Emilio Pucci: Massimo Giorgetti sul piede di partenza?

Sembra che Emilio Pucci sia in procinto di cambiare stilista. Ancora una volta. Il brand ha cambiato sei designer in 17 anni e fonti indicano che il famoso marchio fiorentino sia nuovamente impegnato nella ricerca di un nuovo direttore artistico.

Massimo Giorgetti al termine della sfilata per l'AI 2017 dell'abbigliamento Donna di Emilio Pucci a Milano - © PixelFormula

Dopo che il gruppo francese LVMH ha comprato il marchio nel 2000, Antonio Berardi ne è stato nominato direttore creativo. Dopo la sua partenza, Julio Espada; Christian Lacroix; Matthew Williamson; Peter Dundas e infine Giorgetti hanno diretto in successione lo stile del brand. Il record di longevità spetta a Dundas, che è durato sei anni, fino alla primavera del 2015.
 
Un portavoce di Giorgetti ha confermato che il suo contratto di tre anni con Pucci si esaurisce nell’aprile del 2018.
 
Tuttavia, questi ha negato che Giorgetti sia scontento di lavorare da Pucci, marchio fondato nel 1947 dall’impetuoso aristocratico italiano Emilio Pucci dopo che una tuta da sci all'avanguardia che aveva disegnato per una signora sua amica venne fotografata da “Harper’s Bazaar”.
 
“Massimo è superfelice da Pucci. Se ha una difficoltà è quella di riuscire a bilanciare il carico di lavoro che ha da Pucci – al quale dedica tre giorni ogni settimana – con quello del proprio brand MSGM, che lo tiene molto occupato e sta crescendo rapidamente”, ha detto il portavoce di Giorgetti. Comunque, i piani rivelati lo scorso anno per spostare la sede di Pucci da Firenze a Milano (la città in cui Giorgetti vive) renderebbero più facile la logistica, ha aggiunto. Alla domanda circa le voci che vogliono LVMH già impegnato in una serie di colloqui per concretizzare un’eventuale sostituzione, il portavoce ha replicato: “LVMH parla sempre con i talenti. Possiede così tanti marchi. Non sappiamo proprio niente riguardo a Pucci”.
 
Tuttavia alcune fonti indicano che Laudomia Pucci, la figlia del fondatore e presidente della società, non sarebbe del tutto soddisfatta di Giorgetti, perché percepirebbe le sue creazioni come troppo populiste per una firma elegante e di alta classe come Pucci.
 
Nato a Rimini, Giorgetti (un ex DJ, che da adolescente lavorava in alcune boutique locali) ha fondato il marchio MSGM nel 2009. Il brand è cresciuto velocemente, diventando un piccolo oggetto di culto grazie alle sue stampe Technicolor, alle grafiche accattivanti e ai richiami alla cultura giovanile. Diffuso in 600 punti vendita worldwide, e con vendite annuali stimate a 45 milioni di euro, il business di MSGM è ormai grande come quello di Pucci. Il marchio di proprietà di LVMH non comunica i propri dati finanziari, ma gli analisti stimano che i ricavi 2016 di Emilio Pucci ammontino a 47 milioni di euro, che quindi non è cresciuto lo scorso anno, a differenza di MSGM, suggerendo che il fatturato di MSGM supererà quello Pucci al termine di quest'anno.
 
La scorsa estate, Giorgetti ha curato “Pucci Elements”, una mostra retrospettiva organizzata a Villa Granaiolo, la storica dimora della famiglia alle porte di Firenze. Oltre a presentare vari disegni del fondatore e di tutti i suoi successori (inclusa Laudomia), nell’evento è stato presentato il nuovo triumvirato alla guida di Pucci: Laudomia, Giorgetti e il CEO Mauro Grimaldi, anch’egli approdato in azienda nel 2015 (a settembre).
 
Né Laudomia Pucci né tantomeno Grimaldi hanno risposto alle richieste di commentare queste indiscrezioni.
 
La prossima scadenza importante di Giorgetti è a giugno, quando presenterà la sua collezione Uomo nella stagione milanese dedicata all’abbigliamento maschile.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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