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4 nov 2022
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Ecomondo: la circolarità è la prossima meta dell’industria della moda

Pubblicato il
4 nov 2022

Torna dall’8 all’11 novembre prossimi alla Fiera di Rimini, per la sua 25ma edizione, Ecomondo, il salone internazionale della green economy organizzato da Italian Exhibition Group (IEG). Anche gruppi leader della moda, come Armani, OTB e LVMH, parteciperanno a questa fiera per fare il punto sulle strategie di sostenibilità, con l’eco-design che si caratterizzerà come fattore decisivo per ridurre l’impatto ambientale dell’80% in un settore dell’industria europea che vale 397 miliardi di dollari, secondo le valutazioni raccolte da IEG. In calendario varie conferenze, presentazioni di case history di fashion brand iconici e i dati della seconda edizione dell’Osservatorio Tessile di Ecomondo.

Ecomondo, la locandina - IEG


La circolarità è la prossima meta da raggiungere per l’industria della moda, secondo gli organizzatori della fiera internazionale della Romagna. Nel Fashion System però la sostenibilità (passaggio fondamentale per un settore così caratterizzante e rilevante per l’economia europea) è ancora da costruire. Secondo le ultime rilevazioni effettuate da Statista, nel 2022 il settore dell’abbigliamento in EU ha raggiunto il valore di circa 397 miliardi di dollari; il dato italiano per l’anno in corso è di 49,25 miliardi di dollari, ma la data base companyamericana specializzata in report di business intelligence stima una crescita in volume del 18,5% nel 2023. Tanto importante per l’economia del continente, l’industria della moda risulta però essere al quarto posto per impatto ambientale, al terzo per consumi di acqua e suolo e al quinto per uso di materie prime e per emissioni di gas serra. 
 
In più, la produzione tessile è responsabile di circa il 20% dell'inquinamento globale dell'acqua potabile, a causa dei vari processi a cui sono sottoposti i prodotti e al lavaggio di capi sintetici, responsabile del 35% delle microplastiche primarie rilasciate nell’ambiente.
 
Per promuovere la transizione ecosostenibile del settore moda, in questa 25a edizione di Ecomondo saranno valorizzate sia le buone pratiche messe in atto da gruppi come LVMH, sia le esperienze di aziende nate con un DNA sostenibile. Come quella di Dario Gruenenfelder, co-fondatore di Muntagnard, che progetta collezioni puntando tutto su uno strettissimo controllo della filiera e sulla riciclabilità e riutilizzabilità delle materie prime. O quello di Anna Fiscale che, con il suo Progetto Quid, oltre a realizzare le proprie linee a partire dal recupero di eccedenze di tessuti messi a disposizione da aziende della moda e del settore tessile, si fa promotrice di iniziative per aiutare l‘inserimento lavorativo di soggetti a rischio di emarginazione.
 
A Ecomondo verranno inoltre presentate case history come quella del Comune di Capannori, selezionata a Bruxelles come città-pilota per l'economia circolare, che a luglio ha avviato in forma sperimentale la raccolta domiciliare dei vestiti usati e dei rifiuti tessili (indumenti, scarpe, borse, coperte, cuscini, lenzuola, tovaglie), e verrà presentato il modello virtuoso della Catalogna e del suo “Pacto por la Moda Circular”, firmato da 55 aziende e organizzazioni, che mira a promuovere una trasformazione urgente e necessaria del settore su base volontaria, condivisa e collaborativa, coordinando gli sforzi tra tutti gli agenti della catena del valore del settore. Tra gli accordi raggiunti vi è l'aumento della durata dei prodotti e della percentuale di materiale riciclato, con l’obiettivo finale di ridurre la produzione di rifiuti tessili del 5-10%, raggiungere il 25-30% di raccolta differenziata entro il 2024 e incrementare la rivalutazione del materiale raccolto separatamente.

L'ingresso della fiera di Rimini


Per promuovere la sostenibilità del comparto del tessile-abbigliamento, poter contare su piattaforme condivise tra tutti gli attori della filiera rappresenta ormai un fattore imprescindibile, ricorda ancora la fiera di IEG nel proprio comunicato. Protagonista della transizione è la progettazione, che determina fino all' 80% dell'impatto ambientale del ciclo di vita di un prodotto: dai coloranti alla monomatericità per il corretto riutilizzo dei tessuti.
 
Due gli incontri principali organizzati il 9 novembre che puntano a fornire spunti di riflessione su tutti questi e tanti altri argomenti legati all’eco-sostenibilità nella moda: “Tessile come opportunità: sfide e coinvolgimento degli Stakeholders del settore”, a cura del Comitato Tecnico Scientifico di Ecomondo e di LVMH Italia, dalle 11 alle 13 nella Innovation Arena, Hall Sud, e “Prevenire i rifiuti tessili e circolarità tessile: il ruolo di città e regioni e il potenziale delle politiche pubbliche locali”, organizzato da ACR+ Association of Cities and Regions for Sustainable Resource Management, dalle 16 alle 18 in Sala Diotallevi 1, Hall Sud.
 
Il 10 novembre, per comprendere il futuro dell’industria del riciclo e della circolarità nel settore tessile toccherà all’incontro “Osservatorio tessile. Innovazione, efficienza, circolarità: geografia di una sfida”, dalle 9:30 alle 11:00 all’Innovation Arena, Hall Sud, e a “L’industria tessile e della moda dell’area del Mediterraneo verso modelli di business più green e circolari”, incontro organizzato dal Comitato Tecnico Scientifico di Ecomondo, UNIDO e MedWaves, dalle 11:30 alle 13 in Sala Neri 2, Hall Sud.

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