sta dando nuovo impulso al proprio sviluppo estero, anche grazie alla recente nomina di un export manager. Nel mirino della società, che oggi realizza solo il 20% del proprio fatturato fuori dai confini nazionali (in particolare in Russia, Paesi ex URSS, Medio Oriente e Hong Kong), ci sono i mercati europeo (Francia, Spagna e Portogallo in primis), statunitense e mediorientale.
 

La cameretta Bubu in tortora sbiancato di Erbesi


“L’azienda è stata fondata nel 1966 dai miei genitori come piccola produzione che smacchinava e componeva pezzi di legno, occupandosi anche della verniciatura, e riforniva soprattutto dei grossisti a Milano”, racconta a FashionNetwork.com il CEO di Erbesi, Enrico Cantarutti. “Già dalla fine degli anni ’70, con le prime fiere e creando una rete di agenti Erbesi ha cominciato a farsi conoscere e apprezzare a livello nazionale; poi negli anni ’80 grazie alla Fiera del Giocattolo di Milano, che era molto internazionale, siamo entrati in contatto con alcuni importatori di New York e Los Angeles e abbiamo iniziato la distribuzione sul mercato americano, per cui producevamo anche modelli ad hoc. Dalla fine degli anni ’80 abbiamo fatto un balzo in avanti creando le camerette coordinate: siamo stati tra i primi a proporre lettini e accessori tessili con lo stesso decoro e ciò ha dato una forte spinta alle vendite nei negozi”.
 
Nel 2001 Erbesi realizzava 11 milioni di euro di fatturato, circa la metà dei quali generati negli Stati Uniti. “Stavamo pensando di creare un nostro marchio per il mercato statunitense e canadese, ma l’attacco alle Torri Gemelle ha cambiato tutto e abbiamo cominciato a vendere sempre meno negli Stati Uniti”, prosegue Cantarutti. “Ora le cose stanno migliorando, stiamo valutando come riprendere la nostra espansione internazionale e gli USA sono sicuramente uno degli obiettivi”.
 

Un particolare del lettino Moon con led


A livello di prodotti, Erbesi si focalizza sulla fascia 0-4 anni, con lettini, fasciatoi, comò, armadi e corredo tessile. “Stiamo pensando a un ampliamento di gamme, con proposte che possano crescere insieme al bambino: ad esempio, stiamo studiando un lettino modulabile che possa allungarsi fino a due metri, con una parte che diventi scrivania e una comodino”, spiega Cantarutti. “Abbiamo già realizzato dei lettini di seconda generazione, con led adatti anche alla cromoterapia rilassante. Tra le nostre collezioni più iconiche, le linee Tato e Bubu, con l’orsetto addolcito da un tenero fiocco in cotone imbottito o dal fiocco in raso, sono quelle più vendute in tutta Italia. Come novità stiamo inserendo il colore tortora sbiancato, una finitura calda e moderna che sta riscuotendo un buon successo, come alternativa al bianco. Per noi la cosa più importante è fare prodotti di qualità, completamente made in Italy e realizzati da manodopera italiana”.

Tra le novità più recenti introdotte da Erbesi, l’utilizzo di speciali pannelli in truciolare certificato idrofugo per la produzione dei bagnetti-fasciatoio, che in questo modo risultano completamente resistenti all'acqua. Si tratta di un materiale che solitamente viene impiegato per realizzare mobili posizionati in ambienti particolarmente umidi e a contatto con l'acqua, come bagni e cucine, che garantisce ai neo genitori di avere un prodotto pratico e durevole nel tempo.

Il bagnetto-fasciatoio Birba di Erbesi resistente all'acqua


Oggi le camerette di Erbesi sono vendute da circa 500 punti vendita in Italia e dalla catena Prénatal. “Siamo cresciuti insieme ai negozi specializzati e vogliamo continuare così; non pensiamo di vendere direttamente noi sul mercato, nemmeno con un e-commerce”, conclude Cantarutti. “Il 2020 si era aperto molto bene per noi, poi da marzo c’è stato un calo a causa della pandemia ma da maggio siamo ripartiti bene; abbiamo chiuso a 4,8 milioni di euro, in crescita del 7% sul 2019, nonostante il calo subito da una catena come Prénatal, che è stata fortemente penalizzata dalle chiusure nei weekend dei centri commerciali. La progressione è stata trainata soprattutto dall’Italia e dalle nostre linee di fascia medio alta. Per continuare a far crescere il marchio, siamo anche aperti a eventuali collaborazioni o accordi di licenza”.

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