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Pubblicato il
3 mag 2010
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E' morto l'ex presidente di Hermès, Jean-Louis Dumas

Pubblicato il
3 mag 2010

PARIGI, 3 mag 2010 - Jean-Louis Dumas, che ha presieduto la maison Hermès per 28 anni, è morto sabato primo maggio a Parigi all'età di 72 anni, per una grave malattia della quale soffriva da anni. Per questo motivo il dirigente aveva deciso di rinunciare alla sua carica di amministratore e direttore artistico del gruppo dal gennaio del 2006.

Hermès
Jean-Louis Dumas e Jean Paul Gaultier - Foto: AFP

Jean-Louis Dumas ha assunto il comando di Hermès nel 1978. E ha diretto la celebre azienda, simbolo del lusso alla francese, assumendone anche la direzione artistica, per 28 anni, fino al 2006. Membro della quinta generazione nella discendenza del fondatore della maison, creata nel 1837 - suo padre aveva sposato una delle quattro figlie di Emile Hermès, nipote di Thierry Hermès -, Jean-Louis Dumas è stato un patron atipico, conosciuto per il suo humour, la sua cultura e una grande curiosità; e rappresentava anche la vera e propria anima della società, anche se lui si schermiva. "Non credo alla figura del leader incarnato, dell'uomo forte", diceva.

"Sono presidente di Hermès, ma anche suo direttore artistico. Il mio lavoro consiste nel far entrare nella società dei talenti in tutti i nostri campi di attività, dagli orologi alla selleria, all'arredamento, ecc...", raccontava poco prima di lasciare, ricevendo i giornalisti nel suo ufficio all'ultimo piano di Hermès, al 24 di Faubourg Saint-Honoré a Parigi, con vista su una terrazza sulla quale germogliano le verdure di un orto, e fioriscono piante e alberi di melo.
"Il mio ruolo è quello di abbellire il giardino ingaggiando dei talenti creativi e dei know-how eccezionali", aggiungeva con ironia, guardando oltre la porta-finestra.
Hermès, era per Dumas il brand che incarnava la definizione di chic, che considerava come "quello stato di grazia nel quale si è quando si sa indossare una borsa, un vestito, un cappotto".
Ma Dumas sapeva anche mettere in primo piano il lavoro degli artigiani della maison. Nel 2003, durante l'assemblea generale degli azionisti del gruppo, degli artigiani conciatori della pelle avevano lavorato davanti al Palazzo dei Congressi, e le loro gesta erano state filmate e presentate su dei megascreen.
Qualche anno prima della sua partenza, aveva fatto viaggiare circa 500 collaboratori di Hermès in una cinquantina di paesi, per nutrire e ispirare la loro immaginazione e la loro creatività.

Per quasi trent'anni, si è dedicato a rinnovare l'immagine di Hermès assumendo i migliori stilisti. Sotto la sua direzione, l'azienda familiare è divenuta un gruppo mondiale, che ha acquisito partecipazioni in Leica o Jean Paul Gaultier SA. Nel maggio 2003, Jean-Louis Dumas aveva ancora una volta colto tutti di sorpresa chiamando proprio Gaultier, il più trasgressivo e il meno “istituzionale” degli stilisti francesi. La sua missione: dare nuovo slancio alla linea di prêt-à-porter femminile della casa.
Alcuni gridano allo scandalo, lui vuole infrangere l'immagine di una maison "fossilizzata nella sua immagine solenne e sussiegosa" e combattere una certa "idea che è passata” dai mass-media alla gente, “secondo la quale ciò che è ricercato esclude la fantasia". Scommessa vinta. Le sfilate sono prese d'assalto. Le vendite aumentano.

"E' una grande perdita per la Francia", ha detto il presidente Nicolas Sarkozy in un comunicato diffuso domenica sera dall'Eliseo. "Jean-Louis Dumas”, ha dichiarato il Capo dello Stato francese, “ha saputo fare di un marchio storicamente legato alla pelle e alla selleria un emblema del lusso e della modernità, una bandiera della Francia nel mondo”. Questo "cavaliere dell'industria" (già insignito della Legion d'Onore), "ha esportato il marchio Hermès dal mondo del cavallo verso numerosi settori di attività, fino ad arrivare a rivestire un elicottero e a concepire uno yacht ecologico, seguendo il corso delle sue passioni e delle sue fantasie, senza mai transigere al principio del raggiungimento di un'alta qualità".

(Versione italiana di Gianluca Bolelli; fonte: AFP)

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