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Ansa
Pubblicato il
10 nov 2014
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Eco-pelle per uno stile politically correct

Di
Ansa
Pubblicato il
10 nov 2014

Quello dell'etica delle griffe per una moda politically correct verso gli animali utilizzati ai fini della produzione di capi di abbigliamento, borse e calzature, tendenzialmente, e non soltanto in alcuni casi, poco attenta alle sofferenze degli animali, la pelle, pelliccia o i piumaggi dei quali vengono utilizzati per soddisfare i capricci e i desideri della moda, è un tema caldo, caldissimo.

Foto: Ansa


A far da detonatore alle polemiche l'inchiesta del programma di Rai3 Report, sui maltrattamenti alle oche in allevamenti in Ungheria per lo 'spiumaggio'. Un'inchiesta anche sul piumino Moncler, dalla confezione alla delocalizzazione. Nonostante la maison di Remo Ruffini quotata in borsa a Piazza Affari abbia subito smentito le accuse, ha pagato pesantemente in borsa quelle immagini poichè il titolo ha subito un immediato colpo a ribasso scendendo a -4,88%. Subito dopo sul sito della griffe una nota ha spiegato che "Moncler utilizza solo piuma acquistata da fornitori obbligati contrattualmente a garantire il rispetto dei principi a tutela degli animali" e che "i fornitori di piuma sono tutti basati in Italia, Francia e Nord America". Ma non è finita qui.

E' notizia del 6 novembre la proposta della senatrice di Sel Loredana De Petris, presidente del Gruppo Misto, prima firmataria di un'interrogazione indirizzata al Presidente del Consiglio e ai ministri dello sviluppo economico, della salute e delle politiche agricole, alimentari e del mare, di proporre "l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sulle imprese manifatturiere italiane delle marche di lusso che delocalizzano all'estero". Poi ricordando il servizio di Report, la senatrice chiede al Presidente Renzi di "sfruttare il semestre di Presidenza italiana per sollecitare la Commissione Europea ad emanare direttive volte al divieto esplicito in tutta l'eurozona dello spiumaggio di oche e anatre vive". Si vedrà come andrà a finire.

Foto: Ansa


Ma a questo punto bisogna ricordare invece che sono già molte le aziende che hanno scelto un'etica rispettosa dell'ambiente e degli animali, usando imbottiture sintetiche nei piumini che rendono comunque i loro capi leggerissimi e caldi (i noti "100 grammi) e soprattutto utilizzano eco-pelle ed eco-pelliccia per borse, scarpe, giacconi, abiti e cappotti, con gli stessi risultati di stile, costi decisamente inferiori e la coscienza finalmente in pace con l'ambiente e la società. Che non è poco. Qualche esempio.

Intanto antesignana dell'etica animalista è Stella McCartney che ha trasformato la sua borsa in ecopelle circondata da catene metalliche in un modello cult. I jeans più trendy del momento sono realizzati in eco-pelle, in uno stile che strizza l'occhio agli anni '80 e allo spirito rock-metallaro, in un fit che modella piacevolmente il lato B. Li fa Freddy che lancia la collezione Wr.Up: pantaloni con effetto shaping, modello skinny o con la zip, con un taglio speciale delle tasche posteriori che regalano una sensuale silhouette.

Foto: Ansa


Da Pinko il chiodo è in finta pelle o lo sherling in eco-pelliccia. Gli anfibi e gli stivaletti biker fiammanti sono in pelle green. I sensuali leggings da Intimissimi in ecopelle e le gonne plissè sono in pelle ecologica da Benetton come da Zara, che nello stesso materiale propone anche l'abitino bon ton, la salopette e lo spolverino gommato. Pantaloni in ecopelle anche da H&M. CafèNoir propone una collezione in stile New York underground anni '70: anfibi carrarmato, biker con fibbie e suole rialzate, chiodi in pelle con borchie e zip a contrasto, minigonne in pelle effetto matelassè, tutto in ecopelle.

Foto: Ansa


La nuova collezione vegana di Nora Scarpe di Lusso con la sua nuova linea animal free, si traduce nell'utilizzo di materiali quali vernice ed ecopelle, con cui sono realizzati decolleté tacco seventies, tronchetti versione lamè, stivali e francesine.

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